Mediaset Premium mi ha liofilizzato gli zebedei!

Il cellulare suona e sul display non appare nessun numero. Può capitare, sono in un continente diverso e ci passo oltre otto mesi all’anno, quindi sono abituato a ricevere chiamate dai famigliari e dagli amici senza alcun numero evidenziato.

Rispondo e dall’altra parte una gentile signorina dall’accento straniero mi dice: Buon giorno, abbiamo notato che lei possiede una scheda mediaset premium ormai scaduta da più di un anno.

Oggi sclero!

La interrompo immediatamente: Si posseggo quella scheda e non mi sono mai pentito abbastanza di averla attivata. Programmi patetici, segnale scadente e costi piuttosto alti quindi ho deciso che non mi interessava. Era in bundle con la televisione, non l’avrei certo presa altrimenti.

Lei abbozza un timido: ma ha provato a modificare la direzione dell’antenna?

-Senta, sono almeno dieci mesi che mi chiamate almeno cinque volte al mese e se non rispondo riprovate almeno tre volte al giorno… vi ho già detto che non mi interessa fare l’abbonamento al vostro network televisivo, vi ho chiesto prima gentilmente e poi in maniera incazzata di non chiamarmi più… mi spiegate cosa posso fare per liberarmi di voi? Oltre a ciò ora sono in Angola e mi state facendo pagare un mare di roaming!!

-Ah… scusi… magari la richiamiamo quando torna in Italia…

-AAAAARRRGHH!

-Buona giornata

-Buona giornata anche a lei

 

Mediaset è come B, quando pensi di essertela tolta dalle scatole ricompare come una cambiale scaduta o come la muffa sul soffitto del bagno!


Cronache dalla Pianura Padana, ovvero: le incazzature dello Zio Adri

Vi ricordate lo Zio Adri? Bene, ho ricevuto un’altra gustosa mail che ripubblico e vi propino giusto per fare un giretto tra le magagne della P/A… Non ho cambiato nulla ovviamente, quindi se vi sentite offesi dallo schietto linguaggio da pioniere vi consiglio di leggere novella 2000 invece delle righe che seguono.

Si ringrazia lo Zio Adri per quanto segue

Cronaca di uno scazzo di mezza estate

No …e’ pieno inverno. Fa un freddo becco, tanto che stamattina ho scoreggiato sulla banchina del treno e la mefitica emissione e’ gelata appena varcato lo sfintere ed ha assunto l’aspetto di cristalli di zucchero di canna.

Tanto per cambiare sono incazzato come una bestia. Sto seriamente pensando di diventare, a tutti gli effetti, lo statale dello stereotipo (cioe’ cazzone-fancazzista-scioperante-assenteista ecc ecc ecc); vedo certe cose che mi fanno sembrare il visconte cobram dalla parte dei lavoratori.

L’altro giorno , parlottando con una segretaria amministrativa, chiedo conferma di alcune voci sentite tempo fa, in occasione di un “corso” a cui devono assoggettarsi tutti i dipendenti….e qui ci va un po’ di rewind del nastro per spiegare cosa accadde.

Lo stato, per dimostrarsi interessato alla formazione del personale, con una delle solite leggiucchie all’italiana ha stabilito che le aziende pubbliche devono investire nella formazione del personale. Bene, diranno i miei piccoli lettori (questa e’ rubata): che c’e’ di male? Di male c’e’che essendo una legge “a pene di alano” _pare_ non specifichi altro che “i corsi s’hanno da fare. E si faranno”, senza entrare nel dettaglio di cosa dovranno insegnare. E cosi’ dal facchino all’elettricista passando dalla donne delle pulizie e dal tecnico informatico (in realta’ non e’ proprio cosi’, ma solo perche’ i servizi di facchinaggio, manutenzione elettrica/idraulica e pulizie sono appaltati) tutti insomma, seguiamo dei corsi la cui utilita’ e’ pari ad una lezione di cardiochirurgia per chi deve spalare polifosfati organici in cascina; ovvero, si organizzano dei corsi riguardanti le procedure nella pubblica amministrazione per formare anche il personale tecnico. Tali corsi, tenuti da docenti e ricercatori di facolta’ come giurisprudenza e scienze della formazione, partono dai regi decreti del 1859 e arrivano ai giorni nostri davanti ad una platea di forse una cinquantina di persone per volta (il motivo di questa scarsita’ sara’ piu’ chiaro in seguito) . Da notare che chi ha tenuto i corsi ha svolto essenzialmente il ruolo di mezzobusto, leggendo quattro balle in croce. Interessante il fatto che risulterebbe che “…bla bla bla  la p.a. e’ tenuta a fare economia e a limitare gli sprechi”. Sentento questa norma sacrosanta, li’ per li’ mi convinco che mi sono addormentato. Sto sognando un mondo migliore e spero solo di non russare come un bradipo col raffreddore…invece no. Cazzo sono sveglio. Ma come porca la  su mamma….proprio all’inizio, nella presentazione del corso ci hanno detto che….”il corso e’ sovvenzionato dallo stato bla bla bla….perche’ lo stato ha cura della preparazione dei suoi dipendenti bla bla bla….e quindi il corso e’ stato appaltato ad una societa’ esterna ….bla bla bla….e poi c’e’ quel ristorantino dove si mangia davvero bene….in riva al mare c’e’ un locale davvero bello…”. Insomma: c’e’ da fare economia e sperperate 40 mila euro per far scrivere 4 balle ad una azienda esterna????

Ma torniamo ai giorni nostri. Dicevo che stavo chiedendo informazioni ad un segretario amministrativo a proposito di alcune voci che mi erano sembrate assurde, e cioe’ che tali mezzibusti prendono un extra per ogni ora di lezione (ecco perche’ tali lezioni si svolgono al cospetto di pochissime persone).

Ricapitolando: se qualcuno del personale tecnico-amministrativo fa un secondo lavoro, rischia il licenziamento. Docenti e ricercatori invece possono fare un secondo lavoro, durante il normale orario di lavoro, per lo stesso datore di lavoro….e vengono pagati extra.

Per chiarire la situazione: un normale categoria C prende circa 1100 euro al mese, 36 ore alla settimana, straordinari in massima parte non pagati (per dare un’ordine di grandezza sono arrivato ad accumulare 110 ore di riposo compensativo e 55 giorni di ferie…in un anno solare); un ricercatore confermato prende 1800 euro al mese; un docente di prima fascia 3700, un ordinario non lo so….pero’ di piu’. Dimenticavo: ricercatori e docenti non hanno obbligo di timbratura e oltre allo stipendio hanno i fondi di ricerca che sono in buona parte un bonus sullo stipendio (una docente ha candidamente ammesso in mia presenza che si deve comprare un kindle perche’ altrimenti deve restituire dei soldi avanzati. Ma come dice l’altro: hai gia’ l’ipad. Si, ma e’ pesante e scomodo. Lo do a mio figlio e io mi prendo un ebook reader piu’ pratico).

Bene, la segretaria amministrativa mi conferma che e’ proprio cosi’. Ma aggiunge: vuoi incazzarti di piu’? Ovvio. Eccheccazzo, mi devo privare della gioia di bestemmiare un po’ per validi e comprovati motivi?

Bene, mi dice. Anche i segretari amministrativi hanno dei corsi di aggiornamento. Ovviamente, trattando anche di bilanci ecc devono essere sempre al corrente delle variazioni legislative ecc ecc ecc. Tali corsi si svolgono 2 volte l’anno, tipicamente in gennaio e giugno.

Ora, lavoro una piccola cittadina da un paio di milioni di abitanti, con Dio solo sa quanti enti pubblici. Immagino che tali corsi si svolgano in un grosso salone affittato alla bisogna dove qualche tecnico racconti la rava e la fava delle novita’ legislative  (immagino che so… un cinema, un teatro, l’aula magna di una universita’…)

Si…si svolgono in effetti in un grosso salone, ma perche’ mai a Milano? In gennaio si va al sestriere e in estate in sardegna, o a pugno chiuso. Vuoi mettere?

Altra cosuccia molto simpatica: tutti gli anni vengono effettuati dei bandi per reclutare bassa manovalanza per lavori noioso-ripetitivo-rincoglionenti come riempire tabelle, preparare mailing list, sistemare archivi ecc. Tali lavori hanno durata di 150 ore e sono solitamente accaparrati (giustamente, per certi versi) da studenti economicamente svantaggiati. Il “per certi versi” e’ perche’ se fra 2 poveracci si scegliesse il migliore, sarebbe cosa buona e giusta. In effetti invece  il reddito e’ il solo metro di valutazione. Uno puo’ essere una capra e non parlare una parola di italiano e tanto basta. E vabbe’….c’e’ di peggio:

i dipendenti, hanno diritto di precedenza su chiunque ma:

1)      Serve l’autorizzazione del proprio capo struttura (e fin qui….ci puo’ anche  stare)

2)      Tale collaborazione puo’ essere svolta solo fuori dalle ore di lavoro. Ora, fino a prova contraria siamo tutti maggiorenni. Non siamo tenuti a chiedere il permesso a nessuno (mamma, papa’, fidanzata/o, moglie/marito, animale domestico ecc) se stiamo fuori anche tutta la notte e rientriamo la mattina  dopo una notte a troie e sbronzi come spugne (con creste di gallo e una pessima opinione del genere femminile. Cit). Fuori dall’orario di lavoro il capo struttura (che nel mio caso e’ comunque una brava persona) torna ad essere un emerito sconosciuto. Che cazzo gli frega di cosa faccio fuori dalle ore di lavoro, quando non e’ piu’  il mio capo?….cazzo, mi viene in mente ora che domani sera andro’ a farmi un paio di birre e non gli ho chiesto il permesso. Poi lo senti la mattina dopo che sgridata!….MA PORC#@]….

3)      Ultimo, ma non ultimo, perche’ e’ qui che veramente il legislatore ha dato il meglio di se’, il dipendente, non potendo fare un secondo lavoro, deve svolgere tale attivita’ senza beccare una lira.

Ora, come hanno detto esimie teste di….ehm….ministri, appartengo alla schiera dei bamboccioni e, ultimamente degli sfigati. Bene. Detto da gente che sfigura di fronte ad uno stronzo di suino seccato al sole la cosa mi lascia del tutto indifferente.

Saro’ anche bambiccione e sfigato, ma pirla proprio no. E gratis, per delle teste di ….ehm….quello che e’, non ci lavoro.

Pero’…un desiderio ce l’avrei. Vorrei vedere quel deficiente conclamato che ha cagato una norma simile, perche’ davvero mi domando chi possa aver partorito una pirlata cosi’ enorme: chiedere il permesso, per fare qualcosa fuori dall’orario di lavoro e per di piu’ gratis.

Come si dice da queste parti, rob de ciod. Ho davvero finito gli epiteti per etichettare questi tangheri che ci governano. Prima ci insultano e poi ci prendono per il culo.

Poi si lamentano degli statali. Per carita’ ce ne saranno tanti criticabilissimi (e ne vedo parecchi), ma onestamente non riesco piu’ a dargli interamente torto; tanto di meritocrazia non se ne parla: non c’e’ un metodo oggettivo per valutare l’impegno o il fancazzismo, quindi siamo tutti uguali di fronte alla busta paga, anzi chi si impegna e’ menuo uguale degli altri: ho appena ricevuto una mail che suona un po’ come una ingiunzione: devo consumare le ore di riposo oltre le 50 entro marzo. Devo finire le ferie residue dell’anno scorso entro il 30 giugno; devo usare almeno meta’ delle ferie dell’anno entro dicembre e il piano ferie deve essere comunicato entro marzo pena il divieto di usare il riposo compensativo a giornata intera, e la messa alla gogna ed  esposto al pubblico ludibrio reo di essere un lavoratore indefesso.

Ma dimmi te se vale la pena sbattersi tanto.

 

 

Zio


Grecia in caduta libera ed altre follie

Quelli di Pontifex non si smentiscono mai… purtroppo riescono a dare nuove sfumature al termine “bigotto” fino a farlo confondere con “pericoloso”. Leggendo il post sulla morte di Whitney Houston non posso che pensare che la mamma dei cretini sia sempre incinta! Ancora una volta questi ipocriti decidono che la libera scelta è peccato e che solo loro hanno le chiavi dello scrigno della verità.

Di ben altro parla questo blog su “il fatto quotidiano”. Anche se l’articolo tocca un argomento interessante come la globalizzazione ad ogni costo e vorrebbe sponsorizzare gli acquisti a chilometri zero, la parte più interessante sono i commenti. C’è chi si è sentito offeso per il tono, chi dice un semplice “chi se ne frega, se le fragole fuori stagione ci sono io me le mangio e non penso a cosa c’è dietro”. Intendiamoci, non credo che ci si debba privare di un cestino di fragole a febbraio, ma sarebbe corretto considerare che è quantomeno folle che costino meno delle fragole di serra prodotte in Italia pur provenendo dall’Australia. Credo che la base di discussione dovrebbe essere stata la pazzia di non considerare nel costo totale delle merci trasportate i danni alle strade e l’inquinamento (impatto ambientale) per far viaggiare le merci per mezzo mondo. Quello che intendo è che se le strade vengono distrutte dai camion il costo viene socializzato (tasse) mentre chi rompe le strade non paga, a mio avviso, il dovuto. E’ pur vero che questo costo sostenuto dai trasportatori si rifletterebbe sulle merci, ma per ragioni di mercato diventerebbe forse più competitivo produrre in loco… rendendo meno competitivo per le aziende produrre in Bulgaria e vendere in Italia.

Credo che però il focus vada mantenuto sulla Grecia. In questo post si dipinge uno scenario decisamente preoccupante, non solo per la Grecia, ma anche per noi. Se si accetterà di svalutare di molto il costo del lavoro in Grecia non vedo come potremo impedire di fare la medesima cosa in Italia con ovvie conseguenze. L’autore afferma, numeri alla mano che il salario minimo in Grecia sia effettivamente troppo alto, ma che è semplicemente folle imporre un calo del 22%. Propone anche alcune soluzioni per cercare di far recuperare competitività alla sua nazione. Forse quella più importante consiste nel recupero della legalità e nella giustizia sociale. Nessun lavoratore in nero e salari agganciati alla crescita nazionale. In un passaggio tratteggia anche il partito trasversale fautore del ritorno alla dracma.  Destra nazionalista e sinistra radicale, con il sostegno sentito di intestatari di conti bancari svizzeri, imprenditori offshore, evasori fiscali e speculatori vari. Una bella compagnia davvero!

L’Italia è in rotta verso la medesima tempesta? Forse si….


Il motore endotermico a Ciclo Monti

I motori endotermici, o a combustione interna, hanno un ciclo di funzionamento che dipende dalla tecnica costruttiva o dal sistema impiegato per provocare l’accensione della miscela comburente: il ciclo Otto, il Miller e quello Atkinson (adottato dai motori che equipaggiano le ibride Toyota) sono tipici dei motori a benzina, il ciclo Diesel ovviamente è prerogativa dei motori a gasolio.

Il Ciclo Monti invece spiega il funzionamento del “governo dei tecnici”, le fasi sono queste:

Scarico – durante questa fase si procede con lo scarico dei presidenti del consiglio esausti, nella fattispecie si parla di Berlusconi, che era davvero esausto e rendeva l’aria irrespirabile.

Aspirazione – in questa fase si provvede ad aspirare dai cittadini soldi, anni di pensione e risparmi, un filtro provvede a proteggere evasori e ricchi in genere.

Compressione – è qui che si comprimono i diritti dei cittadini, l’articolo 18 diventa un ricordo del passato, finalmente l’Italia diventerà un paese in crescita.

Scoppio – forse il Professor Monti non ha considerato questa fase, ma dopo la compressione basta una scintilla ed ecco l’esplosione, e questa volta sarà difficile salvare gli amici e gli amici degli amici.


L’Italia non si governa come un’azienda (anche se fa molto freddo!)

Fa sicuramente freddo in questi giorni, ma non credo che una settimana di gelo possa mettere in ginocchio una nazione, a meno che non ci siano altre ragioni…

Una Nazione sana ha le risorse nel suo interno per affrontare il meteo che sta tormentando l’Italia senza soffrirne più di tanto. Purtroppo negli ultimi quarant’anni la pubblica amministrazione è stata considerata poco più di un’ammortizzatore sociale e invece di risanarne la struttura è stata svuotata da moltissime delle sue risorse, considerate costi ed imbottita di imboscati che non solo hanno reso vuota e poco utile la sua funzione, ma hanno anche vanificato l’ottimo lavoro svolto da migliaia di pubblici dipendenti coscienziosi e dedicati.

Come se non bastasse i partiti hanno colonizzato la PA riversandoci una marea di gaglioffi incapaci che altro non sapevano fare che scaldare la poltrona e comportarsi in maniera arrogante con i loro amministrati, certi della loro impunità.

Sono passati molti anni ormai da quando un gruppo di persone ripeteva come un mantra “se ha fatto così bene per le sue aziende farà altrettanto bene per la Nazione”. A parte che non ha fatto per nulla bene per le sue aziende, visto che erano praticamente alla bancarotta e che solo il suo ingresso in politica ha salvato loro dalla chiusura e lui dalla galera, ma credo che sia il caso che tutti (ed intendo proprio tutti) si ficchino in testa che una Nazione non si può gestire come una fabbrica, come un’azienda. Ci hanno provato sia i comunisti sia i liberisti ed alla fine entrambi hanno fallito. I primi hanno visto crollare il loro impero basato sullo stato considerato come assoluto e superiore ad ogni cittadino, per assurdo superiore anche a tutti i cittadini. L’unione sovietica è crollata di fronte alla sua incapacità di venire incontro alle necessità di una popolazione che cambia, ma anche alla sua incapacità di affrontare la dinamica del marcato imposta dal mondo capitalista che correva più in fretta ed in più direzioni contemporaneamente. Le nazioni in cui il capitale domina incontrastato hanno ormai raggiunto il punto in cui la politica la fai solo se sei schifosamente ricco o se ti svendi agli sponsor. Quindi il politico non farà più politica per migliorare le cose, ma sarà solo il “braccio armato” di chi lo paga… E comunque negli USA se sei al minimo salariale non vivi decorosamente, ma rimani ai margini, finendo molto spesso con il non riuscire a pagarti l’assicurazione sanitaria e alla prima malattia appena un po’ seria diventi “un povero” vero.

Berlusconi è stato un esempio di politico che si è messo in proprio per difendere interessi in primis suoi, ma soprattutto di grandi gruppi economici e finanziari che nulla avevano a che fare con il benessere comune. Alitalia ne è un esempio più che calzante, ma anche la depenalizzazione del falso in bilancio e una serie di leggi ad personam che sarebbe meglio definire ad personas, visto che in molti ne hanno potuto approfittare.

Monti è invece un esempio di neoliberista che non riesce a far altro che compiacere il suo “stile di vita”. E’ un prodotto del sistema finanziario e non ci si può aspettare che limiti il potere delle banche, anzi tutte le scelte sono andate verso un rafforzamento di questo potere. Un esempio su tutti: non si può pagare nulla in contanti oltre i mille euro e anche il più povero dei pensionati dovrà avere un conto per ricevere la pensione e pagare con il bancomat. Se davvero avesse voluto semplificare la vita agli anziani avrebbe potuto semplicemente “regalare” un conto bancoposta a zero spese e fare in modo che le poste versassero direttamente la pensione su questi conti, dando la libertà ai pensionati di ritirare i loro soldi senza venir presi in giro da un sistema di macchinette mangiasoldi chiamato “banche”

Ora questo signore non solo mi vuole convincere che eliminando l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori di colpo in Italia sarà più facile fare impresa, ma anche che avere un lavoro fisso è estremamente noioso.

Vediamo di capirci, caro signor Monti, non tutti hanno lavori da svariate centinaia di migliaia di euro all’anno, non tutti fanno lavori interessanti o challenging come piace definirli a voi megamanager. Se non se ne fosse accorto la maggior parte delle persone lavora perchè ha dei sogni al di fuori del posto di lavoro. Qualcuno ha sogni forse meschini (auto nuova, partita di calcio, tv nuova), ma sono i suoi e vanno rispettati anche perchè acquistare tiene in vita le aziende che tanto vi stanno a cuore. Qualcun’altro ha sogni grandissimi nella loro semplicità: crescere un figlio, pagargli gli studi, vederlo crescere e farsi adulto per avere una famiglia e una fettina piccola piccola di felicità a sua volta… Forse lei considererà tutto questo “noioso”. Io lo considero “la Vita” e comincio a stufarmi di vedere che anche quelle forze politiche che glorificano la famiglia non fanno altro che rendere sempre più complicato arrivare alla fine del mese proprio per le famiglie a basso e medio reddito

Sto aspettando che un primo ministro dica che è ora di smetterla di tenere in vita artificilamente le banche che si rimpinzano di debiti e titoli tossici, ma credo che non lo vedrò tanto presto…

A questo punto credo ci resti solo da decidere: vogliamo fare la fine della Grecia oppure vogliamo essere come l’Islanda?


Sfigato

Eh si, per fortuna ho trovato uno sincero, che mi ha messo di fronte alla mia realtà. Mi sono laureato a 38 anni, rientro pienamente nella categoria degli sfigati premium, di quelli senza speranza.

Certo, erano anche 18 anni che saltavo da un cantiere a una piattaforma a una base, in Italia o all’estero, tra le sabbie o nella foresta equatoriale, gestendo qualche decina di persone di diverse nazionalità e coordinando attività del valore di milioni di dollari (in squadra, ovviamente non facevo tutto io), comunque rientro nella categoria sfigati.

Solo che ero curioso di sapere cosa ha fatto il viceministro Michel Martone, certamente lui non ha aspettato molto a laurearsi.

Infatti si è laureato in legge molto prima dei 28, a 23 aveva già vinto un dottorato a Modena, a 29 riceve l’abilitazione per diventarte ordinario all’università di Teramo, a 38 viceministro.

ha anache un fratello e una sorella, entrambi non sfigati, Thomas, con il quale nel 2009 ha aperto uno studio legale a Roma, a due passi dal Vaticano, e Julie, che a 23 anni si era già laureata in genetica e biologia molecolare e che oggi è ricercatrice alla Sapienza.

Il padre è Antonio Martone, magistrato di Cassazione, sentito qualche mese fa anche come “persona informata dei fatti” sulla loggia P3, e molto amico di parecchi politici, tra cui Renato Brunetta, che lo nominò prsidente della CIVIT, la Commissione per la Valutazione, l’integrità e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche.

I senatori Ichino, Zanda e Morandi rivolsero al ministro Brunetta una interrogazione per sapere come mai proprio all’antisfigato per eccellenza, il valido Micheal, fosse stata assegnata una consulenza di 40.000 Euro per studiare i  “problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di paesi terzi” (giuro che è vero, non mi sto inventando niente).

Quasi quasi sentirsi dire che si è sfigati da uno così è un complimento… il problema è che il rampollo genialoide si dovrà occupare della riforma del lavoro… auguri a tutti.


Deputati, finanzieri, mogli di leghisti ed incapaci vari: ecco le loro pensioni!

Knock out è un bel blog dove spesso si scovano notizie interessanti, come quella che ripubblico qui sotto…

Si consiglia la lettura solo dopo aver preso una dose di maalox...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Preoccupazione e panico

Secondo una vecchia battuta la preoccupazione è la prima volta che non ce la fai per due volte, mentre il panico arriva la seconda volta che non ce la fai per una volta.

In economia non si aspetta la seconda volta per scatenare il panico, a volte bastano vaghe voci, oppure qualche risultato inferiore alle attese, o una rivoluzione in qualche dimenticato staterello del terzo mondo.

Ma quello che sta succedendo in questi giorni giustifica lo sconforto che serpeggia in molti stati europei, il prologo è stata l’asta dei titoli tedeschi con rendimento negativo, poi la notizia che le trattative sulla ristrutturazione del debito greco si sono interrotte; che la Grecia sia fallita lo dico da tempo, e non da solo, adesso sembra che lo si incominci ad ammettere anche nelle alte sfere finaziarie e politiche, purtroppo la cosa avrà gravi conseguenze sulla stabilità del sistema bancario europeo.

Ma cìè di peggio: il declassamento di Standar & Poors, una vera e propria mazzata all’area Euro, fa scalpore la revoca della tripla A all’Austria e alla Francia.

Inoltre è stata retrocessa l’Italia di due gradini a BBB+ (e con outlook negativo), mentre scendono di un solo scalino la Spagna, il Portogallo, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia.

Con la tripla A in Europa rimangono così solo Germania, Olanda, Finlandia e Lussemburgo, in pratica solo il gigante teutonico e qualche satellite mantengono la massima affidabilità.

Come previsto il novello Napoleone sta portando la francia nel bel mezzo di una terribile tempesta, invece di condurla in un porto sicuro, temo che per Sarkozy la rielezione a primavera resterà un miraggio.

L’Italia è sempre più in bilico, oggi i telegiornali riportavano che l’asta dei BTP è andata bene (a proposito, di solito S&P avvisa i governi un giorno prima, come mai i sottoscrittori dei BTP non sono stati avvisati del declassamento?), ma la realtà è ben diversa, ormai si accetta tranquillamente uno spread di 400 punti base come positivo, ma quando le emissioni degli ultimi mesi inizieranno a staccare le cedole il nostro sistema debitorio andrà in apnea… e non manca molto, dato che il disastro è cominciato in agosto.

Il nostro paese è per la prima volta entrato nella zona B, il rating BBB+ è giusto un gradino sopra all’area speculative, ovvero dei titoli a rischio che si mettono in portafoglio per speculare, e stiamo per affrontare una recessione di dimensioni spaventose.

Forse è il momento in cui chi ha qualche risparmio inizi a pensare di portarlo fuori dall’area Euro, secondo me non manca molto tempo a qualche grossa e brutta novità, e una scialuppa di salvataggio può fare davvero comodo.


Vergognoso!

A botta calda trovo solo la parola vergognoso per definire il comportamento della Corte Costituzionale, che non ha ammesso i due referendum elettorali, mantenendo di fatto il vigente sistema anche per le prossime elezioni.

La mano nascosta dietro questo fatto è quella del presidente Napolitano, che non vuole grane per il governo da lui voluto, e passa con disinvoltura sul nostro diritto di cittadini, che ci troviamo a dover subire le imposizioni di un potere sempre più arrogante e isolato.

E adesso arriva un’altra buona notizia, che il deputato nonchè coordinatore per la Campania del Pdl Nicola Cosentino non sarà arrestato grazie al parere contrario della camera; questo grazie al voltafaccia della Lega Nord (che si sta preparando a una nuova alleanza con Berlusconi per le prossime elezioni) e alla pattuglia radicale, puri e duri e pure un po’ stronzi.

Poi non meravigliamoci se nessuno crede davvero che riusciremo a risolvere i nostri problemi.


Un pessimo segnale

La notizia viene dalla Germania, e potrebbe passare come una stravaganza, una semplice stranezza persa nel mare magnum delle tante cose bizzarre che succedono nel mondo, invece rappresenta un pessimo segnale.

L’emissione dei titoli a sei mesi (i nostri BOT) di ieri 9 gennaio da parte della Bundesbank ha avuto un tasso negativo pari allo 0,0122%, in pratica si paga per prestare soldi alla Germania.

E’ la prima volta nella storia che un titolo di stato tedesco spunta un rendmento negativo, inoltre a fronte di 3,9 miliardi di Euro di titoli la domanda è arrivata a 7,08 miliardi di Euro, un bel 80% in più.

Ma cosa significa una cosa del genere, il buon senso ci dice che non si paga per prestare i soldi, anzi ci si dovrebbe aspettare una remunerazione, anche minima, per il capitale prestato.

Ma il buon senso non sempre ha la meglio sulla paura, anzi quasi mai; una massiccia sottoscrizione a condizioni apparentemente assurde significa che un mucchio di gente pensa che in un intervallo temporale di sei mesi potrebbe succedere l’impensabile, la caduta dell’Euro.

Se questo davvero avvenisse i paesi come l’Italia, la Spagna e i PIIGS in genere tornerebbero alle loro monete nazionali e le vedrebbero deprezzarsi più velocemente delle feci di cammello.

Per fare un esempio un deposito di centomila Euro in una banca italiana verrebbe convertito e passerebbe a 193.627.000 Lire, che perderebbero almeno il 20% sul Marco tedesco nel primo giorno di apertura dei mercati, detenere obbligazioni tedesche garantisce pertanto che i propri risparmi non subirebbero tale sorte.

Purtroppo l’ipotesi che l’Euro crolli non sembra più essere una fantasia delirante, ma una possibilità sempre più concreta, nel prossimo mese credo che si capirà meglio come andranno le cose, ma chi ha dei risparmi farebbe bene a preoccuparsi.


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