Proteggere i deboli…

Ieri sera mi e’ capitato di sfogliare un articolo del Fatto Quotidiano. Si parlava della condizione di un gruppo di rifugiati Somali e la si definiva un inferno. Premesso che son convinto che un paese civile dovrebbe garantire un minimo essenziale di supporto a coloro che vi giungono in cerca di aiuto (e che hanno anche le carte in regola, vero cari ministri?) e che non e’ umanamente accetabile che una comunita’ non si prenda cura dei suoi esponenti piu’ deboli, pur se immigrati, penso che l’articolo fosse un pochino fuorviante, almeno nella sua forma, se non nell’essenza di voler portare l’attenzione sulla condizione di persone che risiedono legalmente sul suolo Italiano e che come tali acquisiscono una serie di diritti e doveri.

Leggendo attentamente il servizio si capisce il fine di sensibilizzare chi legge e la domanda essenziale rimane la stessa: come possiamo fare meglio? In alcuni commenti di risposta c’era chi si domandava come si poteva vivere in 150 in un edificio senza i servizi minimi. Come spiegazione direi che la foto che riporto qua sopra puo’ decisamente aiutare. Si tratta di una veduta aerea di una delle “favelas” di Luanda. Non esistono servizi igienici o acqua corrente, pero’ alcune baracche hanno la parabola… Ricordiamoci sempre che questi disperati fuggono davvero dall’inferno e che per quanto sia dura, nella ex ambasciata Somala di sicuro non stanno peggio. Hanno quello che avevano i nostri nonni che emigravano in Argentina o negli USA, la speranza di una vita migliore e sono disposti ad ogni sacrificio pur di farla avverare.

Rimane il fatto che se non siamo in grado, come Nazione, di garantire una permanenza dignitosa a chi ci chiede aiuto e’ chiaro anche che non saremo in grado di rispondere con efficacia alle domande sempre piu’ pressanti dei ragazzi che scendono nelle strade per far sentire la loro preoccupazione per la crescente disoccupazione (non solo giovanile) e per la mancanza di investimenti sul futuro. Governi di sinistra e destra hanno considerato il futuro una delle tante cose privatizzabili, ma a loro cosa importa, sono per lo piu’ vecchi e non hanno poi molto da vivere, quel che conta e’ la scorta di Viagra e chi se ne frega di un futuro che loro non vedranno…

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One response to “Proteggere i deboli…

  • tobymallon

    Purtroppo (o per fortuna) credo che si stia arrivando a una svolta epocale nel mondo occidentale.
    Non solo non saremo più in grado di aiutare i deboli, ma non riusciremo nemmeno a sostenere i nostri livelli di consumi, le materie prima stanno diventando sempre più rare e diventa necessario cambiare il totem dello sviluppo a tutti i costi con quello dello sviluppo sostenibile.
    Se non ci riusciremo prevedo un gran brutto futuro.

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