La verità, di Robert Reed

La semplice stupidità riesce a spiegare tante cose, ma cercare altre motivazioni può essere terribilmente intrigante. Potrebbe essere questa considerazione che ha spinto Robert Reed, uno dei più talentuosi scrittori di fantascienza delle nuove leve, a scrivere questo romanzo.

L’assunto di partenza è semplice, poco tempo dopo la tragedia dell’Undici Settembre la polizia americana, intervenuta sul luogo di un incidente, scopre che l’auto uscita di strada trasporta abbastanza materiale fissile da costruire una bomba atomica. Il conducente aveva da poco passato la frontiera con il Canada e se non fosse uscito di strada niente avrebbe potuto impedirgli di portare il suo mortale carico in una qualsiasi città degli Stati Uniti.

Sembrerebbe un normale, anche se gravissimo, caso di terrorismo, se non fosse che il prigioniero è in grado di predire avvenimenti futuri con stupefacente precisione. Per quanto possa sembrare incredibile egli fa parte di un gruppo di integralisti islamici, 129 persone arrivate dal futuro per abbattere gli Stati Uniti, guidate da un capo chiamato Abraham: L’America si trova a dover fronteggiare una minaccia mortale, e indirizza tutte le sue risorse  alla ricerca degli altri terroristi.

Questo è il modo con cui Reed spiega la storia recente e immagina quella dell’immediato futuro: l’invasione dell’Afganistan e dell’Iraq, Guantanamo, le torture nel carcere di Abu Ghraib derivano dalla volontà statunitense di trovare ed eliminare i terroristi temporali.

La voce narrante è quella di Carmen, agente governativa incaricata di interrogare Ramiro, questo il nome del prigioniero, dopo che il suo predecessore e amico Collins si è suicidato. Quale verità può essere tanto sconvolgente da spingere un agente abile ed esperto a togliersi la vita?

Tutti i fili sospesi si riannoderanno nell’intenso finale, degna conclusione di una vicenda tesa e appassionante, una storia come non se ne vedono spesso.

Questo romanzo ha partecipato alle votazioni per il premio Hugo 2009, venendo battuto dal più tranquillizzante e new age La connessione Erdmann, della scrittrice Nancy Kress: ritengo che gli appassionati di fantascienza americani abbiano mal digerito un romanzo duro e spietato come questo, e credo di essere facile profeta se dicvo che risentiremo ancora parlare di questo autore.

Qui una recensione dello scrittore Giovanni De Matteo, per chi desiderasse approfondire.

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