Finalmente a casa dopo esattamente 62 giorni di Angola

Sono finalmente arrivato a casa, dopo due mesi passati in Africa per lavoro. Dovrei esserci abituato, ormai sono 10 anni che passo più tempo in giro per il mondo che in Italia, ma ogni volta ho una gran voglia di salire sull’aereo per tornare. Mi manca quasi tutto, gli amici, le mie colline ma anche la mia chitarra (anzi, le mie chitarre… magari un giorno di questi vi parlo di loro). Soprattutto mi manca la mia casa. La ho disegnata io, è in bioedilizia, accogliente calda e facile da vivere, con un bel portico per l’estate e una stufa a legna di quelle con lo sportello di cristallo per riscaldare le sere d’inverno. E’ fantastica quando è piena di amici, ma anche quando son da solo mi fa sentire “protetto”. Ho cominciato a “sognarla” da bambino, la disegnavo partendo dalle sensazioni e ogni volta appendevo il foglio del quadernone “Pigna” allo specchio della mia vecchia camera. Aggiungevo un pezzo, poi un altro, una stanza spariva e compariva il sottotetto. Ho impiegato molti anni ed un certo nuero di insuccessi, ma alla fine ho la mia casa, così come la ho sempre voluta. In effetti questo mi fa sentire decisamente bene.

Come ad ogni rientro, però ho la sensazione che qualcosa manchi… mi manca sapere come ci si sente ad arrivare in una casa dove qualcuno ci aspetta. Qualcuno mi sa dire cosa si prova?

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