Una notte sulla E45 da Hirtshals a Milano, ovvero storie di rapimenti e di strani incontri

Era Febbraio 2003 e abitavo a Stavanger, in quel periodo andavo spesso ad Olen, a circa 200 km a nord dove l’impianto di perforazione di cui mi occupavo si trovava in cantiere per un periodo di manutenzione straordinaria. Guardando il calendario scopro che San Valentino cadeva di Venerdì e quindi si aprivano le porte per un bel weekend. Ero follemente innamorato di una ragazza che abitava (e ancora abita) nella nebbiosa pianura del Po, tra Lodi e Piacenza, in quei paesini dove quando c’è la nebbia hai bisogno del radar per trovare la porta di casa dopo aver parcheggiato l’auto in cortile… Organizziamo di trovarci a Linate per la serata di Mercoledì 11 Febbraio e io acquisto i biglietti aerei per il volo Stavanger Milano con KLM, sennonché non noto che il volo era programmato la mattina, mentre io credevo fosse per le 19 e 30. Perdo il volo e rimango semidistrutto per circa 10 minuti a pensare a cosa fare; alla fine decido di guidarmela tutta fino a Milano.

Parto da Stavanger e rischiando varie multe raggiungo Kristiansand giusto in tempo per imbarcarmi sul traghetto per Hirtshals, Danimarca.

Sbarco dal traghetto alla mezzanotte con altri 1650 km da guidare, ne ho già percorsi circa 400 in territorio Norvegese e alla fine della notte ne avrò più di 2000 sul contachilometri… un bel giretto. Comunque in Danimarca, lungo la E45 non c’è anima viva e guido abbastanza forte, sempre sopra i 140 km/h, sempre sopra il limite di 110 che vige da quelle parti. Dopo circa 3 ore e più di 350 km entro in territorio Tedesco. Il mio Golf comincia ad avere sete e decido di fermarmi al primo autogrill per fare rifornimento di nafta e di caffeina. A circa cento chilometri c’è Amburgo e trenta chilometri prima trovo una stazione di servizio autostradale con una serie di distributori disposti in una lunga fila coperti da una tettoia e ben illuminati. Accosto al più vicino al bar e scendo: fa un freddo cane con un vento teso e gelido che mi taglia in due. Apro il serbatoio e inizio a fare rifornimento, ma il vento oltre a farmi rabbrividire si porta dietro anche i singhiozzi di una donna. Alzo la testa e mi guardo attorno ed in quel momento un bestione calvo con il pizzetto nero e un gilet di pelle tipo Hells Angels esce dal bar e mi abbaia qualcosa in tedesco. Io rispondo in inglese e lui mi chiede, in inglese questa volta, se avessi sentito anch’io qualcuno piangere. Assieme controlliamo l’area del distributore fino a che troviamo nella zona più lontana dalla porta del bar una ragazza seduta a terra. Il primitivo le si avvicina e cominciano a parlare in tedesco, poco dopo l’aiuta ad alzarsi e assieme vanno verso il bar. Io finisco il rifornimento e poi entro per pagare e per prendermi un litro di caffè. La tipa è seduta in disparte e sta bevendo un enorme bicchiere di cartone di caffè caldo; si è sistemata i vestiti ed i capelli e sembra star meglio. Vado al banco e prendo letteralmente mezzo litro di latte e caffè e mi siedo un momento per rilassarmi e godermi il beverone. L’omone di cui sopra risulta essere il responsabile del bar in servizio notturno e mi racconta che la tipa è stata lasciata a piedi mentre si dirigeva verso Kassel. Ripenso alla mia road map e vedo che passo in prossimità di quella città, decido allora di offrirle un passaggio. Vado da lei e scopro che parla inglese senza alcun accento particolare e che osservandola bene non riesco a decifrarne l’età, potrebbe avere 20 o 40 anni, non si capisce. Però è vestita piuttosto bene, anche se sembra che si sia messa addosso metà del guardaroba…

A questo punto della storia voglio presentare la quarta protagonista di questa storia. Dopo me stesso, dopo il Primitivo e dopo la Ragazza in difficoltà è il momento di parlarvi della Vocina. Se ci pensate l’avete tutti una vocina interiore che vi avverte quando state facendo una vaccata o vi impone di fare qualcosa quando siete indecisi.

… Propongo alla Ragazza di fare un pezzo di strada assieme e lei, ovviamente (!), accetta. Partiamo in direzione sud e dopo pochi secondi la mia Vocina mi dice: bravo, hai fatto la tua buona azione, ma adesso lasciala dormire e stattene zitto.

Voi l’ascoltate sempre la vostra vocina? Io chiedo alla ragazza come si chiama e cosa ci facesse in piena notte in mezzo al nulla e lei mi dice che era con delle persone che la hanno abbandonata: in pratica non mi ha risposto assolutamente nulla… e la Vocina mi dice: Vedi? Devi stare zitto!

E infatti io chiedo perché l’avessero abbandonata, (la Vocina sospira). La tipa mi risponde che la sua avventura dura da un po’ e che è stata rapita… A questo punto la Vocina strilla “zitto, Zitto, ZITTO!”

Ma chi ti ha rapito, quei tipi che ti hanno poi abbandonata?…

 

La Vocina a questo punto stava dando di matto, ma ormai non si poteva più tornare indietro…

La tipa mi guarda e mi dice: “no, quelli che mi hanno abbandonata hanno solo avuto paura della mia storia, io sono stata rapita….”

Avete presente quel vecchio telefilm americano, the dragnet? (ne hanno anche fatto un film con Dan Aykroyd e Tom Hanks) Credo che in italiano sia stato tradotto come “la retata”… ricordate la sigla? Bene, inseritela qui…perché in questo esatto momento l’ho sentita nella mia testa: TAN TA TA TAN

“…Dagli alieni!”

 

 

 

A questo punto la Vocina è a pezzi e mi dice: “ ‘mbe, che vuoi da me? Non dire che non ti avevo avvertito…”

La tipa sta blaterando di esperimenti sessuali a cui è stata sottoposta e mi propone di vederne gli effetti… io chiedo scusa alla Vocina che sbuffa e si volta dall’altra parte e abbasso il riscaldamento fino al punto in cui il display mostra “LO”. Cerco di calmare la tipa e le propongo di riposare un po’… lei si tranquillizza e chiude gli occhi. A questo punto passo a 180 km/h… e se avessi potuto avrei chiesto al signor Scott di tirare fuori più potenza da quel motore, warp 5 poteva anche bastare. Raggiungo Kassel in circa 3 ore, non male per circa 400 km e la lascio appena dentro la città. Rientro sulla E45 e vado fino a Bregenz e poi entro in San Gallo, traforo del San Bernardino e giù fino al Canton Ticino e poi Italia… alle 15,30 arrivo a San Donato dove incontro la mia “morosa”. Quando le racconto la mia avventura mi guarda strano… chissà come mai…

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2 responses to “Una notte sulla E45 da Hirtshals a Milano, ovvero storie di rapimenti e di strani incontri

  • Dumarest

    Questo è stranissimo, a me è capitato di essere rapita da uno con una Golf, poi gli alieni mi hanno dato una mano, e mi hanno anche fatto diventare un uomo.
    Certo che il mondo è uno strano posto. 🙂

  • jgwolf

    GP… non ho parole, ti hanno anche fatto prendere qualche chiletto, ad occhio direi una settantina… 😉

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