Eternit, Broni-Mortara e mesotelioma pleurico: come ammazzare l’Oltrepò

Oggi mi è capitato di leggere un articolo su Casale Monferrato e la sua battaglia contro gli effetti dell’esposizione all’amianto. I numeri fanno paura più delle parole: tra Aprile e Dicembre 2010 ci sono stati 277 ricoveri per patologie dovute all’esposizione all’amianto. Stanno lentamente pagando il prezzo di una produzione dissennata e a poco vale dire che all’inizio non si sapeva, che solo dopo anni di esposizione continua si sono scoperti gli effetti. Questo può essere forse vero per patologie come il mesotelioma pleurico, ma l’asbestosi era conosciuta da molto tempo, ma nessuno se ne preoccupava, era solo un rischio professionale… un’altro sacrificio da offrire al dio della produttività e del progresso ignorante.

Io sono nato e cresciuto a Broni, il secondo sito in Italia dove sorgeva uno stabilimento della Edilfibro e dove si produceva Eternit. Ricordo l’inizio degli anni ’80 quando si cominciava a parlare di mettere fuori legge l’amianto, ricordo le chiacchere nei bar dove c’era sempre qualcuno che ne sapeva più degli altri e diceva che volevano solo chiudere la “fabbrica” per trasferire all’estero la produzione… in quel caso erano solo chiacchere, ma la gente che già era morta di asbestosi o l’incidenza molto più alta della media nazionale di un cancro estremamente aggressivo erano una realtà ben chiara e drammatica. Quel cancro era il mesotelioma pleurico, ma ancora la gente comune non ne conosceva il nome…

Nella foto che apre il post la situazione attuale della “Cementifera” con un sacco di manufatti conteneti amianto lasciati  all’aperto esposti all’erosione del vento e della pioggia con il vento stesso che porta in giro per il paese le particelle di amianto erose. Si dice che mancano i soldi per bonificare propriamente l’area, anche perchè l’amianto non è solo nei tubi che si vedono, ma è nella copertura di tutti i capannoni che compongono il complesso industriale… una bomba ecologica innescata che uccide lentamente gli abitanti di Broni. A questo link trovate uno studio dell’ASL di Voghera limitato agli ex dipendenti, non comprendente cioè chi si è limitato a vivere a Broni…

Ma a quanto pare una serie di governi inetti ha preferito stanziare i fondi per una strada inutile come la Broni-Mortara (anzi, dannosa, visto che moltiplicherà il traffico pesante nell’Oltrepò)… Tanto i morti non votano, mentre le cooperative di trasporto si…

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4 responses to “Eternit, Broni-Mortara e mesotelioma pleurico: come ammazzare l’Oltrepò

  • Roby

    Speriamo di non sentir più parlare di questi argomenti… anche se rimangono intere aree del ns paese dove non è stato programmato nulla, nemmeno come trasportare qualche lastra di amianto lasciata liberamente sul terreno vicino al passaggio di chiunque.

    • jgwolf

      Purtroppo sentiremo per molto tempo parlare di amianto e delle sue conseguenze sulla salute delle persone. Come hai potuto vedere nel post spesso le autorità si concentrano su interessi più forti invece di spingere con forza per fare una bonifica accurata dei siti contaminati. Speriamo che continuando a parlarne possa mantenere altissimo il livello di attenzione su questo argomento.
      Dal tuo sito vedo che oltre a smaltire amianto riciclate anche polimeri vari. Ho vissuto in Norvegia dove ogni supermercato ha un aggeggio che recupera le bottiglie divise per tipo (PE, PET,PETG,etc.), ti rilascia uno scontrino con cui hai uno sconto alla cassa. Ho visto famiglie arrivare con il portabagagli pieno di bottiglie e di lattine. Questo teneva in moto tutto il sistema di riciclaggio e dava da lavorare ad un sacco di ditte che fornivano poi compound riciclati alle ditte di soffiaggio termoplastico o alluminio. Cosa ne pensi, sarebbe fattibile anche da noi?

  • Roberto

    Io credo che il sistema ‘Italia’ e con ‘sistema Italia’ intendo la pigrizia e il disincentivante atteggiamento che abbiamo sempre tenuto nei confronti di certi argomenti – vedi anche questo – non si sveglierebbe mai per arrivare a regimi di civiltà come quelle nordiche.

    • jgwolf

      Sicuramente l’inerzia sociale a cui ti riferisci e’ una realta’ in un paese come il nostro dove la gente si aspetta sempre “la manna dal cielo” nel senso che tutti vorrebbero che lo Stato, visto quasi come entita’ astratta ponesse rimedio a tutti i mali. E’ un atteggiamento utile soprattutto a chi non vuole impegnarsi… Nel caso del riciclaggio gli incentivi sono necessari, ma serve anche la spinta da parte della gente a migliorare. Forse le ditte come la tua potrebbero giocare un ruolo fondamentale nel prossimo futuro.
      Questo e’ un vecchio post, ma sto raccogliendo un po’ di materiale per scriverne uno un po’ piu’ in dettaglio, mi farebbe piacere che partecipassi con la tua esperienza. Buona domenica

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