Fukushima: un’occasione per riflettere sulla nostra politica energetica

Oggi le lobby pro nuke sono arroccate a difesa dei loro interessi dando dello sciacallo a chiunque dica che visto quel che sta succedendo a Fukushima dovremmo quantomeno ripensare la nostra politica energetica. A parte che gli Sciacalli sono animali con una funzione importantissima in natura in quanto eliminano le carogne di animali morti evitando il diffondersi di malattie, ma non vedo come si possa evitare di parlare di quanto evidenziato cosi’ crudelmente da ogni singolo tg in giro per il pianeta. Il dato di fatto piu’ chiaro e’ che in caso di incidente veramente grave i sistemi di sicurezza attiva potrebbero non funzionare (pompe d’emergenza, sistemi secondari di contenimento, etc.) e la sicurezza passiva, cioe’ tutti quei sistemi di sicurezza che non necessitano di energia per funzionare, e’ di fatto insufficiente per garantire la messa in sicurezza dell’impianto. Nello specifico il sistema principale di raffreddamento e’ morto e quello di emergenza si reggeva su generatori che non sono partiti per vari motivi, legati o meno al sisma. Ora il contenimento del combustibile (le barre di uranio) si sta surriscaldando e rischia di fondere mettendo in contatto le barre ad altissima temperatura con aria ed acqua. Il risultato sarebbe un’esplosione di vapore che sparerebbe isotopi radioattivi ad altissima quota ridistribuendoli poi su un’area vastissima. Il risultato sarebbe la contaminazione di grandi aree come avvenne con Chernobyl, magari in maniera meno eclatante, ma di certo non meno grave. Le falde acquifere saranno contaminate cosi’ come il terreno, il vento negli strati alti dell’atmosfera portera’ la contaminazione a grande distanza, ma quel che ricadra’ in mare entrera’ nella catena alimentare attraverso i pesci colpendo in maniera imprevedibile una delle piu’ importanti risorse alimentari, non solo per l’umanita’. E’ gia’ successo e ancora non sappiamo quantificarne i danni, anche se i cosiddetti ottimisti sostengono che il pianeta li abbia gia’ metabolizzati. Purtroppo non sappiamo quante delle neoplasie o delle malformazioni siano dovute agli isotopi immessi in atmosfera dagli esperimenti nucleari o dagli incidenti alle centrali e forsenon sapremo mai darene una quantificazione precisa. Quel che e’ certo e’ che si dovrebbe guardare avanti e non ad una tecnologia vecchia di oltre mezzo secolo, se pur con un sacco di innovazioni e perfezionamenti. E’ pur vero che il vento non soffia sempre, che il sole non splende sempre, etc., ma e’ anche vero che consumare risorse con questo ritmo e’ quantomeno idiota. Il primo sistema per avere a disposizione piu’ energia e’ consumarne meno, poi dobbiamo investire nelle rinnovabili e nella ricerca. In natura non esiste il concetto di spreco e consumare qualcosa che non si rinnova e’ assurdo. Non vi sembrerebbe piu’ logico affidarci a un sistema energetico non centralizzato e fortemente eterogeneo (aka basato su molte fonti di energia rinnovabile diverse ed integrate) limitando l’uso dei combustibili fossili alla chimica fino a quando non riusciremo a sostituirli anche in quel campo?

Un esempio? Io abito in una casa di circa 113 mq nella quale produco dal sole parte del calore di cui ho bisogno e spendo di media meno di 100 euro al mese per scaldarla durante l’inverno ( d’inverno vedo anche i -8 nel termometro fuori casa…) principalmente grazie ad un ottimo isolamento. Nell’appartamento che occupavo prima spendevo anche 4 volte tanto per una medesima superficie. Oggi esistono le tecnologie per risparmiare e se investiamo abbastanza svilupperemo un sistema integrato di produzione da energie rinnovabili, si tratta solo di capire che non possiamo piu’ pensare di comportarci come dei bambini capricciosi, dobbiamo assolutamente prendere coscienza che non siamo i dominatori del pianeta, ma parte del suo funzionamento e dobbiamo imparare a cooperare col resto del sistema.

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