Basso impero, ieri e oggi

Berlusconi Imperatore

I confronti con il passato lasciano sempre il tempo che trovano, anche se a volte è divertente farli, ultimamente mi ronza in testa il pensiero che l’occidente di oggi assomigli sempre più all’impero romano, vediamo analogie e differenze.

Il sistema politico: abbandonando la forma repubblicana Roma divenne un impero dove il potere veniva trasmesso per via ereditaria (tranne il breve – e non a caso uno dei migliori – periodo degli imperatori adottivi), mentre l’occidente è ancora formato da repubbliche. Ma qualche preoccupante segnale di cambiamento sta arrivando, Bush padre e figlio e il tentativo di Hillary Clinton per continuare gli otto anni di potere del marito sono un piccolo campanello d’allarme. In Italia siamo più avanti su questa strada, i figli di Craxi, quello di Leone e decine di altri rampolli stanno occupando i posti che furono dei padri, senza contare la successione al regno di Mister B. con la figlia.

L’economia: siamo in piena crisi finanziaria, e sembra che le cose non siano così semplici da sistemare, pochi straricchi diventano sempre più ricchi, a scapito di migliaia di poveri che si impoveriscono sempre di più. E’ poco noto ma anche l’impero romano ebbe la sua crisi economica, che causò la svalutazione della moneta e l’impoverimento della popolazione, inutile il tentativo, fatto da Diocleziano nel 284 d.C., di bloccare i prezzi ingessando la società.

L’esercito: l’esercito di leva divenne un esercito di professionisti sin dai tempi di Mario (poco prima del 100 a.C.), e da quel momento divenne sempre più elemento politico in grado di scegliere gli imperatori. Gli eserciti occidentali sono eserciti di professionisti da qualche decennio, ma non scelgono chi deve guidare la nazione. Per il momento.

La crisi demografica: la popolazione dell’impero subì un forte calo negli anni dal 250 al 270 d.C., e sebbene innescata da diverse epidemie questa crisi assomiglia parecchio a quella dei paesi occidentali, Italia in testa.

La crisi delle risorse:  l’impero basava la propria economia sul lavoro a basso costo fornito dagli schiavi, che erano tali perché non in grado di pagare i debiti (usanza che si potrebbe ripristinare, invero) o perché sconfitti in una delle tante guerre dell’impero. Finite le guerre di espansione la disponibilità di schiavi (e di risorse sottratte agli sconfitti) diminuì, causando l’abbandono di molti terreni agricoli. Di fronte a noi sta invece l’esaurirsi delle risorse naturali, le materie prime diventano più difficili da trovare e più costose da estrarre, anche per noi ci sarà meno energia a disposizione.

Il discredito delle istituzioni: Caligola nominò senatore il suo cavallo, noi preferiamo quelle che una volta venivano chiamate donne di facili costumi e ora vengono chiamete escort…  in realtà l’imperatore espresse solo l’opinione che l’equino ne sapesse di più dei senatori, noi le escort le facciamo davvero diventare ministri o deputati.

La religione: l’impero romano vide il progressivo crollo del paganesimo, soppiantato da diverse religioni orientali, e l’affermarsi del cristianesimo. Ora è quest’ultimo a essere in crisi, anche se non sappiamo cosa lo sostituirà.

I barbari ai confini: fu la migrazione dei goti, spinti dalla minaccia degli unni, a innescare la catena di eventi che portò alla disastrosa battaglia di Adrianopoli: come oggi fu una fallimentare gestione dell’immigrazione a portare alla crisi. Interessante notare che dopo 2000 anni si danno le stesse risposte agli stessi problemi, ti pago se te ne stai lontano, allora non ha funzionato.

Insomma qualche analogia c’è, tra la crisi dell’impero romano e la nostra, dopotutto le civiltà sono destinate a cadere, specialmente se non imparano dagli errori passati.

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2 responses to “Basso impero, ieri e oggi

  • kerrikik

    Trovo la tua analisi calzante, anche se non concordo pienamente per quel che concerne la crisi demografica. Di sicuro in occidente vi e’ un invecchiamento della societa’, mentre nei paesi in via di sviluppo la crescita e’ costante. Gli effetti sono chiari: abbiamo una pressione costante alle frontiere dove si accalcano persone nel pieno delle loro forze. Analizzando un po’ meglio la situzione in occidente possimao pero’ cogliere meglio alcune sfaccettature. La cultura Cristana ha spinto affiche’ si generassero figli senza tener conto dell’effettiva capacita’ del territorio di garantire sostentamento adeguato alle nuove leve. Questo ha foraggiato l’espansionismo delle varie proto-nazioni prima e delle nazioni durante l’epoca coloniale. Oggi l’effetto collaterale e’ che la quantita’ di calorie prodotte non e’ piu’ sufficiente a garantire un livello di vita alto a tutti. Ricordo che tale Asimov nel ’53 scriveva abissi d’acciaio e dipingeva una terra tutta concentrata nel produrre l’essenziale per vivere, con l’umanita’ ridotta dal massimo efficentismo a vivere in citta’ super specializzate. Secondo lo scrittore la Terra aveva 8 miliardi di abitanti…
    Nel cosiddetto terzo mondo la pressione demografica in eccesso viene scaricata all’estero e non e’ dettoc he l si possa sostenere. Qusto non togli enulla alla tua analisi, se mai aggiunge un ulteriore punti critico… stiamo rapidamente correndo verso l’autodistruzione per eccesso di sfruttamento del nostro pianeta. La crisi sara’ violenta e ci lascera’, se va bene, un pianeta con l’umanita’ abbrutita… se va male non ci saranno esseri umani a scrivere le prossime pagine di storia

  • tobymallon

    Concordo con quanto hai scritto, Asimov oltre a quel bel romanzo che è Abissi d’acciaio scrisse un saggio sull’incremento demografico che non lasciava molti spiragli all’ottimismo. Ora il posto del cristianesimo è preso dal turbocapitalismo, che mette anch’esso la crescita cotinua sull’altare, più gente, più consumatori.

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