VELO, DIVIETI E LIBERTA’

Diversi tipi di velo

Infine è entrata in vigore in Francia la legge che vieta il velo integrale nei luoghi pubblici. Non l’ho chiamato velo islamico perché in tutto il Corano se ne parla solo in due versetti:

(Cor., XXXIII:59

            « O Profeta! Dì alle tue spose e alle tue figlie e alle donne dei credenti che si ricoprano dei loro mantelli (jalābīb); questo sarà più atto a distinguerle dalle altre e a che non vengano offese. Ma Dio è indulgente clemente! »

 

e Cor., XXIV:31

            « E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare.  ») 

Il velo per le donne infatti e’ un’eredita’ ben più antica di quanto non sia l’Islam e arriva dalle culture (maschiliste) tipiche dell’oriente antico. Infatti fin dalla fine del secondo millenio A.C. in Mesopotamia vigeva l’obbligo per le donne di portare il velo quando si trovavano all’aperto. Questa “tradizione” non e’ mai morta e si e’ diffusa nel bacino del mediterraneo, anche in epoca bizantina era consuetudine per le donne mostrarsi in pubblico velate, abitudine che mostrava il loro status agiato.

Premesso questo credo che questa legge, che non vieta il foulard tipico della cultura Araba (hijab), ma vieta di circolare trafigurati (mascherati, irriconoscibili), sia assimilabile all’obbligo imposto alle donne occidentali e non mussulmane di portare il velo in Arabia o in Iran. Siccome non ho sentito proteste “ad alto livello” per questo obbligo non vedo perché si debba fare tanta confusione per questa legge francese.

In generale credo che le leggi in una democrazia debbano regolamentare invece che vietare qualcosa. Mi spiego: le regole del codice della strada vietano cose tipo viaggiare contro mano nei sensi unici, ma in generale regolamentano il nostro diritto alla mobilità per evitare che la legge della jungla prenda piede nelle strade. In questo caso non si vieta di dimostrare la propria appartenenza ad una religione, ma si cerca di far quadrare le tradizioni di un gruppo religioso con le tradizioni e le leggi di una Nazione tra le più antiche e libertarie d’Europa.

In pratica quello che si sta cercando di far passare in Francia e’ il diritto a essere quel che si vuole, ma imprescindibilmente cittadini Francesi, quindi soggetti ad un corpus di leggi che regolamentano la libertà senza realmente limitarla. Infatti una libertà indisciplinata finirebbe col creare attriti tra diversi gruppi, mentre una base comune, cioè l’appartenenza alla Francia e alle sue leggi, conduce (o almeno potrebbe condurre) verso la reciproca comprensione e l’integrazione delle culture.

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