PRECISIONE DEGLI STRUMENTI E FAME DI SOLDI

La notizia è di quelle che non vanno sulle prime pagine dei giornali, anzi appartiene alla categoria di quelle che meritano appena un cenno in qualche trafiletto interno, per poi essere subito dimenticate.

Un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico stabilisce che la soglia di errore ammessa per i misuratori delle pompe di benzina passa dal  5 al 7,5 per mille, un incremento del 50%, perché mai una tale decisione? Ho seri dubbi che gli strumenti siano diventati più imprecisi, troverei logico il contrario, per cui la motivazione di una tale decisione deve necessariamente essere un’altra.

In termini pratici il decreto permette di erogare 0,30 litri in meno su un rifornimento di 40 litri, mentre in precedenza l’errore massimo era di 0,2 litri; questo comporta un aggravio di circa 45 centesimi a pieno (considerando il prezzo della benzina a 1,5 euro/litro), 1,125 centesimi a litro. Visto che mediamente si consumano circa 350 litri di carburante pro-capite stiamo parlando di una tassa occulta di 3,93 euro all’anno, che moltiplicati per i 60 milioni di italiani fanno poco più di 236 milioni di euro, una discreta parte dei quali finirà nelle casse dello stato…  quanto a fantasia, nessuno batte i nostri politici.

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