Von Clausewitz e la Libia

Pur essendo molto divertente da vedere al cinema, o da giocare su un boardgame oppure davanti al computer, la guerra è in realtà una facenda terribile, che uccide o storpia le persone. Ma siccome sembra che gli umani non riescano a rinunciarvi, anzi vi indulgano spesso e volentieri, è normale che ci siano trattati e libri dedicati a questo argomento, dagli antichi testi come il cinese L’arte della guerra e il bizantino Strategikon del sesto secolo ai moderni studi del Pentagono.

Carl Phillip Gottlieb von Clausewitz è stato un generale prussiano ai tempi di Napoleone, tempi in cui le guerre non mancavano, ed è ricordato per aver scritto il trattato Della guerra (Vom Kriege), dove analizza i vari aspetti di questa antica  attività umana.  E’ interessante guardare il conflitto libico seguendo l’ottica di questo militare ottocentesco e controllando quanto il pensiero moderno differisca dai suoi insegnamenti.

Partito (apparentemente ) come rivolta popolare il conflitto libico ha ben presto rivelato il proprio vero volto, quello di una guerra civile tribale tra Tripolitania e Cirenaica, guerra dove il vincitore sarebbe stato il colonnello Gheddafi, meglio armato e in grado di utilizzare un buon numero di mercenari. A questo punto la Francia ha fatto pressione sull’ONU per poter intervenire nel conflitto, e ha trascinato diversi paesi, tra cui il nostro, in un attacco alla Libia.

La guerra è un atto di violenza il cui obiettivo è costringere l’avversario a eseguire la nostra volontà. 

Secondo l’ONU l’intervento in Libia sarebbe mirato a salvaguardare i civili e impedire che vi siano vittime tra la popolazione. Questo non ha avuto un grande successo, anzi il conflitto è entrato in una sorta di stallo, e le vittime civili sono aumentate anziché diminuire. Parte di queste vittime civili sono da imputarsi ai bombardamenti NATO.

La guerra è l’impiego illimitato della forza bruta. 

Questo è un grosso punto di contrasto tra i politici odierni e Von Clausewitz, il generale tedesco sarebbe probabilmente rimasto perplesso di fronte a una risoluzione che esclude espressamente una invasione del territorio nemico. Sul campo l’intervento militare si è limitato a bombardamenti aerei nell’ambito di una “No-fly zone”, questo ha creato difficoltà alle truppe di Gheddafi, ma non ha loro impedito di continuare la guerra, e non sembra che il colonnello sia destinato a essere sconfitto, perlomeno non in tempi brevi.

La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi.

Questa è probabilmente la più famosa frase tratta da Della Guerra, ed è ormai rifiutata da molte democrazie occidentali, si veda l’Italia che nella Costituzione dice che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11). Come mai i nostri  aerei bombardano la Libia, verrebbe da chiedersi? Già, bella domanda… hei guarda, un Tornado!

Scopo dell’atto di guerra è disarmare l’avversario.

No, scopo della guerra  è impedire le vittime civili, come farlo senza disarmare l’avversario resta un mistero, per me come per i generali NATO. Ma consoliamoci, se noi non vogliamo disarmare Gheddafi lui vuole disarmare noi, non potendo usare la forza bruta utilizza la propaganda e i clandestini per indebolire il fronte avversario, e l’Italia è il paese più esposto e scricchiolante del fronte anti-Gheddafi. Nonostante l’immensa disparità di forze sul campo l’esito del conflitto non è affatto scontato, la parte più debole segue gli insegnamenti di un antico generale prussiano, l’altra no e come diceva un grande avversario di Von Clausewitz:  “In guerra, le considerazioni morali contano per i tre quarti, il rapporto delle forze reali solo per l’altro quarto“.

Annunci

One response to “Von Clausewitz e la Libia

  • jgwolf

    Caro Tobymallon, oggi vanno di moda termini come “bombardamento chirurgico” o “bombe intelligenti”, i media non si azzardano più a chiamare le cose con il loro nome… LA GUERRA E’ UNA FOTTUTA PORCHERIA e basterebbe questa affermazione per impegnarsi ogni minuto della nostra vita per evitarla, ma quando si decide (stupidamente) di combatterne una bisognerebbe accettarne le regole che di certo non sono quelle che uno si immagina. In guerra ogni vantaggio è lecito, quindi che cavolo di senso ha non bombardare il compound di Gheddafi? In guerra non ci sono “civili”, soprattutto in una guerra civile e le vittime civili fanno parte del gioco (altro buon motivo per evitare la guerra…). Se per vincere devo radere al suolo una città … beh… Sorry! Anticamente si sapeva benissimo, nessuno si nascondeva dietro falsi trattati o mandati delle nazioni unite (volutamente in minuscolo): se eri così pazzo da scatenare una guerra o se eri così sfortunato da esserne vittima conoscevi perfettamente le conseguenze della sconfitta e facevi ciò che era necessario per evitarla… oggi invece la guerra è un gioco visto in tv… e da decenni non si vive un solo giorno di pace su questp miserabile pianeta…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: