Svizzero? No, Tremonti

Scriveva il grande Isaac Asimov che in una crisi ci sono tre fasi: una dove gli indizi sono pochi e solo poche persone capiscono che la crisi sta nascendo, una seconda fase dove l’unica abilità necessaria per capire che una crisi è in atto è quella di guardare il telegiornale e infine il momento in cui ci si trova di fronte a un gigantesco muro con la scritta “FINE”.

Credo che la crisi del debito italiano sia nella seconda fase, e per questo i telegiornali cercano di rassicurarci, dicendo che il debito è sotto controllo… sembrano quel tipo che stava cadendo da un grattacielo di 300 piani, pare che lo abbiano sentito dire “Sto cadendo da 290 piani e non mi sono fatto niente”, anche lui aveva la situazione sotto controllo.

Il debito pubblico è arrivato, nel mese di marzo, a 1.868 miliardi di Euro, con un deficit annuo stimabile attorno ai 60/65 miliardi di Euro, il che porterebbe il totale del nostro debito pubblico sopra i 2.000 miliardi entro poco più di due anni.

Tra le notizie a cui i telegiornali non hanno dato troppo rilievo c’è quella relativa all’attacco del ministro Tremonti alla svizzera, ultimo di una serie che negli ultimi anni ha spesso visto contrapporti il paese elvetico al nostro ministro. Come mai questo furore contro la Svizzera, sarà davvero un modo per combattere l’evasione fiscale o nasconde altro?

Io credo che la chiave di lettura non sia quella di un furore antievasori, che trova ben pochi riscontri in fatti concreti, ma nella considerazione che molti cittadini italiani iniziano a portare i capitali in Svizzera in modo legale, senza intenzioni speculative ma per salvarli da un possibile massacro.

Proprio certe dichiarazioni di Tremonti, cose del tipo  “Il risparmio degli italiani  e’ in un sistema solido. Abbiamo un alto debito pubblico, ma anche un enorme risparmio privato.” hanno convinto anche persone normalissime (con capitali ridotti e accumulati legalmente) a temere, entro la fine del 2013, una terribile mazzata su proprietà e risparmi. Qualcuno potrebbe chiedersi perché aspettare il 2013, e la risposta è tutto sommato semplice: quello sarà, a meno di sorprese improbabili, l’anno delle elezioni. Quindi sino ad allora i cordoni della borsa resteranno allentati, il governo, anche alla luce dei risultati negativi delle ultime elezioni amministrative, cercherà di procacciarsi voti spendendo e spandendo per garantirsi la rielezione.

Poi arriverà il redde rationem, nel 2014 (dato e non concesso che il sistema regga sino ad allora) dovremo arrivare al pareggio di bilancio, come concordato in sede europea, e allora farà comodo iniziare a strillare che il debito sta per sfondare il muro dei 2.000 miliardi, e che servono lacrime&sangue… a spese dei soliti, ovviamente.

Per questo è in corso una vera e propria emorragia di capitali (e purtroppo anche di imprese) verso il paese transalpino, chi lo fa non cerca di guadagnarci ma di salvare il salvabile, Tremonti sta combattendo una battaglia per riuscire a controllare questo esodo, ha bisogno di questi soldi, lui sa bene che tra poco saremo di fronte al muro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: