Internet e new media in salsa padana, Internet secondo il Trota

Lorenzo (o com dicevan tutti Renzo) “Trota” Bossi dice la sua riguardo catch-up television, Internet, Outside.in, Social network, copyright sulla Rete, globalizzazione, localismo.

Tanto per cominciare chi gli scrive i discorsi dovrebbe usare termini più semplici (pluralismo è da sempre un termine trappola, diffcile da processare) e magari provargli la lezione per vedere almeno che abbia capito a grandi linee quello che c’è scritto negli appunti…

Dopo aver ascoltato (con estrema fatica) il suo intervento al Corecom presso la Casa del Cinema mi son domandato: Umberto Bossi ha avuto un ictus, quindi il suo vocabolario ridotto ad una trentina di vocaboli, le sue difficoltà lessicali e di collegamento logico si spiegano anche così, ma Lorenzo (o come dicevan tutti Renzo) “Trota” Bossi che scusa ha?

P.S. Mi immedesimo in tutte quelle famiglie che hanno fatto sacrifici per far studiare i figli e ora li vedono laureati, magari a pieni voti, faticare per tenersi un lavoro precario a 800 euro al mese che si trovano un decerebrato che li rappresenta in consiglio regionale…. devono essere delle belle soddisfazioni…

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9 responses to “Internet e new media in salsa padana, Internet secondo il Trota

  • kerrikick

    Non credo che necessiti di alcun commento… la cosa buffa è la base leghista che dopo anni passati a parlar male dei politici romani si ritrova con la dirigenza perfettamente romanizzata e con la mafia ben a suo agio con la Lega…

  • amilcare

    è decisamente un pessimo esempio di politica, ma un lampante esempio di nepotismo. In fondo papà Umbero lo si deve capire, senza un posto in regione chi diavolo volete che lo assuma un Trota così…
    Diventerebbe il “bestione” della vecchiaia dell’Umberto… 😉

  • sard0nico

    Prula…plural…..ismo
    Sembra Fantozzi alle prese con l’anacoluto….

  • gracekellykitchen11

    Davvero imbarazzante, ma la colpa non è di Renzo Bossi, la colpa è di chi gli ha dato quelle responsabilità pur non essendo all’altezza.

    • jgwolf

      Benvenuta, in effetti hai ragione, purtroppo come si vede nel commento di Kerrikick ormai è chiaro che la nostra classe “dirigente” è allo sbando e si affida al nepotismo per garantirsi la continuità…

      P.S. mi spiace per la gonna nel freno della bici, ma la spaghettata deve essere stata spettacolare! 😉

  • tobymallon

    Il filmato è desolante, ma credo che debba essere il punto di partenza per una seria riflessione sul percorso politico della lega.
    La nascita di questo movimento avvenne nel 1979, come “Lega Autonomista Lombarda”, e nel 1990 ottiene il primo risultato di rilievo, sfiorando il 19% in Lombardia.
    Nel 1993 vince le elezioni provinciali a Varese, poi seguono una serie di successi sino ad arrivare al governo nel 1994.
    Credo che questo sia l’anno in cui la lega inizia a perdere i connotati iniziali, non a caso questo è l’anno in cui Miglio esce dal partito.
    sono passati poco più di quindici anni, e la lega adesso è perfettamente allineata agli altri partiti, nepotismo, difesa dei propri interessi e delle proprie poltrone, enormi capacità di adattamento.
    In un paese normale la lega dovrebbe iniziare a perdere voti, e tutto sommato presumo che sarà questo che accadrà, ma che il nostro sistema politico abbia simili capacità di integrazione mette paura, e lascia spazio a una sola modalità di cambiamento effettivo, la violenza.

    • amilcare

      Tanto per cominciare questo non è un paese normale, è un posto dove per generazioni, anzi per oltre un migliaio di anni si è pensato solamente di essere gli eredi di un grande impero. Non si è costruito nulla di nuovo, Rinascimento a parte, ma ha forse influenzato più il resto d’Europa che la penisola, per il medesimo motivo: in Italia esiste da un paio di millenni un sistema che è in grado di digerire e metabolizzare qualunque influenza esterna. I francesi hanno provato a prendere vattaggio da questo “sistema” trasferendolo ad Avignone, ma dopo 74 anni lo hanno rispedito al mittente: si erano resi conto che aveva cominciato a digerire anche loro…
      Ormai siamo talmente abituati a questo sistema parassitario che non ce ne rendiamo nemmeno conto… un po’ come la pianta ospite non si rende conto della raflesia fintanto che non muore…

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