Uccise il tassista a calci e pugni, condannato a 16 anni

Il pubblico ministero Tiziana Siciliano aveva chiesto 30 anni per omicidio volontario aggravato da futili motivi e crudeltà. Siccome il “caro” ragazzo si è dichiarato colpevole ha avuto accesso al rito abbreviato ed al conseguente sconto di pena, possibile perchè il Giudice ha accettato di non considerare l’aggravante della crudeltà.

ammazzare un povero diavolo a calci e pugni è un atto di pietà?

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7 responses to “Uccise il tassista a calci e pugni, condannato a 16 anni

  • gracekellykitchen11

    L’abbreviato comporta che la causa venga decisa allo stato degli atti e quindi senza escutere nuovi testi (in caso di abbreviato secco). E come premio per non aver intasato la giustizia hai uno sconto pari ad 1/3 delle pena che ti sarebbe toccata (nel caso specifico gli volevano dare 32 anni, quindi). Considera che la pena base per l’omicidio è 21 anni.
    Il calcolo della pena non è semplicissimo, anche perchè bisogna scomputare le varie circostanze attenuanti, aggiungere le aggravanti… e bilanciarle tra di loro. Diciamo che potremmo avere un’idea del perchè la pena è stata quantificata in quel modo solo vedendo il fascicolo….

    Quindi rimarremo con questo dubbio. Ma magari era incensurato….

    • jgwolf

      La mia testa capisce le procedure, le necessità di codificare e di modellizzare la realtà. Capisco anche la posizione difficile dei Giudici che devono applicare la legge alla realtà…
      ma la mia pancia non accetta che una persona venga ammazzata per strada perchè ha investito un cane (o se per quello anche una persona), non riesce a capire che differenza ci sia tra un assassino abituale (!) e uno che ammazza una persona a calci e pugni, non perchè ha visto violentare la sua amata…ma solo per mostrare il suo potere sul gruppo. Ricordo piuttosto bene gli aricoli del tempo dei fatti e conosco la situazione dell’hinterland milanese…
      Uccidere con le proprie mani è un atto pazzesco, si sente la vita che sfugge attraveso i lamenti sempre più deboli della vittima… non riesco razionalizzare abbastanza da non essere basito dalla sentenza…
      Per fortuna sono solo un povero geologo…

  • gracekellykitchen11

    Fosse stato per me lo avrei chiuso in isolamento ed avrei buttato la chiave…..

    • jgwolf

      Ci credo… purtroppo alla fine il deterrente non ha funzionato e un persona è morta. Comunque la vogliamo vedere è una storia triste…

    • amilcare

      Grace, di certo ci si sentirebbe meglio se la giustizia fosse sempre vicina a quanto proviamo sul momento, il rischio è che si finirebbe col giustificare anche la pena capitale

  • gracekellykitchen11

    Io sono da sempre contro la pena di morte, perchè è un’aberrazione ed all’atto pratico non serve a nulla, non ha alcuna efficacia di prevenzione generale.
    Ma sono anche convinta che un certo tipo di delitti la dice lunga sulla personalità di chi li compie. E raramente delitti efferati sono prognostici di un recupero dell’omicida. Credo infatti che se è vero che un errore possiamo farlo tutti, e tutti possiamo imparare dai nostri errori e non commetterlo più, il quasi torturare la vittima durante una lunga agonia, data la mancanza di empatia che evidenzia, mette in risalto delle caratteristiche della personalità (tipo una bella dose di cattiveria innata e menefreghismo totale per le sofferenze altrui, etc.) che secondo me non vengono intaccate da una lunga detenzione.

    Prendi quello del Circeo, o Restivo, o i coniugi Romano. Secondo me, se dovessero uscire di prigione e dovesseroavere una nuova opportunità non si farebbero problemi ad ammazzare di nuovo.
    Poi diciamocela tutta, secondo te, non esce prima dei 16 anni?

    • amilcare

      Purtroppo uscirà di certo prima…
      Si, la pena di morte è una vaccata e non è un deterrente. Tempo fa AN aveva fatto dei cartelloni con la domanda: cosa faresti a chi uccide tuo figlio.
      La risposta è fin banale, ma io non sono lo Stato, posso permettermi di cercar vendetta e di pagarne la pena… lo Stato deve proteggere, e se non ci riesce deve correggere, quando possibile. Se poi non è possibile non può accettare di interpretare il ruolo più cattivo della legge, quella che non protegge, la parte del Boia (De Andrè)

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