Copenhagen’s SUV

La foto che vedete è stata scattata in occasione di un viaggio che ho fatto a Copenhagen poco tempo fa (OK, non sono un gran fotografo, lo so).

E’ uno dei tanti SUV a tre ruote che circolano per le strade della capitale danese, questo è il modello a due posti, ma ci sono anche quelli che hanno due seggiolini per i bimbi, rigorosamente con cintura di sicurezza. Che i popoli nordici amino la bicicletta è un luogo comune, e Copenhagen lo conferma, piste ciclabili a doppia corsia dappertutto, biciclette di ogni tipo e forma, usate per andarci a spasso, in ufficio, a fare compere, e questo con un tempo non certo ottimale, quale sarà mai il motivo di tanto amore?

Parlando un po’ con colleghi danesi sono arrivato a capire che non di amore si tratta, piuttosto è un matrimonio di interesse… provate a pagare una Golf 30.000 euro, esattamente il doppio che in Italia, e improvvisamente la bicicletta assumerà un altro fascino ai vostri occhi. I politici danesi stanno perseguendo da decenni un programma che ha come obiettivo raggiungere il 50% di spostamenti inferiori agli 8 chilometri in bicicletta.

Per questo le auto sono tassate pesantemente, non si vedono molti SUV a quattro ruote o auto di lusso per le strade di Copenaghen, e le seconde auto sono poche. Ma non ci si è limitati a questo, 350 chilometri di piste ciclabili, semafori favorevoli alle biciclette, segnalazioni precise e puntuali per evitare incidenti sono tutti fattori che facilitano la circolazione in bicicletta, inoltre, per monitorare la situazione viaria, sono state predisposte delle colonnine contabiciclette, che permettono di valutare i flussi di traffico.

I vantaggi di una tale politica sono molteplici, innanzitutto il traffico e l’inquinamento sono ridotti, come pure le emissioni di CO2,  i danesi spendono meno soldi per acquistare petrolio e automobili e la salute dei cittadini, che fanno parecchia attività fisica, ne guadagna.
E le case automobilistiche? Semplice, vendono meno auto.

Annunci

9 responses to “Copenhagen’s SUV

  • jgwolf

    Ho vissuto 2 anni in Norvegia e da quelle parti hanno 200 giorni di precipitazioni varie (da pioggia a neve) all’anno, ma è normalissimo spostarsi in bicicletta. Anche li l’imposta sul valore aggiunto delle auto è altissima e nelle città si disincentiva l’uso del mezzo privato. Piste ciclabili da Stavanger a Bergen, Oslo è facilissima da girare con i mezzi pubblici… insomma un posto dove si è deciso di incentivare la mobilità a basso impatto e si è speso (e creato occupazione) per mettere in atto tale proposito.
    In Italia abbiamo 200 giorni all’anno di sole… ma vogliamo vederlo solo attraverso il vetro dell’auto…

  • fausto / fardiconto

    Una esperienza notevole; i popoli nordici usano ancora le rotelle del cervello. Questa cosa mi ricorda le scelte degli olandesi: anche li la bici è trattata con riguardo. Non è cosa da poco, specie ora che i carburanti ci abbandonano.

  • Anacho

    Prima o poi tutti imboccheremo la via del risparmio energetico… certo che le cose sarebbe meglio farle per scelta, non per necessità.

  • Faber

    In Danimarca, Olanda e Norvegia i mezzi pubblici funzionano alla perfezione…al contrario dell’Italia dove magari si aspetta anche mezz’ora o più tra una fermata di bus e l’altra (sotto il sole d’estate e il gelo d’inverno…). Oltretutto l’auto serve per lunghi spostamenti impensabili in bicicletta. Qualcuno potrebbe consigliare in questi casi l’uso dei bus ma ci sono delle situazioni in cui anche questi si rivelano assolutamente inadeguati (anche qualora fossero puntuali come nei paesi su menzionati). Avete mai provato a fare la spesa per una famiglia di 7 persone e poi trasportarla a casa in bicicletta? (magari sotto la pioggia o la neve e con vento gelido e sferzante o sotto il sole e l’afa di agosto); ce lo vedete voi un bus con trenta persone a bordo ognuna con buste, pacchi, pacchetti e pacchettoni? E se devo comprare qualcosa di un po’ più voluminoso tipo un forno a microonde? Se devo raggiungere la mia casa in montagna, raggiungibile solo attraverso una stradina lunga e tortuosa e irta che l’autobus non ci passa o magari non ferma lì vicino e mi lascia sulla statale e tocca farmi diversi km a piedi? E se non ce la faccio fisicamente a pedalare o camminare? E se sono una persona anziana o con delle limitazioni fisiche?
    Non facciamo tutti i professori suvvia…l’auto al giorno d’oggi è indispensabile. Se proprio vogliamo dare un contributo al problema dell’inquinamento atmosferico ed acustico (anche se in quest’ultimo caso un bus fa più rumore di trenta auto messe insieme) che si vieti o limiti fortemente l’uso delle auto nei centri cittadini, aumentando numericamente i bus e garantendo una loro maggiore efficienza e puntualità (come avviene nelle capitali nordiche).
    In ogni caso, ribadisco il concetto, a mio modo di vedere possedere un auto propria resta indispensabile…e chi non ce l’ha è fortemente limitato nella libertà di spostamento. Stiamo qui a dire quanto sono belle le biciclette e i bus…ma un auto con l’aria condizionata d’estate no eh?
    Ma si…meglio arrivare a un appuntamento o una riunione o in qualunque posto grondanti di sudore e puzzando come capre.
    Io sono per la vita comoda signori miei…quando voglio di un po’ di movimento me ne vado in palestra (d’inverno) o a correre in primavera se ne ho tempo e voglia appunto. Altrimenti tanto vale tornare all’ottocento…come nel vecchio west che ci si spostava tutti a cavallo! Più veloce di una bicicletta e meno faticosa dato che non c’è bisogno di pedalare…e molto meno inquinante di un bus…e infinitamente più divertente di entrambi!!! 🙂

    • Alfredo

      Un ragionamento da vero Italiano!!!
      Complimenti!
      Meglio puzzare come capre che non riuscire ad aprire la mente riufiutando di impegnarsi a cambiare almeno quel poco che ognuno può. Che a livello macroscopico diventa tantissimo.
      Grazie!
      Una capra.

      • jgwolf

        Non posso che concordare, in fondo è proprio lì il segreto: ogni cittadino dovrebbe profondere un minimo di impegno per migliorare la situazione. Purtroppo è facile lamentarsi che i treni fanno schifo, ma non ho ancora visto una folla inferocita attaccare la sede delle ferrovie… Senza voler arrivare a questi estremi si dovrebbe comunque far pesare il nostro voto attraverso le azioni concrete e non solo con le lamentele.

  • tobymallon

    Sono assolutamente d’accordo sul fatto che l’auto permetta una grande libertà individuale, molto meno che l’auto sia indispensabile.
    E se continua così temo che l’auto diventerà un lusso, che potranno permettersi in pochi, del resto il concetto applicato in Danimerca è proprio questo, se vuoi le comodità le paghi.
    Certo, resta da verificare se convenga andare in auto tutta la settimana e poi andare in palestra a fare esercisio fisico (andandoci in auto, ovviamente) oppure se usare di più la bicicletta senza andare in palestra.
    Che poi nessuno ti obbliga a non tenere auto e bicicletta fianco a fianco, usando l’una o l’altra a seconda del tempo, della convenienza e di cosa devi portare.
    Quanto al forno a microonde a Copenaghen (e anche ad Amsterdam) ho visto biciclette che lo avrebbero portato agevolmente.
    Spesso il bisogno aguzza l’ingegno.

    • zancamedia

      “Che poi nessuno ti obbliga a non tenere auto e bicicletta fianco a fianco, usando l’una o l’altra a seconda del tempo, della convenienza e di cosa devi portare”

      Caro Toby, il segreto di Olandesi e Danesi è questo. Hanno meno auto, le usano meno ok. Ma per il resto zero seghe mentali, quando serve l’auto (tanti km, carico merci, ecc..) usano l’auto, per il resto la bicicletta (che è più efficiente e veloce in città). Punto.
      Siamo indietro su tutto in confronto alla Danimarca, dagli stipendi al pil, dall’indice della qualità di vita al reddito pro capite, dall’indice di sostenibilità a quello su mafia e corruzione.

      • tobymallon

        Per la mia esperienza personale il raggio d’azione ideale per una bicicletta è di circa cinque chilometri, che si possono percorrere in una ventina di minuti (quindici chilometri all’ora sono una media che si può tenere tranquillamente), un portapacchi permette di portare piccoli carichi e non si perde tempo per il parcheggio.
        Del resto ad Amsterdam ho visto una bella centrale a carbone a cinque chilometri dal centro città, circondata da una serie di paloni eolici.
        La centrale la vedete qui:
        http://maps.google.it/maps?hl=it&tab=wl
        Sempre in Olanda ho visto parecchie Leaf circolare, in Italia niente, né paloni eolici, né centrali a carbone e neppure auto elettriche.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: