Anche le zoccole hanno un limite

Democratici e repubblicani uniti nello spolpamento

Le zoccole in questione sono le agenzie di rating, ho mutuato la definizione dal blog dell’ottimo Stefano Bassi, che le definisce così perché si prostituiscono a Stati Uniti e Inghilterra. In effetti i due paesi hanno sempre mantenuto il massimo livello di affidabilità, la mitica “tripla A”, anche in presenza di debiti elevati ed economie traballanti.

Ora le cose sono cambiate, Standard&Poor’s ha dichiarato: “Abbiamo abbassato la nostra valutazione del credito sovrano a lungo termine degli Stati Uniti da “AAA” a “AA+” e abbiamo stabilito a “A- 1+” la valutazione a breve termine.“.

Ritengo altamente probabile che pure la tripla A del Regno unito andrà a donne di facili costumi a breve, visti i fondamentali economici degli isolani, e altrettanto probabilmente anche le altre agenzie di rating seguiranno la strada di S&P.

Standard&Poor’s, assieme a Moody’s e Fitch Ratings, è forse la più influente società privata in campo economico, in grado di mettere in difficoltà intere nazioni, declassando i titoli di stato; ma perché il giudizio di queste aganzie è tanto importante?

Immaginiamo di essere un paese sovrano, con un debito abbastanza rilevante, diciamo il 60% del nostro prodotto interno lordo, il mitico PIL. Un declassamento delle agenzie significa che la nostra affidabilità diminuisce, quindi il rischio nell’acquistare i nostri buoni del tesoro (bond) è maggiore: questo comporta un innalzamento del tasso di interesse o del valore di vendita del titolo, maggior rischio significa maggior rendimento. Nel caso in questione i tassi potrebbero alzarsi di un punto percentuale, quindi il maggior aggravio per lo stato sarebbe pari allo 0,6% del PIL, tutto sommato non molto, una cosa gestibile, ma a patto di avere un’economia vigorosa e una leadership credibile.

Nel caso degli USA sono proprio le due cose che mancano, il presidente Obama è un’anatra zoppa e i suoi avversari repubblicani stanno dimostrando un preoccupente distacco dalla realtà, non a caso S&P nelle motivazioni del declassamento ha scritto: “Più in generale, il declassamento riflette la nostra opinione che l’efficacia, la stabilità e la prevedibilità dell’azione governativa americana e delle istituzioni politiche si siano indebolite in un momento di difficoltà foscali ed economiche, ancora più di quanto avevamo previsto quando assegnammo alla valutazione prospettive negative, il 18 aprile 2011.

A questo si aggiunge il fatto che il paese sta entrando in recessione, S&P non nomina questo punto, ma sicuramente lo ha tenuto in considerazione prima di declassare, tuttavia è proprio la mancanza di una classe politica all’altezza il problema maggiore degli USA, parlando da italiano devo dire che non sono i soli ad avere questo problema.

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5 responses to “Anche le zoccole hanno un limite

  • gracekellykitchen11

    Che bella analisi! Davvero molto interessante.
    Io comunque sono sempre molto scettica sui giudizi delle agenzie di rating: non dico che siano inattendibili al 100%, ma penso che servano anche qualche altro padrone oltre alla indipendente analisi del mercato…

  • gracekellykitchen11

    Insomma, si torna al classico “chi controlla il controllore?” 🙂

  • tobymallon

    Ovviamente le agenzie di rating sono manovrate, basti pensare che l’agenzia cinese Dagong aveva già downgradato gli USA, la notizia sta nel fatto che adesso anche le agenzie americane degradano l’affidabilità degli USA… che ha dollari sotto varie forme farebbe bene a liberarsene.

  • kerrikick

    é interessante come anche dall’altra parte dello stagno le cose si stiano mettendo male esattamente come da noi… con i republicani il debito pibblico è praticamente triplicato in otto anni e i democratici non hanno la benchè minima idea di cosa fare… a parte rimanere attaccati alle solite lobby…

  • Anacho

    Gli americani hanno lasciato il paese in balia di un manipolo di avvoltoi straricchi, purtroppo Obama, che pareva la persona giusta per mettere un freno al turbocapitalismo, si è rivelato totalmente inadatto, forse per incapacità o forse (e peggio) perché congruo al sistema.
    Adesso però i nodi vengono al pettine, e tutto il paese sta correndo dei grossi rischi.

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