Accanimento terapeutico

L’ho già detto, io di economia non ne capisco nulla, ma leggendo qua e la mi capita di scoprire che ci sono altri che la pensano più o meno come me. In sostanza mi è capitato di leggere che anche il governo tedesco è assolutamente contrario alla continua emissione di BTP et similia da parte di stati indebitati, ma soprattutto è stufo che la BCE li acquisti. Forse (anzi, certamente) gli economisti tedeschi hanno motivi più importanti per pensarla così, io invece mi baso su una semplice similitudine. Il nostro attuale sistema economico è agonizzante perché si basa su presupposti fondamentalmente sbagliati ed iniqui. E’ un sistema aperto alla corruzione e che basa la gran parte delle sue “funzioni vitali” sull’azione delle lobby nei confronti della politica. In definitiva per decenni si è professata la dottrina che il mercato si sarebbe autoregolato e che se in determinati periodi ci fossero stati miliardi di poveri semplicemente era parte del gioco. Ovviamente il mercato non si autoregola, ma chi governa la finanza “regola” il mercato per evitare il tracollo delle lobby e dei vari altri gruppi di potere. In pratica per me e per l’altra gente comune è solo una questione di fortuna (ad esempio l’operaio della fiat non ha possibilità di scelta…) mentre per i lobbisti è questione di far sempre pagare gli altri. In pratica il sistema è un malato terminale attaccato alle macchine di supporto vitale. Pompiamo aria nei polmoni, purifichiamo il sangue, iniettiamo sostanze nutritive nel circolo sanguineo, ma il paziente è incapace di respirare o di nutrirsi da solo, è già morto ma per la nostra incapacità di elaborare la perdita lo manteniamo attaccato ad una macchina.

Perdiamo tempo. Più il tempo passa più saranno le vittime del nostro ritardo. Più aspettiamo e meno scelte avremo per cercare di uscire dalla crisi. Qualcuno ha scritto che le crisi sono un’occasione per cambiare, ma io vedo solo gente che vuole cambiare per rimanere chiusa nel medesimo sistema. Vogliono alzare l’età pensionabile, vogliono comprimere i diritti e tagliare su sanità, scuola, servizi… In pratica a cambiare dobbiamo essere noi, ma non loro. Se servisse per rifondare un nuovo sistema sarei pronto a pagare anche più di quel che mi chiedete, saremo tutti pronti a fare gli stessi sacrifici che sono stati fatti dai nostri nonni nel dopoguerra per far rinascere un Paese, ma non accetto di pagarvi i privilegi, di assicurare la sopravvivenza delle stesse entità che hanno avvelenato il pianeta, inventato la finanza e impoverito la gente comune con la scusa di farla progredire. E’ vero, stiamo meglio di 50 anni fa, abbiamo case più confortevoli, un sacco di gadget inutili, ci han convinto che avere un auto a testa (e usarla ogni giorno) fosse il massimo della vita, ma il prezzo è stato la disumanizzazione del sistema. Abbiamo solo ciò che possiamo pagare di tasca nostra, perché la sanità pubblica è stata lasciata allo sbando e ora vorrebbero solo quella privata… e così un po’ ovunque, scuola, pensioni, ferrovie a fronte di tasse sempre più onerose abbiamo servizi sempre più scarsi… Io sono certo che la soluzione stia nel cambiamento, dobbiamo abbandonare le idee che nei due secoli precedenti ci hanno condotto a due guerre mondiali e a un numero enorme di conflitti locali per progredire verso un sistema che tenga in considerazione la nostra posizione reale all’interno dell’ecosistema. Non possiamo essere dei consumatori, in natura questo è un assurdo. Il concetto stesso di rifiuto in natura non esiste, tutto viene riciclato all’interno del sistema, perché in un sistema chiuso i rifiuti in quanto tali se non riciclati avvelenano ed uccidono il sistema stesso.

Soluzioni? Personalmente ho solo delle sensazioni, penso che la decrescita potrebbe essere una soluzione (hei, che vi lamentate a fare, ve l’ho detto che di economia non ne capisco nulla), ma mi piacerebbe che chi passa di qua mi desse delle idee, vorrei tanto che qualcuno che ne capisce davvero mi desse una mano a CAPIRE finalmente dove stiamo andando, anche se ho la sensazione che se non cambiamo la prossima fermata sarà in fondo al baratro

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