Privatizzazione: la parola magica per fregarsi altri soldi (nostri)

Ancora non si riesce ad avere un quadro preciso della manovra economica, ma da quanto filtra pare che una fetta di quanto richiesto arriverà dalle privatizzazioni dei servizi pubblici. Dietro lo slogan “l’acqua la lasciamo fuori” si preparano a privatizzare una serie di servizi che normalmente vengono erogati dai comuni, ammettendo implicitamente che i comuni non sono in grado di erogare i servizi a fronte delle tasse e dei contributi ricevuti. Vediamo se ho capito come funziona…

Io sono il sindaco di Paperopoli e come tale gestisco i soldi che mi arrivano per i servizi, trasporti, raccolta rifiuti, asili e simili. Lasciamo perdere la fonte di quei soldi, le tasse comunali o i finanziamenti statali, le imposte sui rifiuti o altre per ora non sono importanti nel discorso, quel che conta è che quei soldi mi arrivano e io ho il compito di spenderli in maniera efficiente e a vantaggio della comunità. Purtroppo negli anni precedenti ho speso a muzzo un mare di soldi e ora il Comune è indebitato, gli spazzini lavorano meno del dovuto, gli asili e gli altri servizi mi costano una cifra che sommata agli interessi dei debiti che ho contratto mi stanno schiacciando. A questo punto ho un’ideona: esternalizzo i servizi e li faccio fare a qualcuno che mi chiede meno soldi perché è più efficiente.

Facciamo due conti. Ricevevo 100 paperdollari con cui pagavo servizi per 90 paperdollari all’anno prima di esternalizzare i servizi. Adesso c’è una società esterna che fa il medesimo servizio e che addirittura potrebbe vedersi garantita una percentuale su quanto investito come guadagno (sic!). Significa che se il cittadino è virtuoso e produce meno rifiuti potrebbe vedersi aumentare la tassa sui rifiuti per mantenere il livello di guadagno della ditta che raccoglie i rifiuti… Ovviamente io non ricevo più 100, ma qualcosa meno perché, diciamo, 80 vanno alla ditta che mi garantisce i servizi. Comunque tolgo dal bilancio 90 e ricevo 20 con cui mi arrabatto per pagare i debiti e magari sistemare qualche strada…

Tutto bene? Mica troppo! Primo il Comune non doveva indebitarsi e chi lo ha indebitato dovrebbe venir perseguito per legge, tipo quel che avveniva nell’antica Roma con gli Edili che a fine mandato venivano giudicati; secondo, il Comune è di fatto senza scopo di lucro e quindi se gli do 100 per un servizio voglio un servizio da 100. La ditta esterna è invece una società che oltre a pagare stipendi ha un amministratore o un proprietario che ha come scopo quello di produrre utile, Quindi a fronte di 100 mi darà un servizio tale da garantire un guadagno all’azienda. Non c’è nulla di male, ma quando parlo di servizi pubblici il profitto non ci deve essere… quel che conta è la qualità del servizio dato pareggiando i conti del Comune. Se il Comune non riesce a garantirmi il servizio vuol dire che gli amministratori non sono all’altezza e quindi invece di esternalizzare il servizio si dovrebbero esternalizzare (dalla finestra) gli amministratori. Quanto sopra ovviamente ammettendo che non ci siano casi di conflitto di interesse più o meno palesi… nel qual caso saremmo nell’ambito penale e toccherebbe alla legge intervenire grazie all’obbligatorietà dell’azione penale.

Il ministro Brunetta afferma che i privati sono più efficienti perché devono produrre utile altrimenti falliscono… ma una ditta privata che abbia il guadagno garantito non è che rientrerebbe nella definizione brunettiana di “fancazzista”?

Ora… qualcuno mi vuol spiegare perché si preferisce svendere ai privati (l’ho già detto che dietro questa entità astratta ho l’impressione che si nascondano sempre i soliti?) piuttosto che costringere le amministrazioni comunali ad essere efficienti? Perché non si costringe il sindacato ad un dibattito pubblico per stabilire che un lavoratore municipale ha l’obbligo morale di essere efficiente in quanto operatore degli interessi pubblici?… di conseguenza se non lavora come si deve dovrebbe poter essere licenziato (come estrema ratio) o magari semplicemente punito secondo un codice di condotta pattuito tra le parti. Ovviamente questo vale anche e soprattutto per coloro che detengono responsabilità…i cosiddetti dirigenti. Gli stipendi devono essere calmierati, non è possibile che ci siano dirigenti con stipendi faraonici in municipi indebitati. E’ ovviamente giusto riconoscere il merito, ma è indispensabile far capire a tutti che se lo stipendio è un diritto del lavoratore (che fa il suo dovere), gli aumenti si ottengono a fronte di valore aggiunto reale e il limite deve essere stabilito per legge ed essere confacente alla situazione economica generale.

Dopo questo migliaio di parole in libertà attendo di poter leggere nel dettaglio la manovra economica e soprattutto aspetto i post ed i commenti di Tobymallon che me la renderanno “digeribile”…

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One response to “Privatizzazione: la parola magica per fregarsi altri soldi (nostri)

  • tobymallon

    Vedremo come uscirà la manovra dal parlamento, contrariamente alle previsioni toccano anche le pensioni, abolendo la convertibilità del periodo di leva, così premiano i raccomandati che non l’hanno fatto, e questa penso che passerà.
    Dimezzano il numero di parlamentari e aboliscono le province per via costituzionale…. e io vincerò tre superenalotto, senza nemmeno giocare… vabbuò, aspettiamo di vedere cosa esce dal parlamento, poi commenterò.

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