Che bella stampante!

Volevo chiamare questo post “Tempo di grandi manovre”, e dedicarlo interamente ai provvedimenti che sono appena stati approvati. Farò comunque un’analisi approfondita, ma adesso credo che sia più interessante parlare delladecisione presa da Fed, Bce, Banca d’Inghilterra, Banca del Giappone e Banca centrale svizzera di fornire “liquidità illimitata” al sistema.

L’unico modo per fornire liquidità illimitata è stampare carta moneta, in inglese si usa l’elegante locuzione “Quantitative Easing”, per gli amici QE, se vi capita di vedere scritto QE1 e QE2 si tratta delle due prime colossali emissioni fatte dagli USA per un totale di 2.300 miliardi di dollari, praticamente l’ammontare del debito pubblico italiano, miliardo più, miliardo meno.

Anche altre nazioni hanno stampato alla grande, vedi Gran Bretagna (robetta, 200 miliardi di sterline) e Giappone, una manciata di yen, ma ora si assiste a un’azione concertata e a dichiarazioni forti, come se ne sentono sempre più spesso, le cinque banche centrali più importanti del pianeta sono pronte a immettere quantità illimitata di liquidità nel sistema.

Quali sono i motivi di una simile mossa e quali le conseguenze?

Portati ormai a zero i tassi di interesse, classica leva impiegata per stimolare o raffreddare l’economia, senza che questo abbia fatto ripartire l’economia le banche centrali stanno cercando di stimolare i mercati assicurando loro che il credito darà sempre disponibile, ma ovviamente immettere massa monetaria in quantità eccessiva ha delle conseguenza abbastanza gravi, altrimenti basterebbe far lavorare a pieno ritmo le stampanti.

La storia ci insegna che dietro l’angolo c’è l’iperinflazione, un fenomeno che mise in ginocchio la Germania di Weimar dopo il primo conflitto mondiale: per pagare i debiti di guerra lo stato procedette a stampare moneta senza riguardo per la base aurea, e ben prresto i prezzi iniziarono a salire in modo vertiginoso.

Ci furono effetti che hanno dell’incredibile, vennero emesse banconote da centomila miliardi di marchi, gli operai venivano pagati giornalmente e spendevano subito quanto ricevuto, a un certo punto per stampare abbastanza velocemente la cartamoneta vennero impiegate 30.000 persone, si raggiunse un tasso d0inflazione del 20% giornaliero e le banconote vennero usate come combustibile nelle stufe, perché con la quantità necessaria a comperare un chilo di legna si scaldava di più. La crisi proseguì sino al 1922, quando si riuscì a porre un freno a questa folle danza, e l’economia ebbe una breve ripresa, prima di sprofondare ancora nel baratro, da dove sarebbe uscita solo con l’avvento del nazismo nel 1933.

Quando sentite al telegiornale che la Germania teme che l’inflazione si alzi, bene, la loro paura ha un motivo lontano ma ancora ben presente.

Le banche centrali sono fiduciose che comunque non si corrano rischi di inflazione galoppante, dato che i soldi immessi nel sistema finanziario sino a ora non hanno prodotto effetti preoccupanti… e a dire il vero nemmeno effetti positivi.

In effetti sino a ora l’economia non ha ricevuto una grande spinta dai vari QE che si sono succeduti, ma ora un’azione concertato potrebbe finalmente dare la spinta giusta al sistema.

Personalmente credo che sia una pia illusione, ritengo che il solo effetto di questa manovra sarà quello di far salire le borse per una bolla che tra pochi mesi esploderà, ma tranquilli, le stampanti non dormono mai, almeno sino a quando la massa monetaria romperà gli argini e Weimar farà ritorno.

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2 responses to “Che bella stampante!

  • jgwolf

    E’ agghiacciante, si va sempre più velocemente verso il baratro. Continueranno ad immettere denaro nel sistema e il primo effetto sarà la perdita del potere d’acquisto dei salari e quindi l’impoverimento della popolazione…
    Nessuno dei soloni che partoriscono le cure per la crisi ha capito che il problema sta nel sistema stesso?
    L’Italia sta precipitando verso l’abisso seguita a ruota dal resto del pianeta e verosimilmente la prossima superpotenza, quella che uscirà vincitrice dal conflitto, sarà la Cina e imporrà a tutti il suo credo… prepariamoci…
    Quale conflitto? E’ solo questione di aspettare un po’…

  • tobymallon

    Le civiltà prima o poi crollano, e anche se qualche decennio fa si parlava di “fine della storia” la storia si è premurata di smentire le illazioni sulla sua dipartita.
    Il saggio di Francis Fukuyama è del 1992, nove anni dopo l’attacco alle torri gemelle fece capire a tutti che prima di dichiarare morta una cosa complessa come la storia sarebbe meglio vederne il cadavere.

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