Idioti d’Europa: Christian Noyer

Un altro economista super ottimista, dopo il belga Von Rumpey ecco un francese a tranquillizzare gli europei, affermando serenamente che va tutto bene.

Christian Noyer è nato nel 1950, si è laureato all’Institut d’études politiques di Parigi, ha prestato servizio militar ein marina  e successivamente ha frequentato l’École nationale d’administration, prestigioso istituto che prepara i futuri funzionari transalpini di alto livello, e accoglie ogni anno 80 studenti francesi.

Nel 1976 Noyer ha incominciato a lavorare nel ministero dell’economia e finanze, già nel 1980 rappresentava la Francia a Brussels, poi una serie di cariche importanti, capo del tesoro, capo dello staff del ministro delle finanze, vicepresidente della BCE e dal 2003 governatore della banca di Francia.

Quando fai una carriera del genere o sei un genio o sei un raccomandato, magari geniale ma anche no.

Ultimamente ci sono state diverse affermazioni degne di nota del nostro: il 9 settembre dichiara che le dimissioni del tedesco Jurgen Stark dal board della BCE hanno “motivazioni personali“… eccerto, talmente personali che avevano scatenato una tempesta sui mercati europei, e specialmente sui titoli bancari.

Desideroso di calmare gli animi il 12 settembre Noyet ha dichiarato che “Le banche francesi sono solide e possono fronteggiare qualsiasi evento legato alla crisi del debito della Grecia”, i mercati gli hanno creduto subito, infatti il Cac 40, l’indice della borsa di Parigi,o Edf, ha chiuso in calo di oltre il 4%, Bnp Paribas a -12,35% (-37% da inizio anno e -24% nell’ultimo mese), SocGen a -10,75% (-56% e -33%) e l’Agricole a -10,64% (-43% e -22%)… meno male che erano solide, altrimenti chissà cosa succedeva. Da notare che la “solida” SocGen nel 2007 aveva permesso al trader Kerviel di fumarsi  tutto da solo (per chi ci crede, ovviamente) 5 miliardi della banca in speculazioni avventate.

A distanza di poche settimane le solide banche francesi scoprono un’altra falla nello scafo, la franco-belga Dexia, banca salvata già nel 2008 da Francia, Belgio e Lussemburgo, che per ritornare in attivo a pensato bene di comperare titoli di stato greci, italiani, spagnoli, portoghesi e irlandesi, ma non molti, giusto quei 21 miliardi di euro che non sembrano nemmeno troppi.

Niente paura, Noyet è pronto, e dichiara che “Assicureremo a Dexia la liquidita’ necessaria e le daremo tutto cio’ che le serve”, e che le serve, le servono qualche miliardo di euro, diciamo almeno dieci, quindi la tripla A della Francia non è a rischio. O almeno corre meno rischi di una palla di neve ai tropici.

In una cosa però Noyer ha ragione, quando dichiara che “Belgio e Francia mettono molti meno soldi in questa operazione di quanto ha fatto l’Inghilterra con Royal Bank of Scotland”, anche l’Inghilterra, dopo aver riempito quel terribile buco ha conservato la tripla A… il che la dice lunga su come operino e da che parte stiano le agenzie di rating.

Un ottimo investimento

Resta il dubbio se Noyet creda devvero a quello che dice o no, secondo me no, quindi viene a cadere l’ipotesi che sia un idiota… è semplicemente in malafede.

Un’ultima cosa, che magari potrebbe essere utile a chi sta pensando di investire i propri risparmi: Dexia opera in Italia attraverso Dexia Crediop.

Questa banca è controllata da Dexia al 70%, e partecipata anche dalla Banca Popolare di Milano, dal Banco Popolare e dalla Em. Ro. Popolare S.p.A. (Banca Popolare dell’Emilia Romagna) con una quota del 10% ciascuna, chi vuole intendere intenda pure.

Chi preferisce credere a mr. Noyet o alle favole è libero di farlo.

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2 responses to “Idioti d’Europa: Christian Noyer

  • jgwolf

    Ma qualcuno mi vuol spiegare perché le banche “devono” essere salvate? Non è che così facendo si perpetua l’origine del male?
    Altra cosa che mi rode: ma perché c’è chi continua a ripetere che per uscire dalla crisi bisogna assolutamente privatizzare? Rendere efficiente il “pubblico” non va bene? Non so se sono pronto a vivere in una plutocrazia….

  • tobymallon

    Io sono per nazionalizzare,,, almeno le banche, se falliscono si lasciano fallire, si spazzano via i primi tre gradi dirigenziali e lo stato garantisce conti correnti e depositi sino a una certa cifra, una volta che la banca è rimessa in carreggiata la si può pure privatizzare.
    Da qualche parte devo avere il grafico di cosa è successo alle millanta banche americane negli ultimi anni, e di come sono diventate quattro, appena lo trovo lo posto.

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