Capolinea?

Mentre l’Italia si interroga preoccupata sulla sorte di Cassano e si appassiona alle vicende di Fiocco di Neve l’economia europea è forse arrivata al capolinea.

Per qualche strano motivo l’astuto piano di salvataggio messo a punto da politici e finanzieri europei non è stato ben digerito dai mercati; a questo proposito merita una spiegazione lo schema preparato da un consulente per spiegare il piano, eccolo nella sua algida semplicità:

Lo potete trovare in versione ad alta definizione a questo link, dove si chiede anche se qualcuno lo ha capito.

Purtroppo lo hanno capito in tanti, Sembra abbastanza chiaro, è un piano disperato pieno di punti interrogativi e di speranze destinate a essere disilluse.

La parte superiore vede protagonista EFSF, il famoso (famigerato?) fondo salvastati.
I 440 miliardi che il fondo ha a disposizione finiscono suddivisi in questo modo:
– 150 miliardi a Portogallo, Grecia, Spagna, Italia e Irlanda (insomma i PIIGS), entro gennaio 2012.
– 40 miliardi non si sa, spero a me, almeno in parte.
– 250 miliardi nel nuovo, cazzutissimo, fondo salvastati.
Signori, qui stiamo parlando di (squilli di trombe – ingresso delle ballerine) 1.000 miliardi 1.000 di Euro, un-trilione-di-Euro, e se pensavate che cifre del genere fossero confinate nei fumetti di Paperon De Paperoni vi sbagliavate, qualcuno le ha trasferite nel mondo reale.
Certo, qualcuno potrebbe chiedersi chi ci mette gli altri 750 miliardi, la risposta è facile, ce li mettono in parte i privati (notare il punto interrogativo) ma soprattutto guardate la magica parolina “leverageal”.
Questo termine misterioso significa che i soldi non esistono, ce li mettono i governi e la BCE mediante, appunto, la leva finanziaria.
In partica un far partire le stampanti alla grande, un bel Quantitative Easing a stecca, nella migliore tradizione di FED e BOE, support government e insurance, i famigerati CDS, roba buona, che ti fa robusto, un po’ come il lattepiù.


Passando sotto si notano, da sinistra a destra:

1) 130 miliardi sempre ai PIIGS, IMF eurozone foraggia le banche al 50% (punto interrogativo), che foraggiano IFM che presta soldi a chi ha una marea di debiti.
Bene.

2) Le banche saranno foraggiate, entro il 30 giugno 2012 con il 9% dai privati, stanno già facendo a botte per arrivare a versare per primi.

3) Le banche riceveranno 106 miliardi di Euro dal fondo salvastati, è tanto cazzuto che salva pure le banche.

Ultima parte, riassunto, Writedown + New Loans (IMF eurozone): riduzione del debito e nuovi prestiti alla Grecia.

Le banche ricapitalizzano… indovina chi paga?

Countries Other Eurozone: significa Cina, che alla fine ci comprerà tutti… o forse no, dato che anche loro incominciano ad avere seri problemi.

In questo filmato c’è però una buona idea su chi potrebbe finanziare il fondo, purtroppo è in inglese, ma molto chiaro e a suo modo terrorizzante.

Insomma, un colossale bailout, forse quello terminale, un esercizio simile al sollevarsi tirando verso l’alto le stringhe delle scarpe, senza la minima possibiltà di funzionare, e i mercati lo hanno capito.

L’Italia è particolarmente esposta, oggi gli interessi sui nostri BTP a dieci anni sono saliti di prepotenza sopra il 6% di interesse, ho appena sentito una funzionaria del tesoro affermare che in passato il tasso era anche più alto, e che questo livello non deve necessariamente spaventarci.

Peccato che quando i tassi erano allo stesso livello di oggi si era nel 1997, e il debito pubblico era di 1.233,68 miliardi di Euro, i due terzi circa del debito attuale, non c’era una crisi globale e la Grecia non era ancora fallita… scusate, volevo dire che non si era ancora tagliata i capelli.

Già, la Grecia…. sembra che qualcosa stia cambiando, qualcuno deve aver capito che il mitico haircut non servirà a nulla… eggià, lascia fuori dal taglio alcuni soggetti tra cui BCE e FMI, e alla fine ridurrà il deficit greco al 120% del PIL… in pratica la situazione di partenza della crisi, così il piano di salvataggio sarà sottoposto a referendum.

Facile immaginare come voteranno i greci, falliti per falliti tanto vale non rendere nulla a nessuno, e annullare il debito, altrettanto facile immaginare l’effetto devastante che questo ha avuto sui mercati e sulla leadership europea.

L’Italia è vicina all’inizio del calvario già seguito dalla Grecia, e che stanno intraprendendo anche Irlanda e Portogallo, ma abbiamo un residuo spazio di manovra per evitare il disastro, guardando agli altri paesi è possibile notare che dal momento in cui il tasso sui bond decennali ha passato il 6% a quando è arrivato al 7% sono passati dai 90 ai 145 giorni, a quel punto è scattata la richiesta al fondo salvastati.

Ovviamente se questo non è servito a salvare la Grecia tantomeno servirà a salvare l’Italia, per cui da quel momento ci dovremo aspettare tagli selvaggi e una progressiva spirale verso il fallimento, i tempi sono più stretti, e forse il tempo rimasto si riduce a un mese o poco più, il brutto è che chi ci comanda non sa neppure cosa stia succendo, e chi lo capisce non vuole rinunciare comunque ai propri privilegi.

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