Infinite still-time

In una notte freddissima in Norvegia, sotto una maestosa aurora boreale, un uomo cammina verso casa e ad un certo punto scopre ricordi di un futuro che non sara’. Ricorda una bimba abbracciare la madre mentre entrambe lo guardano con gli stessi occhi dolcissimi, la vede il suo primo giorno di scuola correre verso di lui per baciarlo sulla guancia. Ricorda il suo primo giorno al liceo, ricorda le gare di atletica alle quali lei partecipava con la sua stessa passione, la ricorda suonare le sue chitarre, la vede partire per l’Universita’… ma non c’e’ mai stata in questa realta’, non ci sara’ mai… e ora sa che anche la sua compagna non sara’ piu’ con lui.

Quell’uomo decide di fare di tutto per cambiare le cose: fra tutti quei futuri alternativi ne vuole scovare uno che lo veda sereno assieme alla sua compagna. Sotto quell’aurora fiammeggiante comincia a saltare da una realta’ all’altra per capire dove dirigere la sua vita, quali decisioni dovra’ prendere, ma non riesce a tornare indietro per contrastare una decisione che ha tolto da questa realta’ quella bimba. Sull’orlo della pazia crolla nella neve ghiacciata e piange. Il freddo gli si insinua sotto la pelle e lo invita a chiudere gli occhi. Gli sembra di aver corso per anni, mentre per un osservatore esterno che si fosse trovato a passare di li il tutto sarebbe durato non piu’ di un istante. La stanchezza e’ enorme, la disperazione profondissima. Solo il sonno promette ristoro e quell’uomo decide che e’ ora di riposare. Chiude gli occhi e sente il mondo scivolare via. Ad occhi chiusi sente una mano calda posarsi sulla guancia, con l’ultima scintilla di vita apre gli occhi e vede il sole nel cielo azzurro e una bimba con gli occhi castani che lo fissa sorridendo: Stavi dormendo papa’? Vieni, andiamo sulla riva del mare con la mamma…

Il Tempo non scorre, esiste tutto assieme, nel medesimo momento. Siamo noi che non riusciamo a percepire tutto il Tempo, ma solo frammenti: il risultato e’ un apparente scorrere del Tempo nel quale noi consumiamo la nostra esistenza. Non vi chiedo di credere a questa affermazione, ma semplicemente di non negarla a priori altrimenti non riuscirete neppure a credere che ogni nostra decisione fa procedere le nostre vite lungo una linea che a noi sembra diritta ma e’ invece tortuosa e tormentata e soprattutto non unica. Ogni volta che decidiamo qualcosa la linea si divide in un’infinita’ di linee a differenti probabilita’ che coesistono con quella in cui ci sembra di esistere come esseri unici. Quel che piu’ conta e’ che queste linee, queste realta’ esistono tutte assieme nel medesimo Spazio e nel medesimo Tempo. Tutte queste realta’ rimangono separate e inconoscibili perche’ esistono in diversi stati quantici, ma proprio perche’ esistono a livello probabilistico non si puo’ escludere che esista almeno una probabilita’ di passare da una realta’ all’altra, date certe particolari condizioni, esattamente come non e’ impossibile, in certe condizioni specifiche, trovare acqua liquida a temperature di molto inferiori allo zero.

 

Istruzioni per l’uso: ovviamente e’ una storiella di fantasia che mi e’ passata per la mente dopo aver letto un articolo sulla teoria delle stringhe… e ovviamente non puo’ avere a che fare con la vita di nessuno e anche la bimba di cui parlo non esiste… almeno non qui.

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