Non siamo in-Clini all’energia nucleare

Ci risiamo: abbiamo un ministro per l’Ambiente che ci viene a raccontare che il nucleare e’ bello anche se fa male…

Buon giorno signor ministro, forse non era in Italia quando qualche mese fa si e’ votato un certo referendum che ha detto (ancora una volta) no alla fissione nucleare per produrre energia. Nel caso le ricordo che gia’ il governo di cui fa parte avra’ una vita complicata in Parlamento a causa della pletora di cialtroni rubastipendio che vi siedono, non mi sembrerebbe il caso di mettersi contro anche il Popolo… se siete li e’ anche perche’ noi (We the People) cominciavamo ad averne abbastanza del nano asfaltato e degli altri ladroni.

Gia’ che ci siamo vorrei ricordarle anche che il medesimo referendum ha anche sancito che l’acqua e’ bene pubblico e come tale va gestito dallo Stato per lo Stato e non si deve demandarne la gestione ad aziende private in quanto il profitto non dovrebbe guidare la gestione della cosa pubblica…

Se posso vorrei anche dirle cosa ci aspettiamo dal governo del quale fa parte.

Vorremmo che ci indicaste la via per affrontare la crisi mondiale tenendo pero’ in conto quelle che sono state le indicazioni scaturite dei referendum.

Vorremmo che nel momento in cui ci chiederete dei sacrifici i medesimi fossero condivisi dalla classe politica: e’ inaccettabile che un operaio o un piccolo imprenditore debbano mettere mano al portafogli per ripagare (o tentare di ripagare) il debito pubblico mentre i deputati ed i senatori (ed i loro sodali…) continuino a percepire stipendi faraonici e abbiano diritti e privilegi scandalosi. I sacrifici dovranno essere condivisi ed essere proporzionali a quanto si percepisce.

Vorremmo una vera lotta all’evasione con proposte rivoluzionarie tipo la possibilita’ per tutti i cittadini di recuperare parte dell’IVA in sede di dichiarazione dei redditi. Pagare tutti le tasse per pagarne tutti meno! Vorremmo una seria lotta alla fuga… non dei cervelli, ma delle aziende che vanno a produrre in Cina. Vai in Cina? bene, i prezzi dovranno essere cinesi anche in Italia e comunque, siccome trasporti le tue merci per mezzo mondo dovrai anche pagare una mega tassa sull’inquinamento. Le aziende che producono in Italia dovranno pagare tasse giuste e non solo balzelli per far cassa. Dovranno essere agevolate tutte quelle aziende che fanno contratti a tempo indeterminato e che investono sul personale, mentre quelle che fanno contratti a termine dovranno essere in qualche misura penalizzate in sede fiscale. Ovviamente i sindacati dovranno cominciare a difendere i lavoratori e non le tessere… valorizzando chi lavora, garantendone i diritti sempre, anche in caso l’azienda sia costretta a licenziare per riduzione del personale, magari lavorando di concerto con le aziende per rilocalizzare il lavoratore. Garantendo cosi’ il diritto al lavoro sia del collaboratore sia dell’imprenditore (entrambi lavoratori…)

Anche in questo caso togliete gli anticipi di imposta e altre porcherie e fate pagare su quanto incassato e non su quanto fatturato… tanto per cominciare.

Vorremmo vedere una rinnovata attenzione verso la scuola pubblica come fucina per i futuri cittadini. E’ fondamentale che gli insegnanti vengano costantemente riqualificati e che i programmi riflettano le necessita’ di un mondo in continua evoluzione, ma che non puo’ assolutamente fare a meno dei valori e degli insegnamenti fontamentali che solo una scuola sana puo’ fornire.

Vorremmo che la Sanita’ non solo fosse un diritto, ma che fosse anche un fiore all’occhiello della Pubblica amministrazione. Vogliamo medici preparati con stipendi adeguati alla posizione ed all’impegno profuso. Tempi ragionevoli per avere una visita o una prestazione sanitaria devono essere la norma. Non vogliamo piu’ sentirci dire frasi tipo “con la mutua ci vogliono 20 settimane per questa visita, ma se va a pagamento, nella medesima struttura e con il medesimo medico, la prossima settimana c’e’ posto”… vi rendete conto della follia?

Le crisi si superano con la fiducia e con l’impegno. Oggi in Italia latitano entrambi (come potrei aver fiducia in un deputato che mette tutto il suo impegno solo per mantenere il suo culo sulla poltrona del Parlamento)… sta a voi mostrarci la via e sta a noi  tutti percorrerla decisi.

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2 responses to “Non siamo in-Clini all’energia nucleare

  • KnockOut

    In sostanza utopia. Perdona il mio pessimismo, ma non credo più a niente e nessuno.
    Solo con moralità ed etica si possono riaggiustare veramente le cose, qualsiasi cosa.
    A partire dalla testa del pesce. Che, però, puzza ancora ( ha sempre puzzato e puzzerà sempre).

    Credo che la lettura del sonetto LXVI di Shakespeare sia abbastanza esaustiva (se mi onori, lo troverai sul mio blog)

    Ciao

    • jgwolf

      Passo piuttosto spesso dal tuo blog, lo trovo sempre molto ben fatto e mi aiuta a riflettere su tante cose.

      Si… utopia, ma cosa saremmo senza i sogni? E poi Utopia… be’ quale sogno migliore per l’umanita’?

      « Una carta del mondo che non contiene il Paese dell’Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l’Umanità approda di continuo. E quando vi getta l’àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l’Umanità di nuovo fa vela. »
      OW

      Buona serta

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