Cosa fare se un referendum non basta?

Ci riprovano… e ci riusciranno. Le macchine da soldi col trucco che conosciamo come società di gestione e distribuzione dell’acqua hanno in mano un documento redatto da un consulente legale esperto nel settore (della truffa?) nonché figlio del Presidente della Repubblica più agile nella firma degli ultimi 150 anni.

Acea in testa al gruppo

Non appena conosciuto il risultato del referendum Acea ha commissionato uno studio per verificare l’applicabilita’ dei risultati della consultazione a tal Giulio Napolitano e il risultato e’ che grazie ad una serie infinita di cavilli per queste sanguisughe non cambia nulla. Possono tranquillamente continuare a godere, uniche imprese al mondo, del 7% di profitto garantito calcolato sul valore iniziale dell’azienda, in questo caso 894.34 milioni di euro che si sommano all’ammortamento. Come qualunque imprenditore onesto sa il profitto garantito non esiste, almeno non nel mondo reale, quindi quei soldi dovremo continuare a metterceli noi erodendo sempre e soltanto la nostra gia’ scarsa ricchezza e rinunciando ad altro pur di far fronte ai costi di una cosa, l’acqua, che deve essere gestita dallo Stato per lo Stato… senza profitto alcuno!

Se non altro comunque queste aziende una cosa utile potrebbero anche averla: potrebbero essere utili per mettere in risalto l’inefficienza della gestione pubblica (e della pubblica amministrazione intesa come ammortizzatore sociale). Si deve assolutamente rendere competitiva la PA per poter strappare di mano ai parassiti (amici degli amici) la gestione delle risorse della Nazione.

Ho il sospetto che questo documento costituira’ un ulteriore arma nelle mani del governo Monti, che gia’ ha ventilato la possibilita’ di privatizzare la gestione delle risorse idriche cosi’ come di riprendere in considerazione la costruzione di centrali nucleari.

Chi state facendo contenti, miei cari signori? Gli interessi di chi state facendo con la scusa di fare quelli dell’Italia e degli italiani?

Visto che anche la volonta’ di 20 milioni di cittadini non basta cosa rimane da fare?

Io un’idea ce l’avrei, ma implica che gli italiani rinuncino tutti alle loro certezze per cavalcare un sogno… e dopo anni di anestesia non credo che saremo in molti in piazza… almeno per ora…

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One response to “Cosa fare se un referendum non basta?

  • TheRagpicker

    Se intendi qualcosa tipo calare in massa sui palazzi del potere e trascinare fuori la gentaglia che li infesta scuotendoli per le vesti lacere e poi ripulire le porcherie fatte da svariati governi fantoccio negli ultimi 30/40 anni… beh… e’ solo questione di tempo. Tra non molto la gente non avra’ più soldi per l’essenziale e lo stato sociale che un tempo salvava i poveri sara’ stato ridotto ai minimi termini… a quel punto la disperazione e la paura per un futuro che non c’e’ catalizzeranno la disperazione e porteranno in piazza milioni di persone. Purtroppo dalla violenza non nascera’ nulla di buono perché ci sara’ sempre la nostra italica propensione a cercare l’uomo della provvidenza e cadremo in mano al prossimo mussolini…
    O forse anche no…

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