Idioti d’Europa: Nicolas Sarkozy

 

Mentre in italia sta trascorrendo il tranquillo week end di paura prima della manovra montiniana possiamo aggiornare il catalogo degli idioti europei, e questa volta parliamo del presidente francese Nicolas Sarkozy.

Avvocato, una carriera politica che lo ha visto deputato, sindaco (della megalopoli di Neuilly-sur-Seine) e ministro, infine presidente della Francia, il primo nato dopo la seconda guerra mondiale.

Tre mogli, dalla prima, subito cornificata con la seconda, ha avuto due figli, uno sia dalla seconda che dalla terza, la modella Carla Bruni, questo matrimonio lo ha messo sullo stesso piano di statisti famosi come Pericle e Giustiniano.

Il suo modello di riferimento è però Napoleone, e non poteva essere diversamente, Nicolas è un decisionista, uno che ama guidare il suo popolo… peccato che, a differenza dell’illustre predecessore, le decisioni lui le prende sbagliate, e sta guidando il popolo francese verso una catastrofe, una Waterloo senza prima Austerliz.

Appena eletto si è presentato a una riunione Ecofin per chiedere che la Francia potesse rientrare nei parametri del patto di stabilità di Maastrich più tardi, lui doveva defiscalizzare… era il 2007, peccato che nel 2008 è scoppiata la crisi economica mondiale e la francia è ben lontana dai parametri del 3% di deficit (adesso è al 7%) e del 60% sul rapporto debito/PIL (81%, in aumento).

Tralasciamo l’intervento in Libia, non ripetuto in Siria per motivi misteriosi, parliamo invece della politica economica, il nostro ha condotto assieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel una politica discutibile, i due hanno costretto alle dimissioni del premier greco George Papandreuo, reo di aver indetto un referendum sull’accettazione del piano di austerity e la permanenza nella zona euro della Grecia, e si sono esibiti in un teatrino nei riguardi di Berlusconi davvero poco simpatico…. anche se il barzellettiere non meritava certo fiducia c’era un altro modo per dirlo.

Adesso Sarkozy non ride più, ha capito che la Francia è messa male, anzi malissimo, e che la Germania non lo aiuterà, e ha dichiarato che l’Europa «rischia di essere spazzata via», e ha aggiornato il suo slogan «Lavorare di più per guadagnare di più»: la nuova versione è «Tra guadagnare di meno e lavorare di più, sono convinto che la seconda soluzione sia preferibile».

Chissà se i francesi saranno d’accordo, il prossimo anno si vota, e a Sant’Elena c’è un posto libero.

 

 

 

 

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