Grecia in caduta libera ed altre follie

Quelli di Pontifex non si smentiscono mai… purtroppo riescono a dare nuove sfumature al termine “bigotto” fino a farlo confondere con “pericoloso”. Leggendo il post sulla morte di Whitney Houston non posso che pensare che la mamma dei cretini sia sempre incinta! Ancora una volta questi ipocriti decidono che la libera scelta è peccato e che solo loro hanno le chiavi dello scrigno della verità.

Di ben altro parla questo blog su “il fatto quotidiano”. Anche se l’articolo tocca un argomento interessante come la globalizzazione ad ogni costo e vorrebbe sponsorizzare gli acquisti a chilometri zero, la parte più interessante sono i commenti. C’è chi si è sentito offeso per il tono, chi dice un semplice “chi se ne frega, se le fragole fuori stagione ci sono io me le mangio e non penso a cosa c’è dietro”. Intendiamoci, non credo che ci si debba privare di un cestino di fragole a febbraio, ma sarebbe corretto considerare che è quantomeno folle che costino meno delle fragole di serra prodotte in Italia pur provenendo dall’Australia. Credo che la base di discussione dovrebbe essere stata la pazzia di non considerare nel costo totale delle merci trasportate i danni alle strade e l’inquinamento (impatto ambientale) per far viaggiare le merci per mezzo mondo. Quello che intendo è che se le strade vengono distrutte dai camion il costo viene socializzato (tasse) mentre chi rompe le strade non paga, a mio avviso, il dovuto. E’ pur vero che questo costo sostenuto dai trasportatori si rifletterebbe sulle merci, ma per ragioni di mercato diventerebbe forse più competitivo produrre in loco… rendendo meno competitivo per le aziende produrre in Bulgaria e vendere in Italia.

Credo che però il focus vada mantenuto sulla Grecia. In questo post si dipinge uno scenario decisamente preoccupante, non solo per la Grecia, ma anche per noi. Se si accetterà di svalutare di molto il costo del lavoro in Grecia non vedo come potremo impedire di fare la medesima cosa in Italia con ovvie conseguenze. L’autore afferma, numeri alla mano che il salario minimo in Grecia sia effettivamente troppo alto, ma che è semplicemente folle imporre un calo del 22%. Propone anche alcune soluzioni per cercare di far recuperare competitività alla sua nazione. Forse quella più importante consiste nel recupero della legalità e nella giustizia sociale. Nessun lavoratore in nero e salari agganciati alla crescita nazionale. In un passaggio tratteggia anche il partito trasversale fautore del ritorno alla dracma.  Destra nazionalista e sinistra radicale, con il sostegno sentito di intestatari di conti bancari svizzeri, imprenditori offshore, evasori fiscali e speculatori vari. Una bella compagnia davvero!

L’Italia è in rotta verso la medesima tempesta? Forse si….

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