Cronache dalla Pianura Padana, ovvero: le incazzature dello Zio Adri

Vi ricordate lo Zio Adri? Bene, ho ricevuto un’altra gustosa mail che ripubblico e vi propino giusto per fare un giretto tra le magagne della P/A… Non ho cambiato nulla ovviamente, quindi se vi sentite offesi dallo schietto linguaggio da pioniere vi consiglio di leggere novella 2000 invece delle righe che seguono.

Si ringrazia lo Zio Adri per quanto segue

Cronaca di uno scazzo di mezza estate

No …e’ pieno inverno. Fa un freddo becco, tanto che stamattina ho scoreggiato sulla banchina del treno e la mefitica emissione e’ gelata appena varcato lo sfintere ed ha assunto l’aspetto di cristalli di zucchero di canna.

Tanto per cambiare sono incazzato come una bestia. Sto seriamente pensando di diventare, a tutti gli effetti, lo statale dello stereotipo (cioe’ cazzone-fancazzista-scioperante-assenteista ecc ecc ecc); vedo certe cose che mi fanno sembrare il visconte cobram dalla parte dei lavoratori.

L’altro giorno , parlottando con una segretaria amministrativa, chiedo conferma di alcune voci sentite tempo fa, in occasione di un “corso” a cui devono assoggettarsi tutti i dipendenti….e qui ci va un po’ di rewind del nastro per spiegare cosa accadde.

Lo stato, per dimostrarsi interessato alla formazione del personale, con una delle solite leggiucchie all’italiana ha stabilito che le aziende pubbliche devono investire nella formazione del personale. Bene, diranno i miei piccoli lettori (questa e’ rubata): che c’e’ di male? Di male c’e’che essendo una legge “a pene di alano” _pare_ non specifichi altro che “i corsi s’hanno da fare. E si faranno”, senza entrare nel dettaglio di cosa dovranno insegnare. E cosi’ dal facchino all’elettricista passando dalla donne delle pulizie e dal tecnico informatico (in realta’ non e’ proprio cosi’, ma solo perche’ i servizi di facchinaggio, manutenzione elettrica/idraulica e pulizie sono appaltati) tutti insomma, seguiamo dei corsi la cui utilita’ e’ pari ad una lezione di cardiochirurgia per chi deve spalare polifosfati organici in cascina; ovvero, si organizzano dei corsi riguardanti le procedure nella pubblica amministrazione per formare anche il personale tecnico. Tali corsi, tenuti da docenti e ricercatori di facolta’ come giurisprudenza e scienze della formazione, partono dai regi decreti del 1859 e arrivano ai giorni nostri davanti ad una platea di forse una cinquantina di persone per volta (il motivo di questa scarsita’ sara’ piu’ chiaro in seguito) . Da notare che chi ha tenuto i corsi ha svolto essenzialmente il ruolo di mezzobusto, leggendo quattro balle in croce. Interessante il fatto che risulterebbe che “…bla bla bla  la p.a. e’ tenuta a fare economia e a limitare gli sprechi”. Sentento questa norma sacrosanta, li’ per li’ mi convinco che mi sono addormentato. Sto sognando un mondo migliore e spero solo di non russare come un bradipo col raffreddore…invece no. Cazzo sono sveglio. Ma come porca la  su mamma….proprio all’inizio, nella presentazione del corso ci hanno detto che….”il corso e’ sovvenzionato dallo stato bla bla bla….perche’ lo stato ha cura della preparazione dei suoi dipendenti bla bla bla….e quindi il corso e’ stato appaltato ad una societa’ esterna ….bla bla bla….e poi c’e’ quel ristorantino dove si mangia davvero bene….in riva al mare c’e’ un locale davvero bello…”. Insomma: c’e’ da fare economia e sperperate 40 mila euro per far scrivere 4 balle ad una azienda esterna????

Ma torniamo ai giorni nostri. Dicevo che stavo chiedendo informazioni ad un segretario amministrativo a proposito di alcune voci che mi erano sembrate assurde, e cioe’ che tali mezzibusti prendono un extra per ogni ora di lezione (ecco perche’ tali lezioni si svolgono al cospetto di pochissime persone).

Ricapitolando: se qualcuno del personale tecnico-amministrativo fa un secondo lavoro, rischia il licenziamento. Docenti e ricercatori invece possono fare un secondo lavoro, durante il normale orario di lavoro, per lo stesso datore di lavoro….e vengono pagati extra.

Per chiarire la situazione: un normale categoria C prende circa 1100 euro al mese, 36 ore alla settimana, straordinari in massima parte non pagati (per dare un’ordine di grandezza sono arrivato ad accumulare 110 ore di riposo compensativo e 55 giorni di ferie…in un anno solare); un ricercatore confermato prende 1800 euro al mese; un docente di prima fascia 3700, un ordinario non lo so….pero’ di piu’. Dimenticavo: ricercatori e docenti non hanno obbligo di timbratura e oltre allo stipendio hanno i fondi di ricerca che sono in buona parte un bonus sullo stipendio (una docente ha candidamente ammesso in mia presenza che si deve comprare un kindle perche’ altrimenti deve restituire dei soldi avanzati. Ma come dice l’altro: hai gia’ l’ipad. Si, ma e’ pesante e scomodo. Lo do a mio figlio e io mi prendo un ebook reader piu’ pratico).

Bene, la segretaria amministrativa mi conferma che e’ proprio cosi’. Ma aggiunge: vuoi incazzarti di piu’? Ovvio. Eccheccazzo, mi devo privare della gioia di bestemmiare un po’ per validi e comprovati motivi?

Bene, mi dice. Anche i segretari amministrativi hanno dei corsi di aggiornamento. Ovviamente, trattando anche di bilanci ecc devono essere sempre al corrente delle variazioni legislative ecc ecc ecc. Tali corsi si svolgono 2 volte l’anno, tipicamente in gennaio e giugno.

Ora, lavoro una piccola cittadina da un paio di milioni di abitanti, con Dio solo sa quanti enti pubblici. Immagino che tali corsi si svolgano in un grosso salone affittato alla bisogna dove qualche tecnico racconti la rava e la fava delle novita’ legislative  (immagino che so… un cinema, un teatro, l’aula magna di una universita’…)

Si…si svolgono in effetti in un grosso salone, ma perche’ mai a Milano? In gennaio si va al sestriere e in estate in sardegna, o a pugno chiuso. Vuoi mettere?

Altra cosuccia molto simpatica: tutti gli anni vengono effettuati dei bandi per reclutare bassa manovalanza per lavori noioso-ripetitivo-rincoglionenti come riempire tabelle, preparare mailing list, sistemare archivi ecc. Tali lavori hanno durata di 150 ore e sono solitamente accaparrati (giustamente, per certi versi) da studenti economicamente svantaggiati. Il “per certi versi” e’ perche’ se fra 2 poveracci si scegliesse il migliore, sarebbe cosa buona e giusta. In effetti invece  il reddito e’ il solo metro di valutazione. Uno puo’ essere una capra e non parlare una parola di italiano e tanto basta. E vabbe’….c’e’ di peggio:

i dipendenti, hanno diritto di precedenza su chiunque ma:

1)      Serve l’autorizzazione del proprio capo struttura (e fin qui….ci puo’ anche  stare)

2)      Tale collaborazione puo’ essere svolta solo fuori dalle ore di lavoro. Ora, fino a prova contraria siamo tutti maggiorenni. Non siamo tenuti a chiedere il permesso a nessuno (mamma, papa’, fidanzata/o, moglie/marito, animale domestico ecc) se stiamo fuori anche tutta la notte e rientriamo la mattina  dopo una notte a troie e sbronzi come spugne (con creste di gallo e una pessima opinione del genere femminile. Cit). Fuori dall’orario di lavoro il capo struttura (che nel mio caso e’ comunque una brava persona) torna ad essere un emerito sconosciuto. Che cazzo gli frega di cosa faccio fuori dalle ore di lavoro, quando non e’ piu’  il mio capo?….cazzo, mi viene in mente ora che domani sera andro’ a farmi un paio di birre e non gli ho chiesto il permesso. Poi lo senti la mattina dopo che sgridata!….MA PORC#@]….

3)      Ultimo, ma non ultimo, perche’ e’ qui che veramente il legislatore ha dato il meglio di se’, il dipendente, non potendo fare un secondo lavoro, deve svolgere tale attivita’ senza beccare una lira.

Ora, come hanno detto esimie teste di….ehm….ministri, appartengo alla schiera dei bamboccioni e, ultimamente degli sfigati. Bene. Detto da gente che sfigura di fronte ad uno stronzo di suino seccato al sole la cosa mi lascia del tutto indifferente.

Saro’ anche bambiccione e sfigato, ma pirla proprio no. E gratis, per delle teste di ….ehm….quello che e’, non ci lavoro.

Pero’…un desiderio ce l’avrei. Vorrei vedere quel deficiente conclamato che ha cagato una norma simile, perche’ davvero mi domando chi possa aver partorito una pirlata cosi’ enorme: chiedere il permesso, per fare qualcosa fuori dall’orario di lavoro e per di piu’ gratis.

Come si dice da queste parti, rob de ciod. Ho davvero finito gli epiteti per etichettare questi tangheri che ci governano. Prima ci insultano e poi ci prendono per il culo.

Poi si lamentano degli statali. Per carita’ ce ne saranno tanti criticabilissimi (e ne vedo parecchi), ma onestamente non riesco piu’ a dargli interamente torto; tanto di meritocrazia non se ne parla: non c’e’ un metodo oggettivo per valutare l’impegno o il fancazzismo, quindi siamo tutti uguali di fronte alla busta paga, anzi chi si impegna e’ menuo uguale degli altri: ho appena ricevuto una mail che suona un po’ come una ingiunzione: devo consumare le ore di riposo oltre le 50 entro marzo. Devo finire le ferie residue dell’anno scorso entro il 30 giugno; devo usare almeno meta’ delle ferie dell’anno entro dicembre e il piano ferie deve essere comunicato entro marzo pena il divieto di usare il riposo compensativo a giornata intera, e la messa alla gogna ed  esposto al pubblico ludibrio reo di essere un lavoratore indefesso.

Ma dimmi te se vale la pena sbattersi tanto.

 

 

Zio

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2 responses to “Cronache dalla Pianura Padana, ovvero: le incazzature dello Zio Adri

  • dipocheparole

    Te li raccomando i corsi di formazione di qualunque tipo! Io collaboro con uno dei migliaia di enti sorti dal nulla per “erogare” (bello il termine eh? a me ricorda la benzina) corsi di formazione agli apprendisti. Come sempre l’idea sulla carta è anche bella. La sostanza fa schifo, per non parlare come lo zio Adri. In pratica, insegnando inglese, vengo chiamata a erogare sti cazzi di corsi di venti ore a classi di ggiovani apprendisti. La cosa sembra interessante, ma la realtà è che le classi vengono assemblate senza tenere conto delle competenze dei ragazzi, per cui nella stessa classe mi trovo chi non ha mai visto una parola di inglese e chi invece lo fa all’università, e soprattutto le 20 ore di inglese possono essere “erogate” a colpi di otto ore al giorno. QUindi in tre giorni (otto, sedici, e quattro) io posso fare un corso di inglese. Capirai l’utilità di fare otto ore al giorno di inglese: nulla.
    Il fine legislatore però ha previsto solo il corso, di come venga tenuto gliene frega assai a nessuno.

    • jgwolf

      Poco da dire, purtroppo si fanno le cose solo per far vedere che si fa qualcosa… o magari solo per giustificare che un sacco di soldi scompaiono nel nulla. Lo Zio Adri uno dei tanti che fa il suo lavoro con coscienza ed impegno, ma purtroppo si schianta contro una realt fatta di mezzucci e di azzeccagarbugli… Ammetto che il suo schietto gergo da pioniere (cit.) pu essere indigesto, ma non ho voluto cambiare nulla perch meglio non si poteva esprimere l’incazz… ehm … il disagio per una situazione sempre pi in caduta libera. Eroghiamo, eroghiamo pure… 🙂

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