Cercasi sogno, anche usato purché funzionante. Scambio con realtà in perfetto stato e con garanzia ancora da sfruttare

Anche oggi ho passato un po’ di tempo, poco a dire il vero, a guardare il cielo fuori dalla finestra della mia camera. Non si tratterebbe di una cosa così straordinaria, se questa finestra non si trovasse a quasi 5500 km a nord della mia posizione attuale. Se guardo l’orizzonte notturno sopra di me, vedo la Croce del Sud, mentre dalla “mia finestra” vedo Orione. Se osservo la mia vita come se sbirciassi fuori dalla finestra, la vedrei piena di esperienze e di panorami diversi, con un sacco di punti di vista sempre differenti e di certo tutto fuorché noiosa, ma da un po’ di tempo mi sento inquieto: manca qualcosa. Non è certo la voglia di scoprire, la curiosità è da sempre mia compagna. Ho iniziato seriamente a studiare musica per approfondire la mia passione per la chitarra, quindi anche la voglia di imparare è ben viva nonostante gli anni dell’università siano rimasti nel secolo (e nel millennio) passato… eppure mi pare di essere troppo ancorato alla realtà. Quella stessa realtà che mi ha salvato quando avevo bisogno di certezze ora mi tiene prigioniero.

La realtà è una gran bella cosa, ma esiste solo un minuto per volta e con l’andar del tempo diventa un po’ claustrofobica. I sogni invece esistono tutti assieme, si proiettano nel futuro e rendono leggerissimi i ricordi. Il presente diventa un ponte sul quale camminare leggeri per raggiungere un futuro che per quanto distante, inizia subito, nell’esatto momento in cui cominciamo a sognarlo.

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19 responses to “Cercasi sogno, anche usato purché funzionante. Scambio con realtà in perfetto stato e con garanzia ancora da sfruttare

  • KnockOut

    Forse i sogni son belli quando rimangono sempre tali. Talvolta (o spesso) quando diventano realtà perdono di fascino (in tutto o in parte). Forse perché avevamo riposto aspettative troppo grandi, troppo entusiasmanti senza tener conto delle ombre, e (forse) anche perché i sogni degli altri, divenuti anch’essi realtà, vanno a mescolarsi con la nostra, ingarbugliandola e rendendola se non pessima, insoddisfacente, manchevole sempre di un quid.

    La realtà, poi, trasformata a sua volta in esperienza, si riverbera sui sogni diversificandoli e cambiandoli. Sebbene, credo, nonostante le rughe e gli schiaffi, certi sogni rimangono sempre uguali, tenacemente attaccati alla purezza dell’infanzia,alla sua ingenuità, alle pulsioni (passioni) della gioventù (per fortuna). E, per fortuna, questi sogni non sono suscettibili di concretizzazione (o resistenti alla concretizzazione). Un quid inespresso utile, stimolante, fantastico ma (magari) fonte di inquietudini non meglio identificabili.

    E i ricordi (almeno in parte) non sono l’esito di sogni realizzati bene e male? Infiltrati però dai sogni degli altri ? I tanti che hanno attraversato il ponte insieme con noi, volente o nolente ?

    E il futuro, infine, che, come hai giustamente scritto, inizia nel momento in cui cominciamo a sognarlo, sarà consapevole del passato? Dei vecchi sogni, di quello persi per strada, di quelli fracassati da indebite ingerenze, da sogni parassiti? Avrà imparato a fare di necessità virtù? Sarà pronto ad altre delusioni, nonostante lo zaino pieno? Riuscirà a sfrondare l’inquietudine ?

    Bel post, complimenti. Con bella semplicità affonda il coltello.

    • jgwolf

      Senza saperlo hai colto in pieno il senso… i ricordi sono sogni che bene o male si sono realizzati o si sono schiantati contro una realtà “maligna”, il presente può essere la realizzazione di un sogno… quel che mi manca oggi è il semplice atto di sognare una realtà differente o una differente continuazione di questa realtà. Da un po’, forse da troppo, mi capita di vivere senplicemente OGGI, raramente penso a quel che vorrei fare domani. Ti assicuro che mi mancano parecchio i progetti che affollavano la mia mente. Forse rubavano tempo al presente… ma quando son riuscito a mettere un po’ di disciplina anche nel sognare è stato bellissimo faticare per realizzarli… ‘sti sogni!
      Ora mi mancano un po’… anzi… molto

      • jgwolf

        O forse proprio lo sapevi… e hai preso in pieno!

      • KnockOut

        Da alcuni anni vIvo solo ora per ora. Progetti e sogni sono evaporati. Almeno credo. Vorrei riaverne e riprovare l’ebrezza della sfida. Ma la mente sembra ormai esausta e tira avanti cercando di evitare inutili delusioni. “Sono ancora vivo” è quel che penso, al risveglio, ogni mattina. Lascio molto a malincuore la notte, il sonno ricco di sogni forse inutili ma affascinanti e ristoratori e mi rituffo nella realtà che non mi appartiene, per un altro giorno di battaglia. E uscirne indenne per continuare a proteggere, finchè possibile, chi non ancora può lasciare il nido.

  • KnockOut

    ….comunque c’è chi ha avuto realtà ben peggiori, inimmaginabili. I cui sogni son morti sul nascere…il vero grosso problema è che troppi hanno sogni che si adeguano con la realtà, che alimentano la realtà cosí com’è.

    • jgwolf

      Purtroppo troppe persone non sanno fare altro che sognare di essere come una realtà gretta li vorrebbe. Sono figli della TV con i suoi reality show. Io ho sempre apprezzato quelle persone che si sentono come il gabbiano Jonathan Livingstone…
      So purtroppo per esperienza che spesso bisogna fare di necessità virtù, ma si dovrebbe sempre cercare qualcosa di più… vivere non può essere solo respirare.

      • KnockOut

        Sono assolutamente d’accordo. E’ giusto e necessario andare oltre l’apparato gastroenterico (e il respiratorio), molto oltre.

        Però non scordiamo che sulla faccia della terra c’è tanta di quella gente in condizioni disastrose, sfruttate e oppresse dall’establishment, “carne da macello” cui non è consentito nemmeno l’essenziale, men che mai i sogni. In altre parole il cui sogno è quello di poter sognare come noi.

  • Straf

    i sogni…per fortuna ci sono i sogni.
    (e la vista dalla tua finestra è incantevole)

  • tobymallon

    Ricordo con nostalgia la croce del sud, e anche quella che Guccini definisce “la capovolta ambiguità di Orione”.
    Le stelle sono compagne silenti e immobili della nostra vita, forse alziamo troppo poco gli occhi per guardarle.

    • jgwolf

      Quelli come noi hanno fatto tanta strada sotto tanti cieli diversi solo per scoprire che ciò che cercavano non era poi così distante. Ci è rimasta però stampata nell’anima l’immagine dei tramonti tra le dune del deserto, degli alberi immensi nelle foreste pluviali, della maestosa solitudine della notte in mezzo all’oceano, con le stelle infinite a guardare indifferenti i nostri sforzi

  • dipocheparole

    Caro jgwolf, ti legge una che ha appena dato le dimissioni dall’ultimo (impossibile) posto di lavoro.

    Non che io abbia chissà quali sogni da realizzare, navigo anch’io a vista e con l’età si mantiene basso il tiro, però voglio essere almeno libera di crearmi la mia realtà senza dovermi alzare ogni mattina con l’incubo di un lavoro che non mi va.
    Insomma sono sempre in cerca dei “motivi per alzarsi al mattino”!:))
    Bellissima l’immagine della croce del sud. Io l’ho vista in Australia, così bassa sull’orizzonte da poterla toccare!

    • jgwolf

      Io mi ritengo un privilegiato: faccio un lavoro che mi piace e che è talmente diverso dai soliti lavori da mantenere sempre la mente sveglia ed attiva. Purtroppo il prezzo è stato alto e dopo tanto tempo di certo sento la mancanza di ciò che avrebbe potuto essere…
      uff… divento sempre troppo musone quando ci penso… devo essere un po’ più positivo 😉

  • jgwolf

    @KnockOut
    Io passo la maggiorparte del mio tempo in Africa e ho visto gente decisamente disperata, ma mai nei villaggi sperduti dove ancora resiste la struttura sociale originaria.
    I disperati sono nelle periferie sterminate delle città come Lagos con oltre 20 milioni di abitanti o come Port Harcourt dove il cosiddetto benessere è arrivato assieme al petrolio e non solo con le navi degli occidentali, ma anche e soprattutto con i board of director delle mega multinazionali che han fatto prestissimo ad imbarcare piccoli e grandi potenti locali per garantirsi il profitto.
    Li il sogno si confonde con la maglia della stella del calcio che arriva scintillante dalle TV. Nelle favelas di Luanda manca l’acqua corrente ma quasi ogni baracca ha una parabola DSTV… i ragazzini sognano di essere miliardari con grosse catene d’oro al collo e inseguono un pallone malandato lungo campi di polvere gialla. Le ragazzine si atteggiano a stelline dell’ hi-pop convinte che più di ogni altra cosa sarà la loro bellezza a trarle dalle baracche… e quasi tutti finiscono divorati dalla microcriminalità.
    Questa è disperazione al cubo!

    • KnockOut

      Siamo proprio rovinati. Le stesse situazioni le vedo nei bassi miserandi napoletani, nei bassifondi della città. Si fanno debiti ( o si ruba o si spaccia) per comprare la TV al plasma, lo smartphone e lo moto di grossa cilindrata. E si sognano solo soldi per comprare cose e nient’altro, a qualsiasi costo. L ‘establishment ha fatto proprio un gran lavoro!

  • Stefano

    sono capitato qui perchè ho chiesto a Google di cercarmi un sogno da realizzare…come ho già ”sentito” nei post precedenti, non ho un traguardo, un sogno, un obiettivo….30 anni, un lavoro SICURO, un gruzzolo da parte e niente sogni. Questo a volte mi mette trsitezza, sopratuttto quando questo sistema che non mi piace, mi ripropone la sua faccia più brutta, crudele…oggi TUTTO gira intorno ai soldi, tutti spietati, umanità ZERO, e non riesco ancora a capire cosa voglio fare ”da grande”. Probabilmente starei ”male” o potrei star bene ovunque, forse per brevi periodi…ogni tanto cerco di dare un senso alla mia esistenza, ma non ne trovo…a volte penso di essere troppo pigro per farlo, a volte troppo egoista…non lo so. Fatto sta che mi sono davvero ritrovato in queste discussioni e nonostante mi piaccia leggere di solito, ho deciso di esternare il mio stato..mi han detto che sono un eterno insoddisfatto….io mi sento un sognatore senza più sogni.

    • jgwolf

      Senza i sogni, senza traguardi staccati dal successo economico ci limiteremmo a scivolare lungo l’esistenza senza vivere veramente. Ricordo che i sogni li trovavo guardando nel profondo degli occhi della mia compagna. Vedevo il senso, il motivo per cui valeva la pena fare dei sacrifici… Purtroppo oggi abbiamo perso (noi come società) il senso profondo dell’essere, il coraggio di rischiare il presente per avere un futuro. Oggi tutto è quantificato, c’è una categoria commerciale per tutto. L’amore altro non è che un prodotto da vendere o comprare a seconda dei casi. La TV ci propone vite da sogno acquistabili grazie a 250 comode rate mensili.
      Dovremmo domandarci cosa siamo disposti a perdere, a cosa siamo pronti a rinunciare pur di avere un futuro. E dovremmo sempre essere in due

      • Stefano

        Il mio sogno, se ci penso bene….è una vita serena, una famiglia felice…..il mio sogno è che le cose vadano meglio, OVUNQUE, che ci sia meno arroganza e presunzione e più umiltà, tolleranza e comprensione….ma a volte i nostri sogni sono più grandi di noi…e anche se qualcuno va dicendo che le zanzare seppur minuscole riescono totalmente a sconvolgerti una nottata, io dico che sono troppo piccolo per cambiare le cose…..e in fondo quasi sempre le zanzare muoiono a ciabattate.

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