Susanna Camusso favorevole alla TAV perché porta lavoro

Signora, mi preme farle notare che questa è la medesima argomentazione a favore dell’Edilfibro di Broni e di Casale Monferrato usata (abusata) per tanti decenni da troppe persone, anche del suo sindacato oltre che dai “Padroni” come piace ancora a molti chiamare gli imprenditori. Purtroppo quelle fabbriche (e l’amianto li lavorato) non hanno portato solo lavoro, ma anche il mesotelioma pleurico.

Quest’argomentazione gronda sangue (di persone che ho conosciuto ed amato), se proprio vuole essere a favore della TAV le consiglio di trovare argomentazioni migliori!

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9 responses to “Susanna Camusso favorevole alla TAV perché porta lavoro

  • Mario251

    Susanna Camusso ha perfettamente ragione. Al contrario di molti, compreso chi ha scritto il post, ha capito che la Torino-Lione è essenziale per il futuro sviluppo dell’Italia nell’ambito delle nuove strategie Europee. Senza saremo tagliati completamente fuori dall’Europa che conta e saremo marginalizzati. Se poi si vogliono usare argomenti che nulla centrano con la TAV per fare sempllicemente leva sulle emozioni tanto vale rassegnarsi a non uscire più di casa. Le stesse persone che manifestano contro la TAV manifestano contro l’uso dell’auto, dei camion o comunque di qualunque tipo di trasporto su gomma. Ora spiegatemi cosa volete… o forse spiegatelo a voi stessi

    • jgwolf

      Personalmente non so cosa voglia il movimento no TAV, ma so bene cosa vorrei io per quel che riguarda i trasporti. Vorrei un sistema integrato di trasporto merci su rotaia che possa alleggerire le strade e le autostrade di milioni di tonnellate all’anno di camion; vorrei un sistema semplice e sicuro per andare da Bologna a Londra senza dover cambiare un sacco di treni diversi, con differenti scartamenti e differenti tecnologie, spesso incompatibili le une con le altre. Se mi dicessero di spendere un monte di soldi per ammodernare la linea esistente e per rendere più efficenti le tratte ferroviarie italiane risponderei certamente di si. Se si facesse una politica tesa a scoraggiare il trasporto su gomma e a favorire una logistica sostenibile sicuramente sarei tra i primi sostenitori. Purtroppo la TAV non rientra tra queste proposte. Si tratta di una “bretella” che unisce due ferrovie che rimangono distinte. Ha scartamenti differenti e vagoni che possono viaggiare solo su quel tratto. Esattamente come avviene col tunnel sotto la manica trasporta auto e camion oltre a passeggeri. In pratica traghetta i camion con tutto il carico, lungo la val Susa. Facendo un veloce conto un autoarticolato pesa circa 400 quintali a pieno carico, di cui circa 100/110 di tara. Significa che a fronte di nessun miglioramento sulle strade dopo la stazione della TAV, si dovrà pagare per portare 110 quintali di tara, più il vagone stesso… In pratica rischiamo di dover portare più tara che payload…
      Oltre a ciò non è assolutamente chiaro come e dove si smaltiranno le migliaia di metri cubi di detrito ricco in amianto e uranio… per altro la medesima situazione si è verificata durante la costruzione della ferrovia esistente

    • KnockOut

      Cosa vogliamo? Onestà e moralità. Nel nostro paese nulla si fa per nulla: la TAV serve a giustificare come trafugare milioni di euro, l’ennesima torta succulenta da spartire fra amici, potenti e sodali. Non credo proprio che saremo “tagliati fuori” dall’Europa ( capirai 3/4 ora in meno!), anche perchè lo siamo già. Grazie ai servizi inesistenti, all’assistenza da 4 mondo, alle sovrastrutture obsolete e alla legge che produce ingiustizia a tutto tondo.
      Della Camusso, alla fin fine, non mi meraviglio: anche lei deve campare, allineandosi allo standard attuale del sindacalismo: pura evanescenza fine solo alla propria sopravvivenza.

  • tobymallon

    Lo smarino andrà a finire nelle cave dismesse di Torrazza Piemonte e Montanaro, e poi sarà ricoperto di cemento.
    Mentre è probabile che ci sia amianto nel tunnel è molto più difficile che si trovi uranio.
    Altrimenti i francesi avrebbero già aperto una miniera dalla loro parte.

  • tobymallon

    Non escludo che ci sia presenza di uranio, ma è abbastanza difficile che il tunnel di base intercetti la vena, per dire la gronda della Dora Riparia non lo ha fatto.
    Nel link vengono citate “miniere” tra cui quella di Molaretto, in realtà si tratta di prospezioni di ricerca, per dire la vena di Molaretto è a giacitura sub-orizzontale e ha uno sviluppo di 45 metri, è largo circa 7 metri e ha uno spessore di 20 centimetro.
    Il tenore in ossido di uranio non lo ricordo, ma se vuoi lunedì te lo so dire.
    Le gallerie scavate sono lunghe 130 metri in totale, nelle Alpi è stata scoperta una sola miniera di uranio sfuttabile commercialmente, con riserve accertate pari al consumo di dieci anni di una centrale nucleare.
    Non ricordo dove si trava, ma se vuoi lunedì mi informo anche su questo.
    E’ da notare che in nessuno dei megasventramenti operati in Val di Susa sono state trovate vene uranifere… almeno ufficialmente.

    • jgwolf

      rispondo io al posto di TheRagpicker ( che si sentirà tirato in ballo dal suo ufficio). Mi sono un po’ documentato e in effetti le vene che potenzialmente potrebbero avere rilevanza economica sono nulle. Il problema è che già quando perforarono le gallerie delle ferrovia storica dovettro affrontare il problema dei materiali di risulta con presenza di minerali radioattivi. Se questi materiali dovessero essere stoccati in cave dismesse potrebbero tranquilamente percolare nella falda freatica ed entrare nella catena alimentare in diversi modi. A tutt’oggi comunque uno dei più forti argomenti a sfavore della torino lione rimane il costo scandaloso a fronte di un mucchio di parole vuote sulla sua reale utilià. Attendo con ansia uno studio non di parte che mi spieghi veramente se vale la pena spendere tutti quei soldi… Oltre tutto soldi pubblici chennon abbiamo

      • tobymallon

        Lo smarino dovrebbe essere stoccato sopo aver impearmeabilizzato il fondo della discarica, e poi essere coperto da cemento (uno schiifo, in effetti, ma garantirebbe che non ci sarebbero percolamenti per parecchio tempo).
        In ogni caso se nel cuore della montagna c’è uranio credo che niente possa evitare che l’acqua passi per il deposito, se le rocce che circondano la vena sono permeabili, per non parlare degli affioramenti.
        Il costo ovviamente deve tener conto di ruberie varie, come tutte le opere pubbliche in Italia.

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