Flight or Fight: coraggio dalla paura

Oggi avrei voluto scrivere della tecnica di costruzione della mia casetta, ho preparato foto e link ad articoli e a siti di costruttori, ma dovrò rinviare perchè ho un’altra storia da raccontarvi.

Con il mestiere che mi sono scelto mi tocca stare lontano da casa per circa otto settimane consecutive per un totale di oltre 240 giorni all’anno. Va da se che capita spesso che io rimanga senza vedere quasi tutti i miei amici per oltre due mesi. Molto spesso quando ci si incontra si riprende il filo del discorso da dove si era interrotto otto o nove settimane prima e quasi sempre ci si aggiorna sulle rispettive novità. Questa mattina ho incontrato un amico, di pochi anni più vecchio di me e ricordandomi che si era messo a dieta “per prepararsi all’estate”, come aveva detto lui, stavo per dire che se avesse continuato la dieta sarebbe sparito, poi ho notato qualcosa nei suoi occhi… qualcosa di veramente simile alla paura. Dalle mie parti la gente muore a causa dell’asbesto lavorato fino alla fine degli anni 80 in una fabbrica alle porte del paese… Ho sentito il respiro farsi di ghiaccio nel petto e gli ho chiesto cosa avesse. Mi ha guardato e mi ha detto: ho un cancro non operabile.

Il turno scorso parlavamo di giri in moto e di mangiate in collina, oggi invece il suo universo era diventato il prossimo ciclo di chemioterapia. Mi ha raccontato della debolezza, del fatto di sentirsi sempre affamato ma di non riuscire a mangiare come si deve perchè il suo stomaco spesso si rifiuta di tenere il cibo per un tempo sufficente alla digestione. Mi ha detto delle sue speranze. Del medico che gli ha detto che la malattia progredirà lentamente, che avrà tempo.

Ci siamo salutati con la promessa di organizzare una serata da me durante il periodo di riposo tra una terapia e la successiva.

Mentre tornavo a casa ripensavo al suo sguardo. C’era sicuramente della paura nei suoi occhi, ma c’era anche il coraggio che ti soccorre quando l’unica cosa che puoi fare è mettere un piede avanti all’altro e pensare un passo per volta.

Quanto tempo sprechiamo in inutili menate. Quante volte perdiamo occasioni per essere sereni solo perché non abbiamo la percezione della brevità della nostra esistenza. Forse, ogni tanto, sarebbe il caso di pensare un passo per volta e vivere ogni giorno con la giusta intensità.

CARPE DIEM

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3 responses to “Flight or Fight: coraggio dalla paura

  • tobymallon

    Pensiamo di avere tempo per fare tutto, ma non è affatto così, a volte gli spazi si chiudono tanto rapidamente da lasciare attoniti.
    E il coraggio non sempre lo si ha.

  • jgwolf

    Quel che mi disturba non è che possa mancare il coraggio, ma che troppe persone pensino che non sia mai il momento buono, che ci si debba preparare meglio, che si debba attendere di finire gli studi o di avere un nuovo lavoro, che i genitori stiano meglio o che i fratelli o le sorelle sistemino le loro “menate” prima di poter fare un passo, prima di poter decidere qualcosa. Si trova sempre una scusa per non agire, per non correre il rischio di essere felici o anche banalmente sereni… forse solo perché rimanere seduti ad aspettare è più semplice e al limite ci si può lamentare che ci sono mancate le occasioni… Il tempo fugge e non si deve attendere l’occasione buona per provare ad essere felici.. forse il segreto è semplicemente … saltare e dovesse andare male di certo non sarà peggio del senso di inutile attesa che si prova a rimanere ad aspettare che l’Universo si degni di far piovere occasioni d’oro…
    Ma in fondo anche non decidere è una decisione… finchè il tempo non si presenterà alla nostra porta dicendo che abbiamo esaurito quel che ci era concesso. Forse allora ci renderemo conto di non avere vissuto…

  • marghe61

    Ho appena vissuto questa esperienza con una mia carissima amica, che se n’è andata il 12 luglio 2011.
    Stai vicino più che puoi al tuo amico, farà bene a Lui , ma soprattutto a te stesso, ti insegnerà tanto, non bisogna avere paura di stare vicino a loro, più sentiranno che gli vuoi bene, più ti daranno serenità.
    Ricordo con nostalgia, ma con una grande pace gli ultimi mesi con Lei, anche se tu non lo vedrai tanto spesso, non importa, saprà cosa gli vuoi trasmettere.
    Se riesci a dare un conforto ad una persona che ha bisogno di non pensare alla sua malattia, non sarai vissuto per niente…….
    questa potrebbe essere una opportunità, per essere felici!
    discorso strano!?
    Complimenti per la sensibilità dimostrata!

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