OK, mi arrendo

E mi arrendo senza condizioni.

Pensavo che il Montigoverno non sarebbe più riuscito a sorprendermi dopo una serie di vaccate al limite dell’idiozia, ma evidentemente mi sbagliavo.

In evidente crisi di idee i nostri tecnici hanno avuto l’idea giusta: chiamare i supertecnici per farsi consigliare, e chi ti tirano fuori dal cappello?

Giuliano Amato, quello che è stato quindici anni a fianco di Bettino Craxi, sino a diventare sottosegretario alla presidenza del consiglio nei governi presieduti dal ladrone socialista; ora io non dico che il nostro sia anch’esso un ladro, ma se davvero non si è accorto di quello che stava succedendo perlomeno un po’ tonto doveva essere.

Dopo mani pulite Amato è di colpo diventato un politico di primo piano, diventando presidente del consiglio e restando famoso per il prelievo forzato del 6 per mille sui conti correnti.

Adesso a 74 anni viene chiamato a “fornire al Presidente del Consiglio analisi e orientamenti sulla disciplina dei partiti per l’attuazione dei principi di cui all’articolo 49 della Costituzione, sul loro finanziamento nonche’ sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati“, praticamente dovrebbe rivedere il finanziamento pubblico ai partiti, magari riducendolo… come mettere Adolf Hitler a studiare un modo per proteggere gli ebrei.

Il seocndo ultratecnico è Enrico Bondi, uomo che dall’alto dei suoi 78 anni ha il grande merito di far sembrare più giovane Amato.

A perte questo indubbio merito egli passa per essere un grande risanatore di aziende in crisi, i suoi interventi in Montedison e Parmalet gli hanno meritato l’appellativo di “uomo con la scure”, tipo Zagor, il suo compito è quello di “razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi con il compito di definire il livello di spesa per voci di costo“.

Sulla carta parrebbe l’uomo adatto, anche se magari viene il dubbio che Monti gli abbia trovato un posto dopo che i francesi cattivoni della Lactalis lo hanno lasciato senza lavoro, e magari viene il cattivo pensiero che il presdelcons si sia voluto sdebitare per l’assunzione in Parmalat del rampollo Giovanni, anch’esso lasciato a piedi dai francesi cattivoni… ma questa è un’altra storia.

Francesco Giavazzi è del 1949, praticamente un giovinetto, economista, un ottimo elemento, ma su di lui lascio la parola a Francesco Sylos Labini.

E poi il meraviglioso exploit del solito mortizzaro Napolitano, un presidente pezzente, che di fronte a una domanda tutto sommato innocente (che ne pensa del boom di Beppe Grillo alle elezioni) ha testualmente risposto «Di boom ricordo solo quello degli anni Sessanta in Italia, altri boom non ne vedo».

Bravo, così hai dimostrato di aver perso la memoria a breve, hai letto i giornali e visto la televisione in mattinata, vero?

E non ricordi niente, mentre ti sono chiari gli avvenimenti degli anni 60′, più di mezzo secolo fa, un chiaro sintomo di demenza senile.

Inoltre hai fatto guadagnare altre simpatie al movimento di Grillo, dato che molti hanno pensato a una difesa di casta, e sporcato il ruolo super partes del Presidente della Repubblica, pensare che potevi cavarsela con un semplice “un risultato che deve far riflettere” o una frase del genere.

Non c’è che dire, dei professionisti delle vaccate a livelli galattici, se fossero un prodotto esportabile si risanerebbe il bilancio dello stato.

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6 responses to “OK, mi arrendo

  • KnockOut@mac.com

    La cialtroneria non ha limiti. E gli adepti si accrescono cambiando sembianze, ma non la sostanza. Resa, fuga o lotta. Non altro si puó fare, men che mai sperare in tale etnia.

    • Manuele

      Mi sa che ormai abbiamo finito pure quelle poche maledizioni che ancora ci rimanevano da tirare…ma come è possibile che questi gerontocrati non vengano spazzati via? Perché le piazze non sono piene di precari incazzati e di “esodati” con le torce? Ormai il campionato di calcio dovrebbe essere finito e il metadone di stato dovrebbe aver perso il suo effetto…

  • tobymallon

    Monti ha il compito di pilotarci verso la miseria senza che ci siano rivolte o casini vari, un compito difficile ma lui ci sta provando.
    Secondo me non ci riuscirà, quando i padri dei giovani senza lavoro (una vera e propria generazione perduta) non potranno più mantenerli ci sarà l’esplosione.

    • jgwolf

      E’ terrificante dover ammettere che una deflagrazione sociale potrebbe essere l’unica soluzione… purtroppo concordo con te che il tessuto sociale sta subendo più di quanto possa sopportare e tra non molto quella che tu chiami la generazione perduta si troverà senza mezzi per tirare avanti.
      Ma un sospetto mi coglie… non è che appena questo avverrà qualche presunto salvatore della patria si presenterà e ci offrirà la salvezza sotto forma di lavoro sottopagato e senza diritti?… aspetta un momento… ma questo sta già avvenendo!

      • KnockOut

        Credo che il peggio debba ancora venire. Anche se qualcosa, come dici giustamente, è già in itinere. Peccato che le maglie del “tessuto sociale” resistono nella loro “elasticità” eccessiva. Si spezzeranno? Me (ce) lo auguriamo.

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