Storia di una casa in bioedilizia cioè della mia casetta, parte terza: la scelta della squadra ideale

Quando si decide di costruire una casa in bioedilizia si hanno due scelte fondamentali: si può decidere di fare tutto da soli e passare mesi a scegliere i materiali, le tecnologie e chi li metterà in opera, oppure si può affidare i lavori ad una ditta specializzata e lasciar fare tutto a loro. Io, come spesso mi è capitato, ho scelto la terza soluzione… Come, non ve n’eravate accorti? Eppure l’ho scritto in un altro post… a me piace cambiare le regole 😉

Ho quindi deciso che avrei scelto una ditta che mi garantisse un preventivo “chiavi in mano”, ma che desse anche la possibilità di modificare ogni singolo elemento del progetto integrando varie soluzioni. Doveva quindi essere estremamente flessibile e “paziente”. Di tutte le ditte contattate alla fine ne erano rimaste due, la Bioholz e la Wolfhaus, entrambe con base in Austria, ma la seconda con una forte presenza in Trentino. Entrambe garantiscono un’ottima qualità, alta tecnologia, un reparto progettazione all’avanguardia e un pacchetto di case “installate” di tutto rispetto. Ho quindi deciso di prendere contatto con i loro rappresentanti in Italia per rendermi conto di quale fosse il livello di competenza e soprattutto di quanto fossero flessibili nella progettazione. Entrambi si sono dimostrati molto competenti e con livelli di qualità alti e ancora una volta la scelta è avvenuta con criteri non tecnici. Devo comunque ammettere che Bioholz tende a costruire case in stile “piccola Heidi” quindi non adatte alle colline dell’Oltrepo’…

Vi sarà capitato di incontrare una persona che per modo di fare, professionalità, serietà, ma anche per come sorride o come si rivolge ai collaboratori vi ispiri immediatamente fiducia. Questo è esattamente quello che è successo il giorno che ho incontrato il proprietario della ditta che avrebbe fisicamente svolto i lavori a partire dal grezzo avanzato (quindi impiantistica, pavimenti, etc.) e che avrebbe mantenuto i rapporti con la Wolfhaus. Sono andato ad incontrarlo nel suo ufficio, che poi altro non è che una casa campione costruita con i medesimi criteri delle case Wolfhaus, e da subito ho deciso che avrei affidato i lavori alla sua ditta. Mi ha presentato l’architetto che avrebbe seguito la progettazione e chi avrebbe seguito tutte le varie fasi fino alla consegna delle chiavi. Si è formata una squadra che, a distanza di anni, posso dire essere stata vincente riuscendo a finalizzare la costruzione della casa nonostante le mie assenze (ero in Nigeria), le modifiche spedite via mail nel mezzo della notte e altre stranezze.

Il nome dell’architetto è Margherita e ha tradotto in realtà una serie di input spesso vaghi. Tanto per intenderci quando ci siamo incontrati nella casa campione, ci siamo seduti ad un tavolo e mi ha chiesto se avessi un’idea di come volevo la casa. Io avevo in mente tutti i disegni fatti assieme alla mia compagna, ma anche tutti quelli fatti negli anni precedenti. Ho preso un foglio ed una matita ed ho cominciato a tratteggiare sia la pianta sia il prospetto. Mentre disegnavo tutto mi pareva chiarissimo, ma alla fine devo ammettere che sembrava avessi disegnato la casa di Nonna Papera. A questo punto Margherita avrebbe potuto benissimo rimanere ad occhi sbarrati a guardare i miei sgorbi ed invece ha colto quel che c’era dietro i disegni e lo ha tradotto in un progetto equilibrato e pienamente soddisfacente. L’altro elemento è quello che potremmo chiamare il project manager, si chiama Cesare e, oltre ad essere il figlio del proprietario della ditta è anche un ottimo ingegnere e ha tenuto in mano il progetto nonostante le mie ingerenze (si… sono un po’ un rompiscatole, ma in fondo si tratta della mia casetta!) e ha sviluppato tutti i rapporti con i vari fornitori.

A questo punto mi tocca rimandare i discorsi un pochino più tecnici alla prossima puntata… si parlerà di coibentazioni, tecniche costruttive, riscaldamento e pannelli solari…

Per chi fosse curioso, i disegni prodotti da Margherita sono quelli qui sotto.. quelli originali della casa di Nonna Papera sono a casa in Italia… gelosamente custoditi.

Per la cronaca, ho  notato solo ora che il layout del bagno è stato cambiato prima della costruzione… come volevasi dimostrare: io un rompiscatole, loro molto flessibili. Il tutto con un prezzo stabilito al momento del preventivo e mai più modificato!

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