La sismica e il caso Girolimoni

“Gino Girolimoni è stato un fotografo e mediatore. Accusato di gravi delitti, fu additato come mostro dalla stampa. Successivamente scagionato, ne ebbe comunque la vita sconvolta. La sua vicenda rappresenta un caso emblematico degli effetti perversi sulla pubblica opinionedi una campagna giornalistica pilotata e aprioristicamente accusatoria.

La polizia effettuò il fermo di numerosi invalidi, storpi, dementi mentre un vetturino, sopraffatto dalla vergogna di essere forse indicato nel quartiere come l’assassino, si uccise avvelenandosi. I sospetti, per una serie di circostanze, tra le quali la testimonianza di un oste e l'”abbordaggio” di una servetta dodicenne, conversero su un uomo di trentotto anni, scapolo, corteggiatore di signore, proprietario di una Peugeot verde, con la quale amava girare per la città in cerca di avventure: Gino Girolimoni. Le cronache del tempo diedero grande enfasi al fatto che l’uomo possedesse due case, che nella fantasia popolare erano destinate ad abitazione l’una e per nascondere le sue vittime l’altra.

Tra le donne corteggiate dall’uomo, come sarà chiarito più tardi, c’era la signora che aveva al servizio la giovane domestica: Girolimoni l’aveva avvicinata per raggiungere la padrona.

Si scoprì, sempre nel silenzio di stanze chiuse, che il giorno della morte di Armanda, il Girolimoni non era neanche a Roma. Si scoprì, ancora, che la servetta dodicenne lavorava nella casa di una bella signora e si era spaventata per quegli “abbordaggi” insistenti. Contro Girolimoni vennero fabbricate 17 prove false.

Era evidente, quindi, che Girolimoni fosse innocente. Ma tutti tacquero, vista la convenienza di avere un “mostro” a cui addossare la colpa. Girolimoni venne arrestato il 2 maggio 1927. La notizia fu pubblicata dai giornali con grande rilievo: finalmente era stato catturato il “mostro di Roma”. LAgenzia Stefani, il9 maggio 1927, scrisse che, dopo “laboriose indagini”, erano state raccolte “prove irrefutabili” contro di lui. Anche il criminologo Ottolenghi, seguace delle teorie lombrosiane, pretese di ravvisare nei tratti somatici dell’arrestato i segni caratteristici del criminale. Gli indizi a carico dell’accusato non avrebbero potuto essere più irrazionali: secondo alcune testimonianze il violentatore aveva i baffi mentre Girolimoni no, ma questo, invece di scagionarlo era una prova della sua capacità di camuffarsi e deviare le indagini.” Da wikipedia

Il caso Girolimoni ha incredibili somiglianze con le spregiudicate ipotesi che le perforazioni petrolifere e i frack job nel complesso di Rivara (per altro mai fatti) abbiano qualcosa a che vedere con il sisma in Emilia Romagna. E’ sempre molto più facile dare la caccia al mostro che cercare le responsabilità “vere”. L’Italia è un territorio sismico, sotto i sedimenti  quaternari della pianura padana si trovano le continuazioni degli appennini e quindi abbiamo un sacco di faglie che dislocano strati terziari e mesozoici. Le forze che hanno creato queste pieghe e faglie sono tutt’ora in atto e non esistono faglie quiescenti, solo faglie che si stanno caricando per potersi muovere e altre che già si sono mosse e hanno ricominciato da capo il processo. Le forze di cui si parla sono immani, tanto per intendeci il sisma di 5.9 gradi della scala Magnitudo momento Mw libera  l’energia equivalente a quasi un megatone. Se si considera che durante trivellazioni finalizzate a liberare l’energia immagazzinata in una faglia si sono provocati sismi di magnitudine massima pari al terzo grado con un’energia associata di circa 29 tonnellate di tritolo appare chiaro come sarebbero necessarie diverse decine di migliaia perforazioni simili per raggiungere il megatone… sarebbe bello che questa tecnica funzionasse e fosse praticabile, riusciemmo finalmente a “scaricare” le faglie e a rendere innoqui i terremoti, purtroppo perforare 34000 pozzi per frack job lungo una faglia costa uno sproposito… circa 100K dollari al metro per ogni pozzo!

Girolimoni fu assolto ma ne ebbe la vita distrutta, quel che è peggio è che l’assassino se la cavò e forse uccise ancora. Le perforazioni usciranno assolte dall’inchiesta anche perchè ormai sono stati perforati talmente tanti pozzi in tutto il mondo che abbiamo una casistica ben strutturata per sapere bene quali sono i problemi ed i rischi connessi con questo tipo di attività. Si sono registrati bradisismi anche importanti (delta del Po), ma mai terremoti significativi. Il problema è che in questo caso i veri assassini, coloro che speculano sulle costruzioni e mettono cemento di scarsa qualità nelle case e nelle scuole se la caveranno ancora (magari rideranno nella notte sentendo la terra che trema e pensando ai loro affari…). Daremo forse la colpa alle perforazioni, magari anche alle turbine eoliche, poi magari anche ai satelliti che “bombardano” la superficie terrestre con onde elettromagnetiche per ricavarne un’immagine in tre diensioni… ma quando ci renderemo conto che il pianeta è attivo, le placche tettoniche sono in movimeto e per quanto noi si faccia siamo solo dei piccoli e fastidiosi parassiti rispetto alle forze in gioco? Siamo capacissimi di avvelenare il pianeta con le radiazioni, ma incapaci ci capire che se un sisma come quello dell’Emilia fa così tanti danni i problemi sono altrove.

Personalmente credo che si dovrebbero indirizzare le nostre energie verso la ricerca nelle fonti rinnovabili, ma conosco abbastanza bene l’argomento perforazione per non avere grossi dubbi sul fatto che la ricerca petrolifera non sia responsabile del terremoto in Emilia.

Intanto vi segnalo un ottimo post per chiarire un po’ le idee sulla geologia della zona e su varie connessioni con le perforazioni

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