Posso dire una cosa sola: “Frack (job)”

Al mondo non c’è veramente peggior sordo di chi non vuol sentire e questo vale per tutto. Non ho gran che voglia di entrare ancora nel merito del terremoto in Emilia, ma di sicuro le paure non so fino a che punto spontanee di molte persone sono decisamente strane. Pare che molti siano veramente convinti che le perforazioni petrolifere in Pianura Padana siano la causa del terremoto… Varrebbe la pena di affermare che di solito si perfora in prossimità di trappole strutturali e dislocazioni (faglie) e queste aree sono normalmente esposte a riequilibratura essendo zone di compressione o distensione, cioè aree in cui si accumula energia. Si potrebbe addirittura affermare che in particolari condizioni le perforazioni aiutino a liberare questa energia, ma la scala è talmente differente da essere infinitesimale in confronto ai numeri in gioco, quindi non si riesce a liberare energia sufficiente a scaricare quella accumulata in una particolare struttura. Se fosse possibile i terremoti smetterebbero di essere un problema… per chi si vuole informare consiglio questo bel post di “Far do Conto”, come al solito ben fatto e chiaro.

Il problema comunque rimane: come è possibile dare la colpa del terremoto ai frack job quando di frack job in quell’area non ne sono mai stati fatti?

Com’è che non si parla più della vile speculazione dei costruttori che hanno costruito capannoni e case in maniera vergognosa, tanto che un terremoto che in un’altra area sismica avrebbe provocato danni marginali in Emilia ha scaraventato migliaia di persone su una stada e ucciso gente dentro capannoni praticamente nuovi? (si, l’Italia è zona sismica e chi vi dice il contrario probabilmente vi prende perl il ….)

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4 responses to “Posso dire una cosa sola: “Frack (job)”

  • fausto

    In particolare l’ultimo capoverso merita di essere apprezzato, per la capacità di sintesi che manca invece ai chiacchieroni come me: si, in effetti il cuore del problema è la cattiva edilizia.

    Ed è imbarazzante pensare che a qualcuno sia venuto in mente di risparmiare qualche centinaio di euro a trave mentre costruiva una struttura che avrebbe ospitato attrezzature del costo di milioni di euro. Anche facendo finta di ignorare i danni alle persone, rimane pur sempre un atteggiamento imbecille. L’Italia non è davvero la patria della prevenzione.

    • jgwolf

      Considerato che da quando seguo il tuo blog di chiacchiere ne ho trovate poche mi sento invece di consigliarlo per la chiarezza con cui spesso esponi le argomentazioni…
      Comunque concordo, è imbarazzante che la gente muoia a causa della fame di profitto, è imbarazzante che chi dovrebbe vigilare fa parte di una struttura talmente burocraticizzata da non fare in effetti nulla di veramente efficace, è imbarazzante che ben pochi giornalisti stiano ancora parlando delle carenze strutturali di quelle costruziioni, è imbarazzante che la grancassa mediatica si concentri su notizie che fanno solo scalpore, ma non aggiungeranno nulla alla sicurezza dei cittadini…

  • tobymallon

    Noi siamo un paese che conta ogni secolo decine di migliaia di morti per terremoti.
    Purtroppo sembra impossibile convincere la gente a costruire in modo intelligente, si spendono migliaia di euro nei pavimenti in legno pregiato o in serramenti costosissimi (vedi un esempio: http://vetrina.didumassimo.com/it/porte/porte-interne/cristal/cristal-porta-con-anta-in-cristallo-dec-agora-38.html?ss_ref=become ma anche una semplice porta in legno laccato può costare più di mille euro: http://www.allartcenter.it/porte/lualdi/lcd87.html ) ma nemmeno si pensa a costruire antisismico (e nemmeno con alta efficienza energetica, se è per questo).
    Se la carte geologica del rischio fosse stata adottata prima probabilmente molte vite si sarebbero salvate, invece ha dormito nei cassetti sino a quando una tragedia, quella della scuola di San Giuliano, ha scosso l’opinione pubblica.
    I nostri politici sono interessati a molte cose, ma non certo alla sicurezza della popolazione, meglio dare la colpa a qualcuno che chiedersi se si è fatto qualcosa per la prevenzione, frack!

  • marghe61

    La scuola di san Giuliano mi ha coinvolto per ben tre aspetti del mio essere, come tecnico, come insegnante (lo sono stata per sette anni), come mamma (mia figlia frequentava le elementari ai tempi), tutte le volte che ci penso sto male. Però, personalmente mi sento dalla parte di quei tecnici che lavorano seriamente, le case che costruisco, sono antisismiche a prescindere. Non mi sento di condannare i miei colleghi se non hanno costruito in sicurezza, ma condanno le regole che non lo hanno imposto.
    Nonostante ciò, la prevenzione deve essere anche in noi stessi tecnici,che costruiamo per gli altri, anche sapendo che, a volte, chi costruisce ha usato tutti i soldi che aveva o si è indebitato per una vita. Ma io penso di essere una delle poche a pensarla così……….ed i fatti purtroppo mi hanno dato ragione…..

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