Great Ocean Road

Oggi tappa da Melbourne a Port Campbell, circa 300 chilometri con dentro 190 km di Great Ocean Road. Sono partito da Melbourne con calma, a dirla tutta avevo poca voglia di lasciare quella città: meriterebbe almeno 5 giorni per essere visitata come si deve. Ha parecchi parchi meravigliosi e poi il museo delle scienze, il museo del cinema, alcune delle chiese più antiche d’Australia e un’infinità di strade e piazze in cui val la pena fermarsi a bere un tè o a mangiare un gelato mentre si osservano persone da mezzo mondo passare, fermarsi, parlare…

La giornata si presentava calda almeno come quella di ieri, quindi ho lasciato gli scarponcini da moto nelle borse e ho messo un paio di scarpe da correre belle leggere, sotto la giacca solo una maglietta e i soliti jeans d’ordinanza. Alle 9 ero per strada e alle 10 ormai Melbourne era alle spalle. Il termometro della moto mi segnava un bel 36 gradi…ma il cielo non era più bello limpido come ieri. Alcune nubi arrivavano decisamente rapide dal mare e ben presto la temperatura ha cominciato a scendere e prima di mezzogiorno ero a 21 gradi con il cielo completamente coperto. Ero comunque sulla Great Ocean Road, una strada che corre lungo la costa del Pacifico. Bella tortuosa, con curve e contro curve da fare una dietro all’altra, molte cieche quasi tutte con vista sull’oceano. I limiti di velocità sono severissimi e i controlli pure, ma ammetto che sono rimasto sempre “un pochino” sopra…

Il problema è che di fatto quasi tutti gli Australiani i limiti li rispettano scrupolosamente e non me la sono sentita di fare il pirata fino in fondo, quindi pochi sorpassi tipo “Val Trebbia” e acceleratore aperto come si deve solo quando non avevo macchine davanti…la BMW se l’è cavata bene, non va maltrattata e le curve van fatte tutte in appoggio. Seguendo queste semplici regole il telaio della GS va benone permettendo pieghe decisamente piacevoli e anche nei cambi di direzione secchi non delude, anche se una sportiva è un’altra cosa.

Ho anche registrato qualche clip con la GoPro, ma li posterò più avanti, ora ho problemi di banda passante…

Comunque poco dopo mezzogiorno il cielo si è dimostrato incurante della mia tenuta estiva e ha cominciato a scaricarmi addosso un bel po’ d’acqua e per almeno una cinquantina di chilometri non mi ha dato tregua, poi pareva essersi ristabilito, giusto il tempo di farmi fare qualche foto nella zona dei 12 apostoli, che sarebbero poi dei faraglioni di arenaria. Le insenature sono impressionanti e le correnti hanno nei secoli fatto naufragare parecchie navi, soprattutto nel periodo della corsa all’oro, nel 19simo secolo.

Mi son fermato pochi minuti, ma ovviamente il sole che è uscito serviva solo ad illudermi e ora sta diluviando ancora.

Per questa ragione ho deciso di cambiare i piani e domani non andrò ai Grandpians, ma farò una mega tappa di 600 chilometri, andrò a Bright sulla Alpine road, avvicinandomi a Camberra. Sarà lunga e decisamente faticosa, ma in questo modo potrò avere un giorno di riposo a Bright e rilassarmi prima di fare altri 500 km verso Camberra.

Per ora, nonostante la pioggia direi che va tutto benone, in moto si ha un approccio diverso al viaggio, sarà perché si è a diretto contatto con tutto quel che si ha attorno. Poi chi mi conosce sa che la moto per me è quasi una seconda natura… a volte forse la prima!

Qua sotto le poche foto di oggi… domani forse saranno ancora meno, ma la tappa sarà molto lunga…

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