Eni specchio dell’Italia

eni aniUna volta in Italia c’erano persone come De Gasperi o Enrico Berlinguer. Avevano etica, principi e onestà. Possiamo essere d’accordo con la loro parte politica o meno, ma non possiamo non ammettere che erano persone di spessore, con solidi pricipi e hanno vissuto per dare qualcosa di buono al loro Paese. Per queste cose il colore politico non centra nulla, quel che serve è cuore e cervello, onestà e cultura. Tra questi grandi del nostro passato recente va sicuramente ricordato Enrico Mattei, presidente dell’ENI. In un mondo vorace come quello delle Oil Company si distingueva per un approccio diverso sia verso i paesi produttori sia verso il mercato. Dei primi diceva che era nostro dovere lasciare più di quanto prendessimo e ENI in quegli anni ha costruito scuole, ospedali, strade. Il centro di formazione ENI insegnava a giovani provenienti da decine di culture diverse e stringeva i rapporti del nostro Paese con partenr importanti per il nostro sviluppo non attraverso le cannoniere, ma attraverso la cultura. Per quanto riguarda il mercato Mattei era convinto che ENI non avesse come scopo di far profitto, ma di creare benessere per l’Italia. Lo chiamavano il petroliere senza petrolio, ma era di certo avanti di alcune generazioni rispetto a quei gretti che raziavano tutto ciò che trovavano per il loro profitto…

Sappiamo benissimo come è andata a finire. De Gasperi e Berlinguer non hanno avuto degni eredi, oggi alle loro scrivanie siedono personaggi improbabili di cui si può anche evitare di fare il nome, tanto di presidenti del consiglio patetici e di segretari di partito della sinistra insulsi ne abbiamo avuti a tonnellate. In ENI abbiamo l’imbarazzo della scelta… anche qui il presidente ha il suo bel CV fatto di rinvii a giudizio et similia… vedi ENEL e centrali ad olio pesante.

Poi ti capita di scoprire che queste teste di legno querelano una giornalista del servizio pubblico per aver indagato su di loro. Le fanno recapitare 145 pagine di citazione che si possono riassumere in poche parole: “secondo noi ci stai rovinando l’immagine, se continui ci dovrai dare 25 milioni di euro…” ovviamente si sono scordati di dire “se il giudice ci dovesse dare ragione”

Ma dico io… questi pensano che la loro immagine venga lesa da un’indagine? Le teste di legno che hanno ricevuto dalla SEC  la citazione a questo link per aver corrotto politici in Nigeria per ottenere contratti? e che ha patteggiato 365 milioni di dollari per evitare guai peggiori? La medesima Compagnia che vede alcuni dei suoi pezzi grossi indagati per aver fatto la medesima cosa in Algeria? (per la cronaca si tratta delle medesime persone della Nigeria..)

Questi tizi l’immagine dell’ENI l’hanno distrutta con il loro modo arrogante e politicizzato di lavorare, così come le loro controparti politiche hanno ridotto il nostro Paese ad una macchietta internazionale!

 

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