Dead End

The_dead_endNoi Italiani abbiamo la caratteristica di sperare sempre in una via d’uscita, un trucco, lo Stellone Nazionale, un miracolo. Siamo fatalisti per natura, ma siamo anche confidenti che “qualcuno” ci salverà, che la nostra arte di arrangiarci ci trarrà d’impiccio.

Personalmente non la penso affatto così, tutt’altro. Io penso che l’esserci arrangiati per generazioni non abbia favorito l’insorgere di un qualunque senso di appartenenza Nazionale (qualcuno diceva che l’Italia è un luogo, non una Nazione…). Non abbiamo mai dovuto pensasre a noi come ad un tutto unico, ma ogni pezzetto ha pensato per se rimanendo isolato e diviso. Quando qualche barlume di coesione ha cominciato ha nascere nelle varie parti “qualcuno” ha pensato bene di fare tabula rasa e imporre una Nazione da zero. Probabilmente prima o poi, se le condizioni saranno favorevoli, diventeremo una Nazione, ma per ora siamo 59 milioni di individui che si arrangiano. Lo facciamo a tutti i livelli, sia nella politica sia nell’industria. Quando siamo fortunati inciampiamoi in giganti come Olivetti o Mattei, altre volte in nanerottoli che riescono solo ad eccellere come prestanome per la mafia o come organizzatori di concorsi di burlesque. Purtroppo pare che a noi piacciano di più i pagliacci, forse perchè non accentuano il nostro complesso di inferiorità… In fondo chi continua per 200 anni a ripetere che siamo i discendenti dei Romani e gli eredi di Leonardo e Galileo è probabile che non abbia gran che da mostrare degli ultimii, diciamo 200 anni… Mentre le altre Nazioni crescevano e si espandevano noi rimanevamo divisi, isolati e rinchiusi nei nostri ricordi, come anziani nostalgici ignorati dai figli e dai nipoti.

Nell’industria valgono le medesime regole della politica, almeno nel nostro sciagurato paese. Quando ho pensato di fare un minimo di carriera per cambiare le cose che non andavano nell’azienda per cui lavoro (una delle maggiori del Paese) ho scoperto che avrei dovuto piegarmi a certe logiche, le stesse che volevo sconfiggere. Ho quindi deciso che non avrei venduto i miei principi ed i miei valori per poter diventare un dirigente di alto livello e tentare poi di mettere fine al medesimo sistema che mi aveva portato a quel punto. Mi sono chiamato fuori e ho deciso che avrei combattuto nell’ambiente in cui mi trovavo, senza scendere a compromessi con nessuno, per quanto difficile fosse. Da parte mia faccio del mio meglio per creare una piccola oasi dove si possa lavorare bene anche se mi sono messo in rotta di collisione con quai tutti quelli sopra di me…

Traslando il tutto nella situazione politica attuale mi par di poter dire che se a livello locale (molto locale, magari solo nei piccoli comuni…) si può sperare in qualcosa, a livello medio o alto non c’è speranza. Per arrivare li o sei parte del sistema o vai fuori giri in un attimo. Nel primo caso non hai più alcun interesse a cambiare nulla, mentre nel secondo non ne hai le capacità.

In pratica non c’è via d’uscita… forse siamo sull’orlo di una rivoluzione… anche se ne dubito fortemente. Gli italiani non hanno mai fatto una vera e propria rivoluzione, se mai hanno cambiato padrone sperando per il meglio e finendo spesso dalla padella nella brace.

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12 responses to “Dead End

  • KnockOut

    “…l’italiano è infido, bugiardo, vile, traditore,si trova più a suo agio col pugnale che con la spada, meglio col veleno che col farmaco, viscido nella trattativa, coerente solo nel cambiar bandiera a ogni vento…”

    ( da Il Cimitero di Praga, di Umberto Eco)

    • jgwolf

      Ricordo ancora l’espressione del mio capo quando ho rifiutato la dirigenza… credo di essere stato il primo della storia! L’ho guardato e ho detto “il costo è troppo alto, no grazie”. Se avessi accettato probabiolmente ora sarei tra quelli che contano, ma avrei perso me stesso… e con me ci devo vivere sempre!
      Un sacco di gente (amici e conoscenti) non riescono a credere alla mia decisione, forse perchè per loro quel che conta è salire in alto a prescindere dal come. Per me quel che conta è essere coerente con me stesso. Ma in Italia capisco che è piuttosto raro. Leggendo qua e la (anche sul tuo blog) si trovano persone con il medesimo spirito, ma al di fuori… quel che conta è essere uguali a come ci vorrebbero! Le apparenze imperano sulla sostanza e i risultati si vedono. Studenti capaci o rimangono a far da tappeto a mediocri con il parente giusto o fuggono in cerca di miglior fortuna all’estero diventando famosi in altri atenei o altre industrie, lasciando solo i figli di papà incapaci, supre e sopravvalutati solo entro i nostri confini, ma inetti nel confronto con gli altri!

      • KnockOut

        Purtroppo l’andazzo cui ti riferisci , non solo continua ma prolifera alla grande!

        Hai fatto bene a fare quel che hai fatto, ti rende onore e devi esserne fiero

        Pensa, giusto x parlare , io sono uno dei pochi in Italia, senza tema di smentita, ad aver vinto un concorso pubblico da illustre sconosciuto , meridionale e al nord , ed anche primo.
        Il non aver mai leccato il culo a nessuno è tutt’ora il mio più grande orgoglio
        Per la “carriera” : ho sempre agito secondo scienza e coscienza. Riuscire a far bene il mio lavoro era ed è l’unico punto di riferimento. Targhe e medaglie le ho lasciate agli altri, inetti generalmente. L’unica cosa che ancora non digerisco è che il salario sia lo stesso … Peró quando, strisciando, vengono a chiedere consigli… Godo

        • jgwolf

          Ti capisco. Pensa che io non ho neanche fatto l’esame di stato dopo la laurea perch non volevo lavorare gratis per due o tre anni e poi dover far parte della medesima bolgia di ladri. Ho cercato e trovato (dopo molte traversie e difficolt) un lavoro in una diita che mi ha spedito all’estero e sono partito…non me ne sono mai pentito, anche se mi costato un sacco di sacrifici. Mia sorella invece uno dei tanti cervelli in fuga da questo sciagurato paese…ricercatrice prima in America ora in Francia

          • KnockOut

            Le radici sono radici , e la propria terra anche se una merda uno se la porta dietro sempre…Ma non si puó e non si deve tornare indietro. Sarebbe solo un suicidio. L’Italia è come il Titanic .. ormai. Spero che la mia discendenza possa fare e realizzare ciò che non è stato possibile a me : scappare a gambe levate

            • jgwolf

              Folle vero? Altrove in Europa risponde sempre per primo il proprietario del mezzo, anche per quel che concerne i punti della patente…

            • jgwolf

              I mi auguro che chi ha vent’anni oggi sia abbastanza avveduto da costruirsi un futuro magari altrove… mi spiace per l’Italia, ma oggi è la matrigna peggiore che io riesca ad immaginare!
              P.S…. la risposta precedente era per Jackilnero… purtroppo il cellulare mi ha tradito!

  • jackilnero

    Vuoi un anneddoto “simpatico” sulle assunzioni in aziende?
    Sono “emigrato” in Trentino per il posto, non per il lavoro. Ho mollato posti sottopagati in studi di consulenza e aziende deciso a vivere in una valle sperduta a costo di spalare merda o pascolare capre.
    Dopo un annetto di lavoretti qui e la, dove la laurea in Economia mi è servita a niente ( mi hanno addirittura rifiutato di proporre un posto da impiegato perchè “ero troppo qualificato, sicuramente non mi sarebbe andato bene”) è capitato un colloquio in una multiutility locale in una valle vicina.
    Ho fatto il colloquio, mentre la gente mi sparlava dell’azienda “beh non te la prendere ma non ti assumeranno, lì assumono solo parenti o raccomandati da sempre”.
    Poi mi hanno preso, e la nuova lamentela (ovviamente alle spalle) è diventata “bah, con tutta la gente del posto che sta qui, vanno a dar lavoro a un ‘talian…”
    Non sai cosa pensare…

    • jgwolf

      Io ho passato la maggior parte degli ultimi vent’anni all’estero e ti assicuro che difficilmente trovi le medesime situazioni. di gran lunga pi facile integrarsi in Norvegia che in un qualunque paesino in Italia. Se poi sei uno che rispetta le regole hai zero problemi. In Norvegia, per esempio trovano quanto meno bizzarro che qualcuno contesti una multa per eccesso di velocit…. per un italiano invece un atto dovuto

      • jackilnero

        si anche questa cosa è pazzesca hai ragione…
        “eh non possono farti il velox qui se non è segnalato che fanno i controlli”

        non ci rendiamo più nemmeno conto della tragicomicità del fatto …

        • jgwolf

          Folle vero? Altrove in Europa risponde sempre per primo il proprietario del mezzo, anche per quel che concerne i punti della patente… rispondendo dal cellulare la risposta è finita nel commento sbagliato!

  • Angel

    Concordo pienamente con l’autore, l’italia non è mai stata unita, l’italiano non ha un senso di appartenenza alla sua nazione, non se ne frega nulla, non fa nulla per tutelarla, in italia abbiamo il motto: prendi quello che puoi finche puoi, l’italiano tipo è un lavoratore che vive alla giornata, che si accontenta della briciola e che non fa nulla per migliorare le cose basta che ha il contentino che vuole (esempio ICI,IMU lo hanno votato per la stesa cavolata 2 volte), che dire se non citare un detto: ci siam fatti l’italia, ora tocca agli italiani…

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