Caduta libera

Quando hai l’impressione di vivere in un romanzo di Franz Kafka, il magnifico autore di romanzi come Il processo e Il castello vuol dire che sei messo male, o è messo male il mondo attorno a te…. oppure siete messi male tutti e due. Sperando di non fare la fine di Gregor nel racconto La metamorfosi mi limito a guardare attonito il balletto che si sta svolgendo attorno alla cosidetta compagnia di bandiera, l’Alitalia. Non ne abbiamo mai parlato in termini lusinghieri, per chi viaggia molto Alitalia da anni non rappresenta la scelta migliore, certo che quello che sta succedendo adesso ha del surreale.

Sull’orlo del fallimento nel 2007 Alitalia venne messa all’asta dal governo Prodi, asta con condizioni ridicole, basti pensare che se ne occupò l’allora ministro Bersani, tanto che alla fine nessuno osò comperare la compagnia; Air France si fece avanti nel 2008 con trattativa diretta ma l’operazione fallì sul filo di lana grazie a un’azione combinata Berlusconi-Sindacati.

La faccenda terminò, apparentemente, con la divisione in due di Alitalia, una bad-company con un paio di miliardi di Euro di debiti, pagati con i nostri soldi, e una good-company venduta per circa trecento milioni a una cordata di italiani, i cosidetti “capitani coraggiosi”. Nonostante il costo dell’operazione (Air France offriva un miliardo e settecento milioni e si sarebbe accollata i debiti) mi sentii sollevato, Alitalia era finalmente privata, e lo stato non se ne sarebbe più occupato.
Adesso la situazione catastrofica, l’anno scorso ogni giorno la compagnia ha perso 800.000 Euro, i debiti passano il miliardo e anche il 2013 si presenta male, con 200 milioni di perdite nel primo semestre, e lo stato cosa fa?
Con gli stessi argomenti della prima volta parte alla riscossa, difendiamo l’italianità, se Air France si prende Alitalia porta i turisti in Francia e non in Italia e via delirando, si bruceranno soldi pubblici per un ennesimo inutile salvataggio: prima si è pensato di far intervenire le ferrovie, adesso siamo alle poste, chissà che l’esercito della salvezza non sia interessato.

Un altro interessante esempio di socializzazione delle perdite, un altro intervento inutile, sempre con un occhio agli amici, sempre con il balletto sull’orlo del vulcano.

E pensare che quei tonti degli svizzeri nel 2001 lasciarono fallire la Swiss Air e la fecero rinascere per venderla a Lufthansa, che da allora la ha risanata, assumendo più persone di quante ve ne fossero al momento dell’acquisto… evidentemente per loro la svizzerità non è da difendere a tutti i costi.

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One response to “Caduta libera

  • jgwolf

    e’ rimasto poco da dire… le prese per il culo sono ormai quotidiane e non vedo gente realmente incazzata. Siamo ancora al “Franza o Spagna basta che se magna…” ma presto anche mangiare un paio di volte a giorno diventera’ un problema…Siamo ormai la barzelletta dei nostri colleghi (e sai quel che intendo), mentre a livello europeo destiamo “seria preoccupazione”… aka si preparano a scaricarci…e chi pensa che andra’ meglio dopo sappia che si sbaglia di grosso. Abbiamo un’economia patetica, politici improponibili, industriali che non farebbero nulla di buono neppure in un’economia super assistita…pensate io sia negativo? Aspettate qualche tempo e poi date uno sguardo al vostro conto in banca e allora vedrete qualcosa di realmente negativo…

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