Sismica in alto Adriatico e disinformazione

A volte si leggono articoli che lasciano perplessi per la banalita’ e l’assoluta superficialita’, anche su testate che fanno ancora informazione. E’ il caso dell’articolo linkato qui. Parla di perforazione e di ambiente, due cose che conosco piuttosto bene e alla prima lettura mi sono reso conto che l’articolo era quanto meno carente, ma rileggendolo ho realizzato che stava facendo disinformazione. Per chi come me crede fermamente nelle fonti rinnovabili e nella lenta, ma inevitabile diminuzione della nostra dipendenza dagli idrocarburi per quel che concerne trasporto e politica energetica questi articoli sono decisamente dannosi perche’ mistificare la realta’ non fa altro che rendere fragile la nostra posizione. Un articolo fatto un pochino meglio e’ questo, sul medesimo argomento ma con un punto di vista piu’ centrato sull’utilita’ “reale”. Entrambi a mio avviso falliscono l’obbiettivo di informare propriamente e quindi e’ il caso di fare qualche precisazione.

Nel primo articolo si fanno affermazioni con la sicurezza tipica di chi non sa. Si parla di prospezioni sismiche senza entrare nei dettagli e senza informare su come avvengono, si lascia intendere che siano iniziate da poco e che siano le responsabili della perdita dell’orientamento dei cetacei e delle tartarughe marine. Esiste una lunga serie di controversie per quel che riguarda l’uso degli air guns per la generazione di onde sismiche i cui tempi di arrivo vengono registrati dagli idrofoni trainati dalla nave per prospezioni sismiche. E’ fondamentalmente il medesimo sistema usato dai geologi dell’INGV e da quelli di altre nazioni per mappare le formazioni che si trovano sotto i fondi oceanici per costruire carte geologiche che possono poi essere usate per diversi scopi, tra cui anche la ricerca di idrocarburi. In una articolo il Blue World Institute affermava:

Attualmente stiamo cercando di ottenere tutte le informazioni sulla campagna in corso e sulle valutazioni di impatto ambientale (se presenti) fatte per questa campagna. Le indagini sismiche causano gravi conseguenze per la vita marina e in particolare per i cetacei, che sono state affrontate da molte organizzazioni scientifiche e da accordi internazionali che hanno chiamato i governi nazionali a prendere seri provvedimenti per proteggere la fauna locale (Cetacei) e a effettuare una completa e trasparente valutazione di impatto ambientale. Non ci risulta che questo stia avvenendo in Croazia. Pertanto l’attuale campagna di indagine sismica pone ancora maggiori minacce per la fauna del mare Adriatico.“

Si era nell’ottobre del 2013. Che sia vero o meno al momento non ho strumenti certi per dirlo, di certo a buon senso qualche impatto lo potrebbe avere, ma sicuramente esiste una legislazione che ne regola l’uso e ne richiede un’analisi del rischio con conseguente strategia di minimizzazione di impatto ambientale… o no? La risposta (almeno da parte mia) e’ forse si…

Banalmente “forse si” perche’ dopo aver cercato su Google e DuckDuckgo per un po’ di tempo con le chiavi di ricerca “valutazione impatto ambientale perforazioni petrolifere legislazione”, ” campagne sismica rifrazione adriatico” e simili, ho trovato un mare di polemiche e altri articoli scritti spesso in maniera approssimativa. Dopo tanto cercare sono inciampato su un’interrogazione al Senato che aveva i riferimenti normativi e la legge di riferimento pare essere :

LEGGE 9 gennaio 1991, n. 9

Norme per l’attuazione del nuovo Piano energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni fiscali. (GU n.13 del 16-1-1991 – Suppl. Ordinario n. 6 )

Questa legge parla di un po’ di tutto ma al titolo II si concentra sugli idroarburi e con varie modifiche e’ in vigore ancora oggi.

E altrove?

Ho cercato con DuckDuckGo la seguente stringa “oil and gas legislation Norway UK” e ho immediatamente ricevuto come risposta questi due siti internet governativi il primo Britannico Oil And Gas – guidance, con aggiornamento il 16/04/2014 ed il secondo di environment.no con un’analisi chiara della situazione ambientale e legislativa…

Questo molto in breve per quanto concerne la parte legislativa. Appare chiaro che nel nostro Paese sia piu’ facile fare polemica sterile piuttosto che affrontare realmente gli scenari che andrebbero regolati con leggi semplici e di facile accesso.

Il primo articolo e’ estremamente superficiale anche per quel che concerne la parte tecnologica. Afferma qualcosa tipo “…queste onde (!) insieme alle sostanze per oliare e raffreddare le trivelle, avrebbero un ruolo nella contemporanea strage…etc.ect…”

Ora, se non si conosce un argomento si hanno a mio avviso due possibilita’: o non se ne parla o ci si informa. Se si fossero informati avrebbero scoperto che le “trivelle” non si oliano e il raffreddamento e’ affidato al fango di perforazione che nelle fasi “a perdere” cioe’ quando il fango e’ lasciato sul fondo del mare, e’ costituito da una mistura di acqua di mare e argilla (bentonite), mentre nella fase con riser e BOP (blow out preventer) e’ completamente recuperato in superficie a causa anche del suo elevatissimo costo.

chart

Il grafico qua sopra e’ ripreso da environment.no e sottolinea come con l’applicazione di norme restrittive, ma di semplice applicazione la quantita’ di agenti chimici rilasciati dall’attivita’ oil and gas in Norvegia sia praticamente scesa a zero. Nel sito trovate molte altre informazioni, che certificano come l’oil and gas sia effettivamente un business inquinante, ma come l’attenzione legislativa e la responsabilita’ delle aziende coinvolte possano effettivamente ridurne l’impatto.

Altro articolo… o meglio post poco chiaro e fuorviante e’ quello che ho letto su segnalazione di un amico. In quel post si sostiene che Saipem affiderebbe la certificazione dei suoi mezzi di perforazione a compagnie con certificazioni falsificate riguardo le loro reali competenze tecniche per poter ottenere a sua volta certificazioni “farlocche” dei rig. A sostegno della tesi si afferma che i mezzi Saipem battono bandiere “di comodo” tipo Bahamas, Madera o Panama. Il problema e’ che in un campo petrolifero al cliente e piu’ ancora all’assicurazione che copre gli eventuali danni non frega gran che di quale bandiera o a quale registro navale il mezzo appartenga. Quel che conta e’ l’ente certificatore che deve essere accettato sia dal cliente sia dall’assicurazione e che spesso ha l’ultima parola sull’accettabilita’ del mezzo o di eventuali modifiche. Saipem si affida principalmente a due enti certificatori, uno e’ il DNV ed il secondo l’ABS, il primo Norvegese ed il secondo Statunitense. Entrambi sono di provata capacita’ e per ogni intervento che necessiti la loro firma richiedono le certificazioni e le licenze delle compagnie che eseguono il servizio. Devono essere quindi o certificate ABS o DNV oppure approvate dalle stesse.

Nel medesimo post si afferma che mezzi di perforazione (o MODU, mobile offshre drilling unit) non possano biddare in Norvegia se piu’ vecchie di 15 anni. Falso, lo Scarabeo 5 della Saipem e’ stato costruito all’inizio degli anni ’90 e perfora con successo per la Statoil, quel che conta e’ quanto le compagnie investano in sicurezza e protezione dell’ambiente…

Nel post purtroppo vi e’ solo un’accenno al reale problema: tutti i nostri governi degli utimi 20 anni ci hanno chiesto sacrifici e nel contempo nascondono al fisco i guadagni di una loro controllata…. quanlcuno vorrebbe porre questa domanda in Parlamento: ma perche?

Anche quest’ultimo post lascia un dubbio aperto: chi scrive (ciao Beppe) potrebbe o non conoscere bene l’argomento oppure avere un fine diverso ripetto alla mera informazione. Se cosi’ fosse saremmo di fronte ad un ulteriore tentativo di disinformazione… LO SPORT PREFERITO DAI NOSTRI POLITICI!!

Vecchi e nuovi

 

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