Lasciate stare l’orso

Un normale essere umano di solito non attacca briga con chi è più grosso di lui, meno che mai si accapiglia con animali feroci di grossa taglia.

Viene pertanto da chiedersi perché USA ed Europa se la stiano prendendo con la Russia, paese che ha come simbolo l’orso, una bestia da prendere con le molle. Del resto la storia lo ha dimostrato, Carlo XII di Svezia, Napoileone e Hitler in Russia ci hanno lasciato le penne e, volendo guardare un esempio più recente, non è che in Ossezia del sud si sia fatta una bella figura.

Allora perché mai stiamo ripetendo lo stesso percorso in Ucraina, dove si sta combattendo una guerra civile, seguita alla caduta del governo Yanukovich, tra ucraini filo occidentali e la parte di popolazione che si sente russa? L’appoggio occidentale alla causa ucraina per il momento ha portato alla secessione della Crimea, tornata nell’orbita russa, e a una guerra civile con migliaia di morti anche estranei al conflitto, come nel caso dell’abbattimento dell’aereo malese.

Per il momento l’occidente si è limitato a mettere sanzioni economiche, a dire il vero abbastanza strane, per esempio non abbiamo messo un blocco alle importazioni di gas russoe nemmeno, udite udite, alla vendita di armi ed attrezzature militari.

Sembra che questo sia dovuto alle pressioni della Francia, che sta costruendo per la Russia due portaelicotteri d’assalto classe Mistral per la marina russa, un contratto da 1,7 miliardi di Euro.

I francesi sono terrorizzati dall’eventualità che le sanzioni possano impedire la vendita della navi, cosa che darebbe un colpo non da poco alla loro già traballante economia. Già, perché l’economia europea traballa, e proprio la Francia sembra il prossimo candidato per un posto nel Club dei Piigs.

E in questa situazione noi andiamo a contrastare la Russia, rischiando di fotterci le esportazioni alimentari (ma poi anche di alta moda e tante altre cose, immagino) e di perdere turismo e investimenti, per un danno quantificabile in qualche miliardo di Euro.

Certo, anche la Russia ne avrebbe dei danni, ma loro possono acquistare in Cina quello che gli serve, e vendere alla Cina il loro gas… del resto la distanza tra Novosibirsk e Shangai è di 4.000 chilometri, quella tra Novosibirsk e Piacenza (dove ci sono i giacimenti di stoccaggio di Cortemaggiore) è di 5,000 chilometri.

Quindi noi potremmo trovarci nella spiacevole situazione di dover fare a meno del gas russo, quello libico per il momento non arriva grazie alla saggia decisione di abbattere Gheddafi, quello del Mare del Nord è in via di esaurimento come pure quello che produciamo in Adriatico… meglio non far arrabbiare gli algerini. Il bello è che il presidente Obama ci ha promesso di far arrivare il suo shale gas al posto di quello russo, e nessuno gli ha riso in faccia. Gli USA non hanno surplus di gas da esportare, non l’avranno mai e  anche se lo avessero ci vorrebbero minimo minimo 5 anni prima di vederlo arrivare.

Inutile dire che per noi le sanzioni sono controproducenti è un eufemismo non da poco, forse arriverebbero a dare la spallata finale a un’economia già in una situazione drammatica, e allora perché lo facciamo?

Non credo sia una questione di principio, il dipartimento di stato statunitense ha dichiarato che “L’Ucraina ha il diritto di far rispettare la legge“.  Bene, molto bene, ma la Serbia in Kosovo non aveva questo diritto?

La Corte Internazionale dell’Aja ha deliberato che “the adoption of the declaration of independence of the 17 February 2008 did not violate general international law because international law contains no ‘prohibition on declarations of independence”; ok, ma se il Kosovo aveva diritto all’indipendenza (e noi abbiamo bombardato la Serbia per ribadire il concetto) allora perché la Repubblica Popolare di Donetsk non ha diritto a dichiararsi indipendente?

Escludiamo l’interesse dell’Europa, escludiamo le questioni di principio, resta solo l’interesse degli Stati Uniti: isolare la Russia per loro è diventata una cera e propria ossessione, il dollaro sta perdendo la presa sull’economia mondiale, la politica estera degli ultimi anni è una lunga collezione di epic fail, l’economia americana boccheggia per cui gli USA cercano di stare a galla usando le armi della politica.

Se l’Europa ne ricava un danno questo non è un problema per Washington (anzi), il vero problema è che questo tipo di politica aggrava ala situazione statunitense, al posto di risollevarla, tra un po’ agli Stati Uniti resteranno solo le portaerei.

Il che a pensarci bene non è una gran bella cosa.

 

 

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