Urrà: affondiamo tutti

Far di Conto

Noia estiva. Guardate cosa scrivono su The Moscow Times riguardo all’affare sanzioni contro la Russia: “…The price of Urals crude oil, Russia’s key export and the lynchpin of its government finances, fell below $100 this week for the first time in more than a year, after plummeting $15 in under a month. Russia relies on hydrocarbon exports for 50 percent of its budget. Already squeezed by Western sanctions over Ukraine and balanced on the edge of recession, a sudden collapse in oil revenue looks like bad news for the economy….”. Il petrolio Ural Blend è andato sotto i 100 dollari al barile in pochi giorni; l’articolista festeggia le difficoltà di bilancio attese per il suo governo, nella speranza che una folla di russi arrabbiati mandi via a calci i governanti del momento.

Ora, sapete com’è: il greggio viaggia sulle petroliere in tutto il mondo. E’ facile da muovere, utile, potente, versatile. Tutti lo vogliono, ed ultimamente costa un occhio della testa – con gran penare di noi…

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