Job act: il voto

Attenzione, questo non è un post dedicato al Job act in sé, ma a come è andato il voto di martedì.
Apparentemente il decreto è passato per un soffio, 316 su 630 deputati sono giusto la maggioranza politica.
Ovviamente le opposizioni e la dissidenza PD ha cercato di non far passare il voto facendo mancare il numero legale, infatti 29 di loro hanno lasciato l’aula.

A questo punto passiamo dalle favole alla realtà.
C’è un sito dove le votazioni vengono riportate per intero, ecco come è andato il voto del Job act:
Andando a esaminare attentamente le cose si scopre che stranamente hanno votato si Cesare Damiano (questo un commento sul suo blog: Gentilissimo Onorevole Damiano, avevo una grande stima per la sua figura pacata ed allo stesso tempo determinata, ma ora di fronte al suo voto positivo alla legge macaronicamente chiamata Jobs Act (un titolo Italiano non si trovava vero), mi ha molto deluso.
Questa è una legge vergogna, che non risolve nulla e toglie garanzie (future) anche a chi oggi non le ha. e sopratutto è in contrasto con il Decreto Poletti, altra idiozia made PD, lei sta rinnegando la sua limpida storia politica ed io che ho criticato il ritiro di Lucia Codurelli, devo ammettere che ha avuto ragione Lei, chi ha a cuore i più deboli non può stare in questo Partito. Pazienza una persona stimata in meno.
) ed Ettore Guglielmo Epifani.
Quale Epifani, quello che è andato alla manifestazione contro il Job act?
Si, proprio lui, ma non è la sola sorpresa, a votato a favore anche…. Pierluigi Bersani, si vede in vena di bontà verso Renzi.
Tra i non PD troviamo i voti favorevoli di Enrico Corsaro (Fratelli d’Italia) e di Rudi Franco Marguerettaz (Lega Nord), per un momento dismessi i panni della fiera opposizione hanno dato l’OK per il temuto Jobs act.
E non è che magari qualcuno è rimasto in aula sarebbe potuto uscire?
In effetti quattro sono rimasti in aula, tra loro Luca Pastorino e Giuseppe Civati, votando con alterigia il loro no al deleterio provvedimento ma garantendo, assieme a qualche esponente della fintopposizione, il numero legale.
Bene, qualcuno pensa che ci siano ancora opposizione o dissidio tra i nostri politici, oppure siano d’accordo per fotterci ancora e ancora?

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