Equivoci: riflessioni su quel che ci accade attorno

Cominciamo con Milano. Per mesi (anni?) si è miagolato contro l’EXPO e tutte le mangerie ad esso connesse. Appalti “poco trasparenti”, personaggi improbabili coinvolti e via discorrendo. I soliti noti hanno gestito la giostra e nonostante i soldi spesi non sono manco riusciti a terminare i lavori per tempo… o almeno così ci raccontano le news. Poi il giorno dell’apertura un bel corteo di no EXPO. Fin qui tutto bene, ogni persona in un paese civile ha il diritto di dissentire: al contrario dei “fanatici della poltrona” credo che il dissenso, se propriamente usato, faccia crescere un Paese. La repressione del dissenso invece precipita una Nazione nell’apatia sociale. Ma ovviamente vogliamo farci mancare gli idioti? Ovviamente no… e via di “black block”. Che cosa siano poi questi black block pare che nessuno davvero lo sappia. Ho chiesto a conoscenti e colleghi e le risposte sono state ricreative. Da non meglio specificati “gruppi antagonisti” (qui si apre un’altra domanta: cosa sono i gruppi antagonisti…) a perdigiorno “che non sanno che cazzo altro fare…” Il più simpatico è stato un collega che ha affermato trattarsi del braccio armato delle organizzazioni anarchiche. L’ho fissato per un attimo e poi gli ho chiesto se conoscesse il significato dell’espressione “contraddizione in termini”. Ovviamente no… e quindi gli ho chiesto se non gli sembrasse strano immaginare un’organizzazione di anarchici… ha continuato a fissarmi senza capire. Ho provato a tradurre Anarchia=senza capi, Organizzazione=gerarchia. Ma vabbè… amen. Comunque una manica di mentecatti organizzati chissà da chi ha messo a ferro e fuoco Milano. Le forze dell’ordine non hanno potuto fare gran chè visto che questi vigliacchi pare si mantenessero ben all’interno del corteo evitando di esporsi alle possibili cariche degli agenti. Almeno questa volta abbiamo evitato che gente colpevole solo di manifestare pacificamente la propria idea venisse pestata brutalmente da personaggi che portano disonore alla loro uniforme…Mi vien da pensare che l’unico risultato dei black block sarà rendere più difficile alla gente comune manifestare pacificamente visto che non si riesce ad evitare infiltrazioni. Un bell’aiuto a chi vorrebbe schiacciare il dissenso, ma forse è solo teoria del complotto.

Nel frattempo a Baltimora dei poliziotti pestano a morte un americano di pelle nera, o come piace tanto definirli “afroamericano”. Pare che agli Americani piaccia mantenere e sottolineare le differenze, quindi vai di ispanici, italoamericani, afroamericani e chissà quante altre bizzarre definizioni, comunque Wikipedia aiuta a far chiarezza… Quel che ne esce è una Nazione che si unisce solo contro gli altri, ma che risulta talmente divisa e ipersensibile che basta sbagliare una definizione per trovarsi nei guai. Le differenze si stanno approfondendo tanto che a vedere tutti i casini che sta combinando la polizia mi son domandato: “ma come scelgono i poliziotti da quelle parti?” Una prima risposta me l’ha data questo articolo del New York Times. Si afferma che In hundreds of police departments across the country, the percentage of whites on the force is more than 30 percentage points higher than in the communities they serve, according to an analysis of a government survey of police departmentsIn pratica la composizione raziale delle forze dell’ordine non riflette la composizione raziale del territorio in cui operano. I casi sono due: o in maggioranza bianchi chiedono di entrare nella polizia, oppure vengono scelti preferibilmente i bianchi… Il risultato è comunque che da una parte la polizia non si identifica con il territorio e dall’altra la società vive considerandosi “diversa” a seconda del gruppo etnico. Sarò sciocco o un po’ ingenuo, ma ho sempre creduto che una Nazione possa essere multiraziale, ma non possa essere multietnica, per definizione. Etnia deriva dal greco e indica una comunità  caratterizzata da omogeneità di lingua, cultura, tradizioni e memorie storiche, stanziata tradizionalmente su un determinato territorio. Il processo evolutivo di una società consiste nel costruire un corpus di tradizioni, memorie storiche e lingua comuni, trasformando varie etnie in una Nazione. Se volete è quanto accade in Italia: pur avendo avuto una storia “spezzettata” per 13 secoli, stiamo ricostruendo la nostra identità nazionale, non senza difficoltà. In America pare invece che non ci stiano riuscendo e le tensioni cominciano a minarne la stabilità. Da qualche parte ho anche letto che il giudice abbia accolto la richiesta della piazza di incriminare i poliziotti, ma poi abbia pensato bene di mandarli fuori su cauzione in attesa del processo. Domanda: quanto sarà la cauzione per l’accusa di omicidio? Come la paganno dei poliziotti che mediamente guadagnano attorno ai 50 mila dollari all’anno? Chi la paga per loro?

Torniamo in lidi più vicini a noi: le spiagge del mediterraneo. Un fiume in piena di disperati ci si getta dentro ogni notte e dopo poche miglia lancia un SOS che viene raccolto dalla Guardia Costiera Italiana che provvede a dare un passaggio verso l’Europa. Nessuno nota nulla di strano? E’ diventato relativamente facile lasciare l’Africa centro-occidentale per approdare in Europa, ora la voce è che una volta pagati gli scafisti il resto è semplice… Per gente disperata o propriamente motivata affrontare una viaggio come quello non è poi così difficile: in fondo la vita è molto dura anche nei paesi di origine quindi non si vede la differenza! Non credo che in molti abbiano visto Lagos o Port Harcourt o Luanda. Le condizioni di vita della maggiorparte della popolazione sono terribili e ciò che per noi è normale, per molti abitanti di quelle zone semplicemente non esiste. Per noi rubinetto significa acqua, frigorifero significa cibo mentre le strade sono sicure e nelle città si può camminare con una certa sicurezza. Vengono in Europa perché nei paesi di origine si vive da schifo, sono abituati a costruirsi un riparo dove riescono e a vivere con quel che trovano. Qui non trovano molto di meglio, in Paesi dove la disoccupazione è al 13%, ma sono attrezzati per sopravvivere così come le nostre regole ed il nostro buonismo non sono in grado di porre un freno alla situazione. In Libia non esiste un governo con cui interfacciarci, visto che abbiamo sostituito un dittatore sanguinario con una guerra civile altrettanto sanguinaria e i nostri interessi in Africa centrale ora che siamo riusciti a “litigare” con la Russia sono troppi per poter fare la voce grossa con i governi di quei posti, quindi non c’è molto che possiamo fare “politicamente” per fermare il flusso… Nel frattempo il Parco del Ticino si riempie di baracchette e di tende dove immigrati più o meno regolari passano la notte e in generale “abitano” senza un reale controllo diventando un buon bacino di raccolta per la malavita, sia italiana, sia importata. Siccome queste le ho notate andando a correre verso Torre D’isola l’ultima volta che sono stato in Italia, posterò una foto appena ci ritorno, giusto per completezza.

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