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Europa: Fine di un Sogno (?)

Qualche giorno fa leggevo un articolo il cui succo era più o meno: l’Europa ha fallito perché si è preteso di mettere assieme popoli che non hanno nulla in comune (cultura, lingua, etc…) usando la moneta unica. Lo vedo come un fulgido esempio di mezza verità demagogica.

Se infatti è ormai chiaro a moltissimi (credo a tutti, anche ai difensori ad oltranza) che la pretesa di tenere in piedi un’unione basandola sulla moneta unica e sulla finanza è miseramente fallita e che l’accanimento terapeutico con cui si cerca di farla sopravvivere avrà solo conseguenze negative per la popolazione, dovrebbe altresì essere chiaro che affermare che il popoli che vanno dal Portogallo alla Polonia e dalla Svezia all’Italia hanno storie e cultura diverse è quantomeno una forzatura.

Basterebbe prendere in mano un buon libro di storia e storiografia per scoprire quanto profondi ed intricati siano i rapporti tra popolazioni di stati confinanti, ma anche come esitano relazioni importanti tra popoli lontani, come per esempio Irlandesi e abitanti di Bobbio o San Colombano al Lambro

Se poi chi scrive articoli a caso avesse anche voglia di viaggiare e passasse da Strasburgo, dove le ferite della Prima Guerra Mondiale sono state sostituite da un ponte, oppure di andare a Varzo dove spesso si trovano più auto con targa svizzera di quelle Italiane.

La mia esperienza parla di campanilismo tipico dei piccoli paesi, ma anche di rapporti stretti con la gente che attraversava i passi per portare merci e novità provenienti dal mare. Le genti Europee sono cresciute fianco a fianco per generazioni, scambiandosi notizie, invenzioni, visioni del futuro. Purtroppo si sono anche scontrate in sanguinosi conflitti,. Anche i Cantoni e le Città libere Elvetiche hanno una storia di scontri anche estremamente cruenti, ma questo non ha impedito loro di formare una Confederazione con un solido senso di appartenenza. Sarebbe stato il caso di partire dalla gente per costruire una federazione. La moneta unica sarebbe stata solo una comoda necessità e non una forzatura economica

Sarebbe ora il caso di porsi alcune domande tipo a chi serve un Europa debole e governata dalle lobby, oppure fino a che punto la classe politica media rifletta veramente le necessità e le aspettative dei cittadini, ma le risposte, pur essendo spesso ovvie ed alla luce del sole, vengono accuratamente evitate…


Cornuti e Maziati

Dunque… guardate un po’ Cameron in Parlamento, non solo noi italioti siamo dei pirla che si beccano un sacco di disgraziati, ma come se questo non bastasse siamo pure i coglioni che non li controllano… Sarà anche vero, ma direi che sarebe lecito aspettarsi un po’ più di aiuto da parte dei partner europei.

In Grecia intanto le istituzioni finanziarie europee affermano che il governo dovrebbe tagliare maggiormente le pensioni, tagliare la sanità, aumentare le aliquote i.v.a. e non rompere le palle alle aziende che fatturano più di 500k euro. Il debito creato ad arte alle banche facendo credere alla gente che potevano vivere di debiti dovrà essere pagato dai più deboli….

Questa non è l’Europa che ho sostenuto fin da ragazzino… questa è una merda governata dalle banche e dobbiamo uscirne il più in fretta possibile… solo l’Europa delle persone potrebbe salvarci… non questi miserabili in giacca e cravatta!

Non ho ancora sentito ne Francia ne UK dire se l’Italia non riesce a gestire l’influsso ci pensiamo noi… noooo ci pensino quei coglioni mangiaspaghettichitarraemandolino!


Viene una tormenta

Non parliamo di fantascienza in questo articolo… o forse si, la notizia che il debito pubblico italiano è arrivato alla cifra record di 2.168,4 miliardi di Euro è qualcosa di talmente fantastico che non sfigurerebbe sulle pagine di Urania.

Invece è tutto vero, ma siccome i numeri nascondono al loro interno tanti segreti vale la pena di guardare un po’ più a fondo la composizione di questo debito; 195 miliardi sono dovuti alle riserve del Ministero del Tesoro, ovvero i liquidi tenuti in cassa per la spese correnti. Questo ha senso, chi di noi non tiene in tasca o in casa un po’ di soldi liquidi, magari anche solo qualche decina di Euro?

Quello che fa impressione è l’entità di questa somma, a fronte di entrate tributarie 2013 di circa 424 miliardi di Euro ci sono scorte per 105 miliardi….quasi il 25% delle entrate, come se voi guadagnate 40.000 Euro all’anno e ne teneste in casa 10.000. Quello che poi fa pensare è il ritmo dell’aumento di queste scorte, un anno fa le riserve erano poco meno di 77 miliardi, quindi in un anno si sono incrementate di quasi il 50%, e sono riserve costituite facendo debito (in effetti nel calcolo del debito totale queste somme andrebbero detratte, il debito passerebbe pertanto  da 2.168,4 a 2.063,4 miliardi).

La domanda è perché il Tesoro accumula queste somme?

Dico subito che per i tecnici del Tesoro ho il massimo rispetto, sono da sempre gestori abilissimi del debito pubblico italiano, per dire quest’anno, in cui miracolosamente i nostri BTP hanno tassi bassi come se fossero merce di pregio e non roba avariata, hanno piazzato gran parte del debito nella prima metà dell’anno, allungandone la vita media, come da programma.

Credo che il Tesoro stia mettendo fieno in cascina seguendo i dettami del primo economista della storia, Giuseppe figlio di Giacobbe, siamo in un periodo di vacche grasse (per chi deve fare debito, visti i tassi molto bassi), ma potrebbe essere che tra un po’ spread e tassi inizino a risalire, e allora avere scorte consistenti può permetterti di comprarti il tuo debito se l’asta va deserta o diradare le aste per un certo periodo o fare dell’altro.

In definitiva “Viene una tormenta”, Sarah Connors lo sapeva, e anche il Ministero del Tesoro… e non credo passeranno sette anni prima che ce ne accorgiamo tutti.

 


Il mezedhes è servito

Una ricca serie di piatti, da 15 a 25, costituisce il mezrdhes, antipasto (si fa per dire) cipriota a base di formaggio, carne, pesce, verdure e salse gustose. Molto meno gustoso il boccone che hanno dovuto mandare giù i depositari di un conto corrente in una banca cipriota: il governo di Cipro ha imposto  un prelievo forzoso del 6,75% sui depositi sotto i 100.000 euro e del 9,90% per le cifre al di sopra dei 100mila euro. Naturalmente noi italiani non ci facciamo certo precedere da nessuno, già nel 1992 il governo, presieduto da Giuliano Amato, prelevò forzatamente dai conti correnti lo 0.6%.

Tuttavia adesso stiamo parlando di ben altro importo, e soprattutto un atto imposto dalla BCE, la banca centrale europea, come condizione per un prestito destinato a salvare Cipro. Probabilmente si sono voluti colpire i ricchi oligarchi russi che hanno numerosi depositi nelle banche dell’isola, e magari ci si è anche riusciti, ma gli “effetti collaterali” presumo saranno gravi.

Intanto i milionari russi leveranno le tende, aggravando la crisi delle banche cipriote, poi una volta fatto il prelievo forzoso costituisce un precedente, molti correntisti dei paesi inguaiati, come noi per esempio, cercheranno un porto sicuro per i propri soldi, magari il materasso, o una banca in un paese più solido.

La risposta degli euroburocrati è tranquillizzante, secondo loro la situazione di Cipro è unica, in pratica questo è un caso destinato a non ripetersi…. tranquillizzante, in effetti, se non ricordassimo le immense balle raccontate sulla Grecia e sul suo salvataggio.

Credo che questo atto insensato, che frutterà al massimo sei miliardi di Euro, sarà la palla di neve che fa iniziare la valanga, un antipasto di quello che aspetta anche noi, magari conviene non farsi beccare con i soldi sui conti correnti, a buon intenditor…


La Fornero la spara grossa

Questa volta è Elsa Fornero, ministro del Welfare, a spararla grossa: ”Il governo ha risanato il Paese. Ora tocca alle imprese”.

Sul vocabolario il verbo “risanare” ha diversi significati, quello che ci interessa è questo:

In economia, r. bancario, economico, finanziario, processo naturale o, più frequentemente, insieme di provvedimenti miranti, rispettivamente, a ridare liquidità ed efficienza al sistema creditizio, a permettere la ripresa economica, a equilibrare il bilancio. (vocabolario online Treccani)

L’opera del governo dovrebbe essere riferita al bilancio dello stato, e apparentemente ci siamo, infatti il 18 aprile scorso è stata inserita nella Costituzione, mediante una modifica all’articolo 81, questa frase: «Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico».

Quindi abbiamo il pareggio di bilancio assicurato, giusto?

Sbagliato, perché equilibrio non vuol dire la stessa cosa di pareggio, ricorrendo ancora al vocabolario Treccani scopriamo che l’equilibrio è “proporzione fra le parti, esatta distribuzione dei varî componenti di un insieme”, mentre il pareggio è “In contabilità, l’uguaglianza dei totali delle due sezioni di un conto o prospetto contabile (situazione, bilancio, ecc.): raggiungere il p.; più propriam. il termine è usato nelle aziende pubbliche per esprimere l’uguaglianza delle entrate e uscite previste: tendere al p. del bilancio statale.”.

Quindi il bilancio può essere in equilibrio anche con un passivo (se volete farvi venire il mal di testa andate a vedere questa sentenza della Corte Costituzionale in proposito), ma quanto può essere grande questo passivo?

A voler vedere un’indicazione ci sarebbe, il fiscal compact, ratificato da poco dall’Italia, prevede un deficit strutturale non superiore allo 0,50% del PIL, il che nel nostro caso significa circa 8 miliardi di Euro; in parole povere è come se una famiglia avesse 200.000 Euro di debiti, 160.000 Euro di entrate e tutti gli anni il suo debito aumentasse di 800 Euro.

Un certo equilibrio ci sarebbe di certo, ma sta di fatto che il debito non diminuirebbe di certo, per di più non si ha la certezza che le entrate e gli interessi sui debiti rimangano stabili, ma il peggio è che non si rispetterà nemmeno il parametro definito dal fiscal compact, secondo la Banca d’Italia si andrà a più del triplo, cioé a 27 miliardi di disavanzo nel 2013.

E sono 2,700 gli Euro di debito che la nostra famiglia dovrà cercare sul mercato, assieme ad altri 40.000 Euro in scadenza da rinnovare… tra l’altro il fiscal compact, votato entusiasticamente ma senza che lo leggessero tutti, prevede anche che il debito venga ridotto di un ventesimo ogni anno, sino ad arrivare a un rapporto debito/PIL del 60%, per cui a partire dal 2013 l’Italia dovrà diminuire ogni anno il suo debito di 40 miliardi di Euro all’anno per venti anni, altro che pareggio.

Impresa ovviamente impossibile, dopo la Kattifa Germania, i Kattifi efasori arrivano le Kattife impreze, che se non investono impediranno al prode governo di salvare l’Italia.

Io sono terrorizzato da quello che succederà a settembre, vedremo quante imprese riapriranno, altro che investire, bisognerà pensare a salvare la pelle in un mercato interno sempre più asfittico e con un’economia globale terribilmente vicina allo stallo.

Cara Elsa Fornero, perché invece di spararle grosse non pensi a togliere i privilegi alla classe politica, a colpire i corrotti, a fermare le ruberie,  a togliere un po’ delle pastoie che rendono il fare impresa difficilissimo e a mettere un freno alla spesa improduttiva?

Ecco, questo magari potrebbe essere qualcosa che porta sulla strada del risanamento, quello vero.

 


Siamo in guerra, ma per davvero?

Il nostro predelcons ha dichiarato che l’evasione fiscale “produce un grosso danno nella percezione del paese all’estero. Io penso che l’Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno stato di guerra”.

Opperbacco, magari è per questo che i finanzieri sono armati, eravamo in guerra e non ce ne eravamo nemmeno accorti, meno male che Monti ce lo ha ricordato. Che l’evasione fiscale sia un grosso problema è evidente, in un paese civile le tasse andrebbero pagate, ma di chi è la responsabilità per questo stato di cose?

Apparentemente dei cittadini, sono loro che non pagano, e questo è certamente vero, nel nostro paese chi non paga le tasse non è visto come un delinquente ma come un furbo, uno che sa come si vive, tuttavia non sono rose e fiori nemmeno negli altri paesi, “Nessuno è patriottico quando si tratta di pagare le tasse”, come ci ricorda George Orwell.

I cittadini non sembrano propensi a pagare le tasse, quindi, ma lo stato ha fatto la sua parte?

Evidentemente no, si è limitato a fare dei debiti e ad aumentare le tasse, vessando gli onesti e premiando gli evasori, in questo la Finanza ha fatto la sua parte, naturalmente.

Ma adesso è arrivato il momento di cambiare, inizia la guerra di Monti all’evasione, blitz della finanza, caccia spietata, tolleranza zero…. o no?

Purtroppo le guerre non vanno solo dichiarate, ma bisogna combatterle, e su questa volontà ho qualche serio dubbio, prima di tutto il nostro presdelcons ci ha messo sei mesi per informarsi sui capitali illeciti detenuti in Svizzera, la trattativa è partita in giugno e sta faticosamente procedendo, quando finirà credo che in Svizzera saranno rimasti solo i buchi dell’Emmental, i soldini degli amici saranno in qualche altro paradiso fiscale. E pensare che si trattava di un bel gruzzoletto che sarebbe arrivato senza particolare fatica, ma evidentemente la guerra all’evasione non deve essere totale.

Inoltre, a parte i roboanti proclami e i blitz della GDF, non sembra ci siano poi quei grossi effetti sui conti pubblici, secondo l’Istat nel 2008 l’evasione fiscale valeva 275 miliardi, in questi mesi di guerra guerreggiata non sembrerebbe impossibile recuperare almeno 55 miliardi all’anno, un venti per cento del totale, mentre le cose sembrano andare molto peggio: nei primi quattro mesi del 2012 sono emersi 6 miliardi di Euro di evasione, diciotto miliardi su base annua, di questo passo temo che non arriveremo tanto presto a sconfiggere gli evasori.

Terzo punto le sanzioni, mentre Corrado Passera invoca la gogna per gli evasori non mi pare si stia facendo nulla sul piano legislativo per mettere alla frusta chi evade, il 27 giugno la Commissione Europea ha emesso un pacchetto di misure contro l’evasione, vediamo quanto tempo ci metterà il presdelcons per recepirle e metterle in atto.

Resta in sospeso una domanda, perché Monti agita la guerra agli evasori se non sembra intenzionato a colpire quelli grossi e cattivi?

La risposta sta nell’andamento terribile dell’economia e del debito pubblico, nemmeno nella fantasiosa e ottimistica tabella dell’Istat riportata sotto raggiungeremo il pareggio di bilancio nel 2013, ma la realtà è ben peggiore, il PIL al 2012 sembrerebbe attestarsi al 2,5% e pensare che diventi positivo nel 2013 è illusorio, non ci crede nemmeno il FMI.

Quanto al prezzo del petrolio e i dati relativi alle banche tutto può succedere, magari sbarcano gli alieni e ci portano tanti soldi, chissà.

Monti ha semplicemente bisogno di un capro espiatorio per il suo fallimento, la Kattifa Germaia non basta, allora il Kattifo Efasore potrebbe dare una mano, in realtà a essere tartassati saranno sempre i soliti e qualche pesce non molto grosso che ora pagherà le tasse.

Intanto si avvicina un gelido settembre, e temo che molti cancelli chiusi di officine e fabbriche, molte saracinesche di negozi resteranno chiusi, per colpa degli evasori, naturalmente.


Come ho portato i soldi in Svizzera – parte seconda

Mentre l’estate avanza inesorabile il balletto attorno alla crisi si ferma per un po’, senza però che si sia intraveda alcuna soluzione positiva, almeno a breve termine; si sta studiando un piano abbatti-debito che nelle intenzioni del governo porterebbe finalmente a una riduzione del nostro enorme disavanzo, mi vengono in mente due considerazioni cattivelle.

La prima è che se spendo più di quello che guadagno in ogni caso vendere l’auto, l’orologio e la casa mi darà un sollievo sul breve periodo, poi peggiorerà la mia situazione, il che a ben guardare è quanto successo con l’Euro, abbiamo risparmiato una baraccata di soldi grazie ai tassi contenuti che pagavamo grazie alla moneta unica, ma i nostri politici li hanno sprecati e adesso siamo messi peggio di prima.

La seconda è che vendere adesso significa svendere, dopo aver fatto diminuire il valore degli immobili e delle aziende metterli sul mercato non mi pare un’idea tanto buona, o magari è buona per gli amici che possono comperare.

E quando parlo di vendere mi riferisco anche alla ventilata creazione di un fondo immobiliare, se lo diamo come garanzia dei nostri debiti indovinate un po’ che fine farà?

Io penso che la situazione sia disperata, con un PIL in discesa al 2,5% e un crollo del 7% della produzione industriale, anche la tanto osannata “spending review” ha partorito un topolino, e non ha toccato le immense aree di privilegio; qualcuno parla di mettere l’oro della Banca d’italia a garanzia del fondo taglia debito, altri tassare i fondi cifrati in Svizzera, dopo aver lasciato il tempo agli amici di andarsene, ovviamente, e prima di andare in vacanza Monti ha incontrato Fini per avvertirlo di una possibile convocazione della camera in caso di attacco speculativo.

E questo per essere pronti a chiedere l’intervento del fondo salvastati, per dire di come la situazione sia veramente da brividi, la possibilità di interventi come prestiti forzosi o megapatrimoniali cresce in continuazione.

Ma chi ha portato i soldi fuori dall’area Euro può stare relativamente tranquillo, almeno quelli non possono essere bloccati e fatti confluire nell’enorme calderone del nostro debito.

Quali sono però gli obblighi e le tasse che un cittadino con un conto non cifrato in Svizzera deve rispettare?

Prima di tutto c’è l’obbligo della dichiarazione, ovvero i movimenti e le somme detenute al 31 dicembre sul conto vanno dichiarati nella denuncia dei redditi, nel riquadro RW.

Le rendite finanziarie sono assogettate all’imposta del 20%, se si sono pagate delle tasse in Svizzera si può usufruire del credito d’imposta.

Inoltre il decreto “Salva Italia” ha introdotto una tassa sul patrimonio detenuto nei paesi esteri, pari all’uno per mille nel 2011/2012 e all’uno e mezzo per mille dal 2013 in poi, con un minimo di 34,20 Euro, un’imposta tutto sommato contenuta, almeno per ora, che ricalca quella che si paga in Italia.

Qindi da un punto di vista fiscale non si risparmia nulla, non c’è differenza tra quanto si paga in una banca italiana, la differenza sta nel fatto che le banche svizzere resterebbero aperte anche in caso di blocco delle banche italiane.

E’ evidente che il blocco delle banche è un’ipotesi estrema, vi si ricorrerebbe solo nel caso di uscita dall’Euro del paese, il venerdì notte si annuncia la chiusura per una settimana e quando le banche riaprono ci si ritrova con la Lira.

Se credete che questa sarà la nostra fine allora l’opzione Svizzera la dovreste prendere in considerazione, io sono pessimista per natura, e del resto i cigni neri ultimamente saltano fuori un po’ troppo spesso per i miei gusti.

 

 

 


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