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Bruxelles 22.03.2016

bandiera-belgio

Your bombs won’t be enough, neither will be your hate, you will never win.

I don’t know who killed again in Bruxelles, I don’t know the face of the puppetmasters, I don’t know their real reasons. I don’t know if the kamikaze really hates our freedom, I don’t know if they are just feeding me with bullshit.

What I know is that persons whose only sin was being free have been torn apart by the blast of a bomb carried by a guest of Europe or maybe from a stepson of my same land…

These bombs have torn apart not only bodies but also our sense of security. What must not happend is to trade our freedom in exchange of crumbs of security: freedom is the most precious of all gifts from our ancestors

Whoever you are we will stand ground, you will not have to look far for us. We will be here waiting for you!

 

Non basteranno le vostre bombe, non basterà il vostro odio, voi non ci avrete mai.

Non so chi ha ucciso ancora a Bruxselles, non conosco i volti dei mandanti, non conosco i loro veri scopi. Non so se chi si è fatto saltare odia veramente la libertà Europea, non so se mi stanno raccontando solo un mucchio di balle…

Quel che so è che persone che avevano solo la colpa di essere libere sono state dilaniate dalla bomba portata da una persona che era nostra ospite, forse addirittura figlia adottiva della stessa terra…

Quelle bombe non hanno dilaniato solo i corpi dei nostri concittadini, ma hanno scavato un profondo solco dentro il nostro senso di sicurezza. Quello che non dovrà succedere sarà accettare di cedere la nostra più grande conquista, essere Europei liberi, in cambio di una coperta di Linus che ci dia qualche briciola di falsa sicurezza

Chiunque voi siate ci troverete qui, non dovrete cercare molto lontano. Noi vi aspettiamo

 


Confusione

Che poi uno dovrebbe farsi le domande prima di cercare le risposte. Tipo ma a chi serve veramente sparare a Parigi? A chi porta vantaggio fare la voce grossa in Europa urlando “vi ammaziamo tutti, non siete sicuri neppure al cesso”?

Cioè, se io fossi un capoccia dell’ISIS non penso che cercherei di attirarmi addosso troppe attenzioni. Se decapito qualche povero diavolo in Siria o in Iraq è probabile che ad incazzarsi siano i Siriani o gli Iracheni… e al limite la gestiamo tra di noi, ma se rompo le palle ai Francesi a casa loro non corro il rischio di trovarmi addosso la Legione? Se io fossi uno di quei capi clan che gestiscono l’ISIS oggi avrei paura di aver svegliato il cane che dorme, di trovarmi attaccato da un sacco di soldati incazzati duri che arrivano con aerei e carri armati e mi fanno il culo a strisce… e invece rimango li a guardare quei pirla di Europei che discutono su come gestire il flusso di migranti che (almeno così dicono tutti) è stato provocato anche dalle violenze dell’ISIS. E sono così ridicoli da pensare di chiudere le frontiere… interne. Perché così chi se li becca se li tiene… o così pensano loro. E sogghigno vedendo la Francia che diventa uno stato di polizia, la Germania che giustifica tutti quei migranti con la necessità di nuova forza lavoro,alla faccia della disoccupazione… e l’Italia, la più ridicola del gruppo che dopo aver sbraitato contro Schengen ora frigna perché con le frontiere chiuse si becca un sacco di disgraziati…

E così mi chiedo ancora a chi serva veramente un’Europa fatta a pezzi, con politici che in Italia parlano di terapia d’urto per abbattere il debito con privatizzazioni ultra e svendita di beni statali… e vedo i cittadini pigolare tra una moviola e l’altra, la Germania che ancora non sa bene cosa le stia succedendo e la Francia che abbaia ma ha paura a dar seguito alle minacce…

E così i migranti continuano a migrare, mica in Russia… ma in Europa, le frontiere vacillano, i politici cazzeggiano… e i cittadini credono veramente che i morti di Parigi servano all’ISIS…

La domada vera è: A chi serve veramente l’ISIS?


Rimanete a casa… al sicuro…

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Rimanete a casa, al sicuro, non uscite che l’uomo nero vi porta via! Ci saranno altri attentati (Manuel Vals, cit.), i cattivi vi braccheranno fin quasi ai vostri comodi divani, se non vi affidate a noi che in cambio di obbedienza e consenso vi possiamo dare la sicurezza.

Non muovetevi

Non discutete

Non fatevi domande

ma soprattutto non resistete!

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Cambiamola questa inutile Costituzione pacifista!

Ci pensiamo noi… voi dovete solo rimanere accanto al vostro amato telecomando, terrorizzati ma sicuri.

Evitate i luoghi pubblici e fidatevi di noi. Noi sappiamo di cosa avete bisogno!

E soprattutto non pensiate di poter tornare a vivere come prima:

meno liberi, più sicuri, da oggi questo è il motto.

Totalmente sotto controllo e totalmente sicuri…

La libertà uccide…

 

 


Confusione ai confini ed entro i confini pure peggio

L’Europa non ha la forza e men che meno il coraggio di porre rimedio alle situazioni che generano i flussi migratori… E quindi si è deciso di mettere una pezza peggiore del buco.
Correte, correte i cancelli sono aperti!
Non abbiamo soldi per sostenere il sistema sociale, tagliamo i servizi a chi paga le tasse… Ma pretendiamo di accogliere centinaia di migliaia di profughi.
Quanto tempo passerà prima dei primi scontri?
Questa situazione è una bomba sociale ad orologeria…
Chi se ne prenderà la responsabilità?


Cornuti e Maziati

Dunque… guardate un po’ Cameron in Parlamento, non solo noi italioti siamo dei pirla che si beccano un sacco di disgraziati, ma come se questo non bastasse siamo pure i coglioni che non li controllano… Sarà anche vero, ma direi che sarebe lecito aspettarsi un po’ più di aiuto da parte dei partner europei.

In Grecia intanto le istituzioni finanziarie europee affermano che il governo dovrebbe tagliare maggiormente le pensioni, tagliare la sanità, aumentare le aliquote i.v.a. e non rompere le palle alle aziende che fatturano più di 500k euro. Il debito creato ad arte alle banche facendo credere alla gente che potevano vivere di debiti dovrà essere pagato dai più deboli….

Questa non è l’Europa che ho sostenuto fin da ragazzino… questa è una merda governata dalle banche e dobbiamo uscirne il più in fretta possibile… solo l’Europa delle persone potrebbe salvarci… non questi miserabili in giacca e cravatta!

Non ho ancora sentito ne Francia ne UK dire se l’Italia non riesce a gestire l’influsso ci pensiamo noi… noooo ci pensino quei coglioni mangiaspaghettichitarraemandolino!


Equivoci: riflessioni su quel che ci accade attorno

Cominciamo con Milano. Per mesi (anni?) si è miagolato contro l’EXPO e tutte le mangerie ad esso connesse. Appalti “poco trasparenti”, personaggi improbabili coinvolti e via discorrendo. I soliti noti hanno gestito la giostra e nonostante i soldi spesi non sono manco riusciti a terminare i lavori per tempo… o almeno così ci raccontano le news. Poi il giorno dell’apertura un bel corteo di no EXPO. Fin qui tutto bene, ogni persona in un paese civile ha il diritto di dissentire: al contrario dei “fanatici della poltrona” credo che il dissenso, se propriamente usato, faccia crescere un Paese. La repressione del dissenso invece precipita una Nazione nell’apatia sociale. Ma ovviamente vogliamo farci mancare gli idioti? Ovviamente no… e via di “black block”. Che cosa siano poi questi black block pare che nessuno davvero lo sappia. Ho chiesto a conoscenti e colleghi e le risposte sono state ricreative. Da non meglio specificati “gruppi antagonisti” (qui si apre un’altra domanta: cosa sono i gruppi antagonisti…) a perdigiorno “che non sanno che cazzo altro fare…” Il più simpatico è stato un collega che ha affermato trattarsi del braccio armato delle organizzazioni anarchiche. L’ho fissato per un attimo e poi gli ho chiesto se conoscesse il significato dell’espressione “contraddizione in termini”. Ovviamente no… e quindi gli ho chiesto se non gli sembrasse strano immaginare un’organizzazione di anarchici… ha continuato a fissarmi senza capire. Ho provato a tradurre Anarchia=senza capi, Organizzazione=gerarchia. Ma vabbè… amen. Comunque una manica di mentecatti organizzati chissà da chi ha messo a ferro e fuoco Milano. Le forze dell’ordine non hanno potuto fare gran chè visto che questi vigliacchi pare si mantenessero ben all’interno del corteo evitando di esporsi alle possibili cariche degli agenti. Almeno questa volta abbiamo evitato che gente colpevole solo di manifestare pacificamente la propria idea venisse pestata brutalmente da personaggi che portano disonore alla loro uniforme…Mi vien da pensare che l’unico risultato dei black block sarà rendere più difficile alla gente comune manifestare pacificamente visto che non si riesce ad evitare infiltrazioni. Un bell’aiuto a chi vorrebbe schiacciare il dissenso, ma forse è solo teoria del complotto.

Nel frattempo a Baltimora dei poliziotti pestano a morte un americano di pelle nera, o come piace tanto definirli “afroamericano”. Pare che agli Americani piaccia mantenere e sottolineare le differenze, quindi vai di ispanici, italoamericani, afroamericani e chissà quante altre bizzarre definizioni, comunque Wikipedia aiuta a far chiarezza… Quel che ne esce è una Nazione che si unisce solo contro gli altri, ma che risulta talmente divisa e ipersensibile che basta sbagliare una definizione per trovarsi nei guai. Le differenze si stanno approfondendo tanto che a vedere tutti i casini che sta combinando la polizia mi son domandato: “ma come scelgono i poliziotti da quelle parti?” Una prima risposta me l’ha data questo articolo del New York Times. Si afferma che In hundreds of police departments across the country, the percentage of whites on the force is more than 30 percentage points higher than in the communities they serve, according to an analysis of a government survey of police departmentsIn pratica la composizione raziale delle forze dell’ordine non riflette la composizione raziale del territorio in cui operano. I casi sono due: o in maggioranza bianchi chiedono di entrare nella polizia, oppure vengono scelti preferibilmente i bianchi… Il risultato è comunque che da una parte la polizia non si identifica con il territorio e dall’altra la società vive considerandosi “diversa” a seconda del gruppo etnico. Sarò sciocco o un po’ ingenuo, ma ho sempre creduto che una Nazione possa essere multiraziale, ma non possa essere multietnica, per definizione. Etnia deriva dal greco e indica una comunità  caratterizzata da omogeneità di lingua, cultura, tradizioni e memorie storiche, stanziata tradizionalmente su un determinato territorio. Il processo evolutivo di una società consiste nel costruire un corpus di tradizioni, memorie storiche e lingua comuni, trasformando varie etnie in una Nazione. Se volete è quanto accade in Italia: pur avendo avuto una storia “spezzettata” per 13 secoli, stiamo ricostruendo la nostra identità nazionale, non senza difficoltà. In America pare invece che non ci stiano riuscendo e le tensioni cominciano a minarne la stabilità. Da qualche parte ho anche letto che il giudice abbia accolto la richiesta della piazza di incriminare i poliziotti, ma poi abbia pensato bene di mandarli fuori su cauzione in attesa del processo. Domanda: quanto sarà la cauzione per l’accusa di omicidio? Come la paganno dei poliziotti che mediamente guadagnano attorno ai 50 mila dollari all’anno? Chi la paga per loro?

Torniamo in lidi più vicini a noi: le spiagge del mediterraneo. Un fiume in piena di disperati ci si getta dentro ogni notte e dopo poche miglia lancia un SOS che viene raccolto dalla Guardia Costiera Italiana che provvede a dare un passaggio verso l’Europa. Nessuno nota nulla di strano? E’ diventato relativamente facile lasciare l’Africa centro-occidentale per approdare in Europa, ora la voce è che una volta pagati gli scafisti il resto è semplice… Per gente disperata o propriamente motivata affrontare una viaggio come quello non è poi così difficile: in fondo la vita è molto dura anche nei paesi di origine quindi non si vede la differenza! Non credo che in molti abbiano visto Lagos o Port Harcourt o Luanda. Le condizioni di vita della maggiorparte della popolazione sono terribili e ciò che per noi è normale, per molti abitanti di quelle zone semplicemente non esiste. Per noi rubinetto significa acqua, frigorifero significa cibo mentre le strade sono sicure e nelle città si può camminare con una certa sicurezza. Vengono in Europa perché nei paesi di origine si vive da schifo, sono abituati a costruirsi un riparo dove riescono e a vivere con quel che trovano. Qui non trovano molto di meglio, in Paesi dove la disoccupazione è al 13%, ma sono attrezzati per sopravvivere così come le nostre regole ed il nostro buonismo non sono in grado di porre un freno alla situazione. In Libia non esiste un governo con cui interfacciarci, visto che abbiamo sostituito un dittatore sanguinario con una guerra civile altrettanto sanguinaria e i nostri interessi in Africa centrale ora che siamo riusciti a “litigare” con la Russia sono troppi per poter fare la voce grossa con i governi di quei posti, quindi non c’è molto che possiamo fare “politicamente” per fermare il flusso… Nel frattempo il Parco del Ticino si riempie di baracchette e di tende dove immigrati più o meno regolari passano la notte e in generale “abitano” senza un reale controllo diventando un buon bacino di raccolta per la malavita, sia italiana, sia importata. Siccome queste le ho notate andando a correre verso Torre D’isola l’ultima volta che sono stato in Italia, posterò una foto appena ci ritorno, giusto per completezza.


Questo post piacerà a pochi…

Questa mattina ho ascoltato il servizio di Euronews sull’affondamento del barcone di migranti di cui più o meno tutti parlano in questi giorni.

http://it.euronews.com/2015/04/22/la-libia-ferma-i-i-migranti/

Il titolo cita: La libia ferma i migranti…. Ovviamente leggendo l’articolo si scopre che non va bene fermarli, vanno salvati, accolti e “integrati”

Se si trattasse solo di concetti sarebbe difficile essere in disaccordo, ma volendo tradurre i concetti in realtà, purtroppo così non funziona.

Non può funzionare! Si sta solo trasferendo il problema da una parte all’altra del pianeta, senza risolverlo.

Mi spiace per tutti coloro che ancora non se ne sono accorti, ma la capacità di accoglienza dell’Europa è finita da tempo, basta vedere i dati eurostat sulla disoccupazione

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Quindi la soluzione non è un buonismo di bassa lega, ma prendere coscienza che l’unica possibilità consiste nel lavorare per risolvere i motivi per cui tutta questa gente si muove. Purtroppo bisogna essere consapevoli che non servirà a nulla la gentilezza, ma probabilmente saremo costretti a lottare così come dovremmo sempre ricordaci che la nostra stessa libertà è figlia di una lunga lotta… e visto che siamo vicini al 25 Aprile non sarebbe male rinfrescare la memoria!


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