Archivi categoria: Musica

Drive all night

Drive All Night 5-11-1980

Credo che non si possa dire di aver veramente vissuto se almeno una volta non si è guidato tutta una notte…

per incontrare una persona

per andarsene da una persona

per aiutare un amico

per cercare qualcosa di nuovo dall’altra parte della notte

per tornare a casa

Annunci

Mangiafuoco

mangiafuoco

In un futuro non troppo distante qualcuno con meno di trent’anni ci chiederà cosa stavamo facendo mentre i politici, i lobbisti ed i loro padroni stavano distruggendo la nostra Costituzione. Io so che molti risponderanno stavano discutendo se un contatto in area fosse rigore o meno…

Avremo automobili che diranno dove siamo, telefoni che ci diranno cosa comprare, computer che quasi nessuno saprà usare che funzioneranno solo con programmi approvati dal vendiore, tv enormi che riempiranno le nostre pareti e le nostre vite vuote. E saremo tutti connessi per condividere la nostra inutile esistenza da consumatori 2.0 e per essere ben individuabili all’interno dello schema di SICUREZZA

In balia di guerre sante e finti terroristi per le strade delle nostre città, nella sicurezza della security che prende la nostra libertà in cambio della nostra fedeltà ad un brand…

Leggeremo di pazzi che sono disposti a morire per un’idea e di santi che sono disposti ad uccidere per uno stile di vita e ci confonderanno talmente tanto che alla fine crederemo che i terroristi sono quelli che muoiono per le loro idee, mentre coloro che li uccidono sono i buoni perchè lo fanno legalmente

Diremo a quei ragazzi di vent’anni che avevamo paura. Talmente tanta paura da credere a tutto e da non vedere nulla. Talmente tanta paura da credere che il pericolo terrorista fosse ovunque e che ci avrebbe stanato di fronte alle nostre tv superconnesse e ci avrebbe ucciso… forse non diremo loro che non abbiamo mai capito nulla. Che non ci siamo mai chiesti chi tirasse i fili dei burattini su questo palcoscenico, anche se a ben guardare i burattinai sono ben visibili così come i fili legati alle nostre braccia e gambe. E’ sempre stato facile trovare qualcuno a cui dare le colpe e seppellire le nostre paure sotto strati e strati di pubblicità, di gadget inutili e costosi che aumentano la nostra dipendenza dai burattinai…

Vorrei poter urlare che non accetterò più le loro menzogne, ma mi sento come in quei sogni dove per quanto si corra non si arriva mai da nessuna parte e quando si cerca di urlare i suoni non escono dalla bocca ed anche sussurrare costa una fatica enorme


La misericordia e’ la forma piu’ elevata di amore…

Riporto qui una lettera di Francesca Barra al sindaco (con la minuscola…) di Verona. Trovo terribile che si arrivi (ancora) a considerare i piu’ sfortunati come “fastidiosi” fino al punto di multare chi li aiuta. A dirla tutta mi hanno preoccupato maggiormente i commenti all’articolo linkato piu’ sopra perche’ esprimono un modo di pensare semplicemente fazioso. Frasi tipo “sei preoccupato perche’ questa gentaglia viene cacciata? beh allora vienitela a prendere” o ” in germania non li vedi in giro”. La prima dimostra una mancanza di buon senso incredibile, la seconda denota scarsa conoscenza di qualunque cosa esuli dal proprio circondario. In germania lo stato sociale e’ ancora di buon livello e chi ha meno viene ancora aiutato dallo Stato (qualcuno ancora sa perche’ viviamo in societa’ e non isolati nei boschi?)

Spero che Francesca non se la prenda se la ribloggo senza chiedere il permesso… vi regalo anche la canzone che questa “legge” mi ha riportato alla mente

Gentilissimo sindaco Flavio Tosi,

lei sta promuovendo un’azione disumana e miope. Sta incoraggiando a vergognarsi della povertà. Allontanando uomini e donne dalla carità, come se fossero sagome di cui una città. Si deve vergognare. Ma io mi vergogno che esista la povertà, nel 2014. Che esistano disperazioni del genere. Mi imbarazzano simili misure come quella che Lei ha voluto adottare, che non tengono conto della soglia di povertà in cui le vittime della crisi sono sprofondate.

Mi vergogno di amministrazioni prive di coscienza, della totale assenza di politiche sociali, di sostegni psicologici, superiori ai milioni di poveri che hanno perso tutto a causa di un destino sadico e vigliacco. Sono invisibili fino a quando non invadono i “nostri spazi”. Ma sono umanità tanto quanto noi. E come noi soffrono, sognano, pensano, amano e si amano. Solo con molta più tristezza e rassegnazione. Ho vissuto con i senzatetto per quasi un mese, per un’inchiesta. Ho conosciuto madri di tre, quattro, perfino cinque figli, lavoratrici, mangiare alle mense, dormire nei dormitori, a terra, sui cartoni o sulle panchine. Padri separati, artigiani, ex imprenditori. Persone che hanno dedicato tutta la vita al lavoro, alle responsabilità. Che hanno pagato le tasse. E magari hanno perfino votato per lei e per altri amministratori che oggi li considerano scarti, da tenere alla larga. E le assicuro che se potessero, starebbero volentieri seduti nel salotto di casa, piuttosto che nel centro della sua città, all’aperto, al freddo, al gelo e con scomodità che piegherebbero chi, come lei, forse non ha mai provato nemmeno un giorno a mettersi nei loro panni.

La invito a seguirmi, in forma anonima, per un tour in quello che qualcuno chiama inferno, substrato urbano. Vorrei condurla ad ascoltare passati e storie meravigliose. A lasciarsi affascinare dalla forza, dall’energia, dalla generosità di persone che non hanno più nulla. Tutti dovremmo sederci alla tavola dei poveri, diceva Don Gallo. Ho conosciuto giovani artisti, di grande cultura. Bambini venduti da mafie e giunti da ogni parte del mondo. Anziani sfrattati, che vivono vicino le stazioni. Ho conosciuto, io. Perché ho voluto conoscere i loro nomi. Le loro storie. Perché non mi sono mai seduta su comodi scranni, giudicando cosa fosse giusto, sbagliato, bello o indecoroso.

Le consiglio di non sbandierare la sua fortuna, di non sentirsi esente dal rischio di poter un giorno, perdere improvvisamente tutto ed essere destinato a fame, morte, solitudine, ingratitudine. Il bene e la bontà non fanno notizia, talvolta. Ma non dobbiamo avere paura di sovvertire queste leggi. Perché la bellezza delle nostre città è sostenuta anche dalla generosità dell’animo umano. Forse la solidarietà non basta più. Forse deve diventare più forte il diritto, la giustizia. Il diritto alla vita, all’amore, all’accoglienza.

Lo sa cosa ha detto qualche giorno fa una bambina, in mensa alla sua mamma? Che bello, oggi c’è il cordon bleu. Come se fosse un dono,come se stesse per sedersi al ristorante. Ma quella bambina crescerà, diventerà una donna. Ed io spero che possa incrociare il suo sguardo e quello dei milioni di poveri che lei farà sloggiare dal salotto della sua città, perché sporcano l’equilibrio e l’armonia di Verona. Che non è sua. E una multa a chi dà il cibo in piazza, come se stessero sfamando randagi, lede il diritto alla vita. E’ perfino perseguibile, secondo me, perché non c’è azione più razzista di questa. “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato”, le ricorda nulla?

Grazie

Francesca Barra


Siete un pubblico di merda

Applaudite per inerzia.

Addio Freak, e grazie per tutti i bei momenti.


Mark Knopfler Lucca, Luglio 2013

A mio avviso Mark Knopfler è il miglior chitarrista in attività. Lo so che ora un sacco di gente comincerà la solita discussione sul fatto che ci sono chitarristi più tecnici (Satriani) veloci (Malmstieen) o chissà che altro. Knopfler oltre a non essere per nulla lento e ad avere una tecnica raffinatissima trasmette anche emozioni veramente intense. I testi delle sue canzoni non sono mai banali e l’armonia è sempre meravigliosa. Spazia dal blues al country passando per il rock senza perdere una goccia di originalità.

Il concerto di Lucca è stato bello anche se mi sono mancati pezzi come Brothers in Arms e Sultan of Swing. Linko qua sopra una registrazione (la meno indecorosa… ma suvvia, ero compresso nella folla :D) per farvi godere di un pezzettino di quella notte

Buon ascolto


Indovinate dove andrò questa sera?

image


8 Luglio 1988

IMG_0894Quanti si ricordano cosa stavano facendo Venerdì 8 luglio 1988? Non è facile ricordarsi cosa si stava facendo 25 anni fa a quest’ora, vero? Io so esattamente cosa stavo facendo, davvero. Ricordo quella giornata con precisione, quasi non fosse passato un quarto di secolo. Avevo una Ritmo 75S usata, credo di terza mano, con impianto a GPL, colore grigio metallizzato: più anonima era impossibile, ma i soldi erano quel che erano (cioè non ce n’erano) quindi si faceva di necessità virtù e una vettura vecchia e scassata era molto meglio di nessuna vettura. A quest’ora ero in compagnia di tre cari amici: Riccardo detto Uauo, il Montagna detto Elwood Blues ed Andrea, compagno di banco al liceo ed ispiratore della mia passione per la chitarra. Eravamo appena arrivati a Modena e stavamo seguendo le indicazioni per raggiungere lo stadio “Braglia”. Come immaginabile la 75S non aveva il condizionatore e faceva un caldo bestia…In compenso bastavano 10.000 lire per andare e tornare da Modena, autostrada esclusa, grazie al GPL. Arrivammo davanti allo stadio dopo aver parcheggiato l’auto non lontano, i cancelli erano ancora chiusi e riuscimmo a farci largo fino alle primissime file. Dopo poco apparvero ad una delle finestre dell’edificio amministrativo dello stadio due personaggi, uno con i capelli lunghi e lisci e l’altro con i capelli corti e radi: David Gilmour e Nick Mason. In quegli anni erano loro i Pink Floyd, Wright era “assunto” come turnista e Waters aveva piantato una grana infinita dicendo che senza lui i Pink Floyd non esistevano. Non voglio entrare nella polemica, personalmente penso che i Pink Floyd fossero un momento creativo che vedeva tutti loro interagire, quando questo momento finì poco importava chi mantenesse il nome. Pulse e a Momentary Laps of Reason sono album molto belli che non sarebbero mai potuti esistere con l’anima tetra di Waters, ma di sicuro Dark side of the Moon non sarebbe mai esistito senza quei quattro assieme (più Alan Parson…).

Ovviamente non dimentico Syd Barret e quanto sia stato importatnte per i primi anni del gruppo, ha lasciato un segno indelebile, soprattutto in Waters, ma di certo i Pink Floyd sono decollati dopo di lui…

Ricordo bene la scaletta del concerto iniziato con oltre 10 minuti di Shine on you crazy diamond e proseguito con Learning to fly passando poi attraverso i grandi pezzi che hanno costruito le fondamenta del rock moderno:

Shine On You Crazy Diamond Pts. 1-5. Signs Of Life. Learning To Fly. Yet Another Movie. Round And Around. A New Machine Pt. 1. Terminal Frost. A New Machine Pt.2. Sorrow. The Dogs Of War. On The Turning Away. One Of These Days. Time. On The Run. The Great Gig In The Sky. Wish You Were Here. Welcome To The Machine. Us And Them. Money (“versione estesa”). Another Brick In The Wall Pt.2. Comfortably Numb. One Slip. Run Like Hell

Il concerto fu semplicemente meraviglioso e ne nacque un album, che non è “The delicate Sound of Thunder” ma “Nothing is changed”

Nothing is changed, non è cambiato nulla: veramente? Ascoltando Shine on you crazy diamond mi domandavo proprio cosa fosse cambiato in questi 25 anni. Tutti i quattro nella 75S hanno seguito la propria strada, che ne fossero consapevoli o meno e hanno fatto scelte che in qualche modo hanno determinato chi sono oggi. Elwood è ancora uno dei miei più cari amici, Uauo ed Andrea hanno una famiglia e dei figli, uno lo vedo ancora di tanto in tanto, l’altro è andato lontano e non ne so quasi più nulla. alla fine la vita è così, ti porta lontano, ti costringe a cambiare molto di te, ma poi basta una canzone o una data e ricordi…

Se qualcuno passa di qua ed ha voglia di dirmi dove fosse 25 anni fa mi farebbe veramente piacere, magari ricordiamo assieme…

 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: