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Drive all night

Drive All Night 5-11-1980

Credo che non si possa dire di aver veramente vissuto se almeno una volta non si è guidato tutta una notte…

per incontrare una persona

per andarsene da una persona

per aiutare un amico

per cercare qualcosa di nuovo dall’altra parte della notte

per tornare a casa

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Auguri di buon 2016

Coscritti Tucano.jpg

La foto qua sopra ha superato i 30 anni. Forse per molti questa informazione vuol dire nulla ma per noi che eravamo in questa foto nel 1985 vuol dire tutto. Noi avevamo 18 anni nel 1985. siamo entrati negli anni ’80 a 13 anni e a 23 abbiamo visto l’inizio degli anni ’90.

Abbiamo vissuto in pieno il decennio forse più cazzone del ventesimo secolo, sono stati i nostri anni e a guardarci oggi eravamo tanti… cresciuti assieme. Ricordo tutto… a guardarvi vi ricordo tutti

Auguri ai coscritti  del 1967 per un buon trentunesimo anno della foto sopra… e auguri a tutti per questo 2016 che ci è arrivato tra capo e collo


Buon compleanno Sam

Chissà mai se leggerai questo post…

Volevo solo dirti… Buon Compleanno

Ma siccome così non va… di certo vedrò Nizza, appena rientro a casa!


Addio Annarita, anzi arrivederci

annarita

E’ morta Annarita Sidoti, grandissima della marcia italiana. Non è riuscita a vincere contro la malattia, ma ha marciato come sempre da grandissima. Sfidandola come sempre a viso aperto, come faceva con le avversarie che spesso la sovrastavano in altezza, ma che molto spesso la ritrovavano sul gradino più alto del podio.

Arrivederci Annarita, ora cammini libera


Il passato e i sogni…passati

Mi sono svegliato di soprassalto questa mattina. Un sogno che non facevo da un po’… una giornata d’estate, una città con un parco alberato e tanta gente che cammina rilassata godendosi la lentezza tipica delle giornate estive. Io ho sedici o diciassette anni e sono con mia sorella. La vedo correre sul muretto che delimita una piazzetta dove tanta gente chiacchiera e non guarda dalla sua parte. Le dico di stare attenta, vedo che alla sinistra del muretto la strada è molto più in basso e lei potrebbe cadere. Le dico di stare attenta ma non la prendo per mano, rimango indaffarato con dei fogli che mi scivolano di mano e che un soffio improvviso di vento fa volare attorno. Le ripeto di stare attenta, ma continuo a raccattare fogli bianchi fino a che non la vedo perdere l’equilibrio. Allora corro al muretto mentre le persone attorno continuano ad ignorare sia lei sia me. Adesso tendo la mano ma è troppo lontana. perde la presa dall’appiglio a cui si è aggrappata… e cade. Mi sveglio prima di vederla arrivare a terra.

La prima domanda è: come stai Sam?


L’importante e’ viaggiare

La politica mi ha stufato, Renzi non mi e’ mai piaciuto e la mandria di mantenuti in Parlamento mi disgusta. Quando mi prende male fino a questo punto mi rifugio nel passato e mi ritrovo quasi sempre a ricordare come sia iniziata la mia passione per la moto. Bhe, e’ iniziata con la bicicletta! Da ragazzino mi capitava spesso di uscire di casa in bici (mia nonna, la Dea, diceva che ero uno scapa’ da ca’…), con il mio ciclocross (la nonna delle BMX) o, come la chiamavano allora “saltafoss” e pedalavo fin sulle colline che prima di poter girare in bici mi sembravano gia’ cosi’ lontane ma che gia’ con la biciclettina cominciavano ad essere terreno di conquista. Nel 1980 purtroppo manco’ mio nonno e io ereditai la sua colnago. Il raggio dei miei giri si amplio’ e mi trovai a vedere il mio paesello dalla cima delle colline circostanti. Quel che piu’ conta vidi dietro le prime colline… altre colline e qualcuno mi aveva detto che subito dietro c’era il mare. Il MARE… fino ad allora per me il mare voleva solo dire Veneto! Nel 1981 compivo 14 anni… il cinquantino! Il mio era decisamente un cinquantino… Ciao Piaggio, anno di nascita settembre 1968: meno di un anno piu’ giovane di me! Da qualche parte di sicuro ho qualche foto, ma per ora mi dovro’ accontentare delle immagini recuperate da internet.

ciao

In salita non andava o almeno in quelle piu’ impervie c’era da pedalare e in pianura raggiungeva a stento i 50 km/h, ma e’ stato il mio passaporto verso un mondo piu’ vasto. Con in 2,5 litri di serbatoio facevo quasi 100 km, un giro al Penice ti costringeva ad un pieno al distributore vicino all’ipermontebello sulla strada del ritorno, ma vuoi mettere la sensazione di liberta’? Dopo 14 anni passati a vedere l’universo come compresso entro il raggio delle pedalate ora si poteva andare senza sudare fino al Penice e ritorno! All’inizio furono solo modifiche estetiche: sella lunga della GaMan, cupolino (!), extra luci anteriori (si ok… un po’ truzzo… ) poi arrivarono i pezzi Polini. Prima il 60, poi il 75, la Proma alta ed il carburatore 13/13 al posto del 12/10. Puleggia piu’ piccola e filtro dell’aria speciale completavano un Ciao da oltre 100 km/h… volava, letteralmente. Le ruote toccavano un metro si e 4 no… Fantastico!!! Nonostante le elaborazioni i momenti che ricordo con maggiore intensita’ sono le discese di notte a motore spento lungo una strada nota come la “Martinasca”. Una stretta lingua d’asfalto che scende per due chilometri abbondanti tra boschi e vigne. Si partiva la sera dopo l’imbrunire in un numero variabile di cinquantini e arrivati all’inizio della discesa si spegneva tutto. Buio pesto e poi… le lucciole, quelle vere, a segnare la strada. Meravigliosi sciocchi incoscienti. Io, il Montagna detto Elwood, Il Balilla, il Lele, Sbu’, Lurens, il Mister con la vespa e la Muda (se non sapete cosa sia poi ve lo spiego…), Ludigian detto “buttainprima” e pochi altri pazzi che nelle sere d’estate, stufi di stare seduti davanti al bar del Mufi’ partivano semplicemente per la voglia di sentir la strada scorrere sotto le ruote.

059_moto_beta_50_mx6

Nello stesso periodo avevo messo le mani su un altro pezzo da museo: Beta 50 mx6 da cross! Super elaborata con 75 competizione, Mikuni 26 e marmittona tonante… mi ha tenuto compagnia, ma in qualche modo l’enduro non era la mia strada ed e’ scivolata via senza lasciare molte emozioni.

gilera rv 125

Dimostrando che riesco ad arrivare speso tardi il 125 per me e’ arrivato tra i 17 ed i 18 anni. Era una Gilera RV 125 rossa fiammante: quanto la ho amata. Parca nei consumi e instancabile sul passo, mi portava ovunque. Val Trebbia, Val Nure, Santa Margherita Ligure… tanta strada, tanti ricordi e anche la prima vacanza in moto: 1986 Gatteo Mare. Poi indietro fino a Bologna e su per la Porretta e poi giu’ fino a Chiavari e Genova e ancora Val Trebbia e a casa. Io e Fuian, due inseparabili scapestrati.

La Gilera rossa mi ha abbandonato un giorno alla “Crus” in mezzo al mio paese passando lei sotto ed io sopra ad una macchina che ci aveva tagliato la strada in un sabato pomeriggio di mille anni fa…

Da allora sono passati tanti anni e tante moto, ma oggi mi va di ricordare loro… e quegli anni meravigliosi senza pensieri


Siete un pubblico di merda

Applaudite per inerzia.

Addio Freak, e grazie per tutti i bei momenti.


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