Archivi categoria: Satira

Bastano due mucche?

Lo so, la domanda è quantomeno buffa almeno lasciata così com’è, ma se aggiungiamo qualche altra parola magari qualcosa si capisce:

Bastano due mucche per capirci qualcosa di politica?

Risposta: forse si.

Annunci

Una squillo per l’ispettore Monthy

Quello che sta succedendo in Italia ormai mi sta togliendo la voglia di scrivere, ma una sia pur minima diffusione alla vignetta che ha fatto indignare la signora Elsa Fornero, ministro del lavoro.

Quello che mi domando è se sia più offensivo per le donne vedere la vignetta di Vauro pubblicata dal Manifesto o sentire parlare la ministra a un convegno sulle difficoltà delle donne nella crisi.


Le banche sanno già che siamo in mutande…

Ho scattato questa foto alcuni anni fa e a rivederla oggi sa di profezia: una banca che mostra come si ridurranno i suoi clienti oppure la medesima banca che sarà costretta a differenziare i prodotti finanziari con l’intimo…


Ma l’Italia potrebbe essere un regime a sua insaputa?

L’Italia è un paese pieno di persone che hanno posizioni a loro insaputa.

E non solo persone, ma anche animali: trote laureate in Albania senza esserci mai state e senza aver mai sostenuto un esame, partiti con investimenti in Tanzania a loro insaputa e poi ministri con case pagate alle loro spalle e presidenti del consiglio incasinati con nipoti di capi di stato nord africani che (a loro insaputa) facevano concorsi di burlesque nelle loro residenze private (assieme ad igeniste orali tettone… una professione un programma), capi della protezione civile che favorivano a loro insaputa imprenditori in odore di mafia nella non-ricostruzione di una città colpita (a loro insaputa) da un terremoto, l’agenzia delle entrate che affida la riscossione dei debiti ad una associazione a delinquere di stampo mafioso ma che a nostra insaputa è stata investita di poteri quasi totali dal Parlamento che a sua volta (e a sua insaputa) sta  dirigendo la Nazione verso il disastro sociale.

Indovinello, anzi più un indovina chi:

Da studente, durante la guerra, faceva parte del GUF (gruppo universitario fascista). A sua insaputa era un antifascista e se ne accorse solo quando il fascismo cominciò seriamente a traballare. Diventò comunista, prima a sua insaputa, poi coscientemente tanto che ricoprì svariati incarichi nel partito. Quando i carri armati sovietici entrarono in Praga e l’armata rossa soffocò nel sangue i moti Ungheresi si affrettò a dire che «L’intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo». Ovviamente quando il comunismo sovietico cominciò a vacillare ebbe una serie di “travagli” di coscienza fino a considerarsi un socialista europeo (all’insaputa dei suoi elettori che continuavano a votarlo nelle liste del PCI prima e poi del PD). Ora ricopre una importante carica istituzionale e dal suo scranno usa dire che non ci si può più arroccare su posizioni antiche quando si riferisce al dibattito sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori… Pur avendone il potere non ha bloccato varie proposte di legge del PDL, poi stroncate dalla corte costituzionale e non ha avuto neppure il buon senso di ammettere di essersi sbagliato. Da decenni vive (molto bene) con lo stipendio che noi gli paghiamo, ma chiede a noi altri sacrifici senza esser pronto a farne di persona.

Mi sembra un indovinello facile, forse troppo…

Giusto per chiarire quale sia la mia posizione su equitalia vi rimando a questo post

Tutte le informazioni sono tratte da Wikipedia


Giudici vigliacchi

Incredibile il comportamente di alcuni giudici italiani, che sembrano più bulli da scuola media che magistrati della repubblica.

Si, perché al pari dei ragazzini che tormentano i coetanei diversamente abili questi giudici si accaniscono su un giovane che non è in grado di difendersi, dal punto di vista fisico è più o meno a posto (più meno che più…), ma da quello mentale le sue lacune sono evidenti, tanto da classificarlo nella categoria dei diversamente furbi.

E questi giudici lo tartassano, lo fanno dimettere, tirano fuori filmati dove fa la figura del perfetto cretino, insomma tutto il sommario del bullismo dei tanti contro uno… e non contenti se la pigliano pure con il padre, colpito da ictus e invalido permanente.

Noi diciamo basta, giù le mani dal Trota e dalla famiglia Bossi, non ci si può accanire contro chi non è in grado di intendere e di volere, come è evidente da queste foto:.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Cronache dalla Pianura Padana, ovvero: le incazzature dello Zio Adri

Vi ricordate lo Zio Adri? Bene, ho ricevuto un’altra gustosa mail che ripubblico e vi propino giusto per fare un giretto tra le magagne della P/A… Non ho cambiato nulla ovviamente, quindi se vi sentite offesi dallo schietto linguaggio da pioniere vi consiglio di leggere novella 2000 invece delle righe che seguono.

Si ringrazia lo Zio Adri per quanto segue

Cronaca di uno scazzo di mezza estate

No …e’ pieno inverno. Fa un freddo becco, tanto che stamattina ho scoreggiato sulla banchina del treno e la mefitica emissione e’ gelata appena varcato lo sfintere ed ha assunto l’aspetto di cristalli di zucchero di canna.

Tanto per cambiare sono incazzato come una bestia. Sto seriamente pensando di diventare, a tutti gli effetti, lo statale dello stereotipo (cioe’ cazzone-fancazzista-scioperante-assenteista ecc ecc ecc); vedo certe cose che mi fanno sembrare il visconte cobram dalla parte dei lavoratori.

L’altro giorno , parlottando con una segretaria amministrativa, chiedo conferma di alcune voci sentite tempo fa, in occasione di un “corso” a cui devono assoggettarsi tutti i dipendenti….e qui ci va un po’ di rewind del nastro per spiegare cosa accadde.

Lo stato, per dimostrarsi interessato alla formazione del personale, con una delle solite leggiucchie all’italiana ha stabilito che le aziende pubbliche devono investire nella formazione del personale. Bene, diranno i miei piccoli lettori (questa e’ rubata): che c’e’ di male? Di male c’e’che essendo una legge “a pene di alano” _pare_ non specifichi altro che “i corsi s’hanno da fare. E si faranno”, senza entrare nel dettaglio di cosa dovranno insegnare. E cosi’ dal facchino all’elettricista passando dalla donne delle pulizie e dal tecnico informatico (in realta’ non e’ proprio cosi’, ma solo perche’ i servizi di facchinaggio, manutenzione elettrica/idraulica e pulizie sono appaltati) tutti insomma, seguiamo dei corsi la cui utilita’ e’ pari ad una lezione di cardiochirurgia per chi deve spalare polifosfati organici in cascina; ovvero, si organizzano dei corsi riguardanti le procedure nella pubblica amministrazione per formare anche il personale tecnico. Tali corsi, tenuti da docenti e ricercatori di facolta’ come giurisprudenza e scienze della formazione, partono dai regi decreti del 1859 e arrivano ai giorni nostri davanti ad una platea di forse una cinquantina di persone per volta (il motivo di questa scarsita’ sara’ piu’ chiaro in seguito) . Da notare che chi ha tenuto i corsi ha svolto essenzialmente il ruolo di mezzobusto, leggendo quattro balle in croce. Interessante il fatto che risulterebbe che “…bla bla bla  la p.a. e’ tenuta a fare economia e a limitare gli sprechi”. Sentento questa norma sacrosanta, li’ per li’ mi convinco che mi sono addormentato. Sto sognando un mondo migliore e spero solo di non russare come un bradipo col raffreddore…invece no. Cazzo sono sveglio. Ma come porca la  su mamma….proprio all’inizio, nella presentazione del corso ci hanno detto che….”il corso e’ sovvenzionato dallo stato bla bla bla….perche’ lo stato ha cura della preparazione dei suoi dipendenti bla bla bla….e quindi il corso e’ stato appaltato ad una societa’ esterna ….bla bla bla….e poi c’e’ quel ristorantino dove si mangia davvero bene….in riva al mare c’e’ un locale davvero bello…”. Insomma: c’e’ da fare economia e sperperate 40 mila euro per far scrivere 4 balle ad una azienda esterna????

Ma torniamo ai giorni nostri. Dicevo che stavo chiedendo informazioni ad un segretario amministrativo a proposito di alcune voci che mi erano sembrate assurde, e cioe’ che tali mezzibusti prendono un extra per ogni ora di lezione (ecco perche’ tali lezioni si svolgono al cospetto di pochissime persone).

Ricapitolando: se qualcuno del personale tecnico-amministrativo fa un secondo lavoro, rischia il licenziamento. Docenti e ricercatori invece possono fare un secondo lavoro, durante il normale orario di lavoro, per lo stesso datore di lavoro….e vengono pagati extra.

Per chiarire la situazione: un normale categoria C prende circa 1100 euro al mese, 36 ore alla settimana, straordinari in massima parte non pagati (per dare un’ordine di grandezza sono arrivato ad accumulare 110 ore di riposo compensativo e 55 giorni di ferie…in un anno solare); un ricercatore confermato prende 1800 euro al mese; un docente di prima fascia 3700, un ordinario non lo so….pero’ di piu’. Dimenticavo: ricercatori e docenti non hanno obbligo di timbratura e oltre allo stipendio hanno i fondi di ricerca che sono in buona parte un bonus sullo stipendio (una docente ha candidamente ammesso in mia presenza che si deve comprare un kindle perche’ altrimenti deve restituire dei soldi avanzati. Ma come dice l’altro: hai gia’ l’ipad. Si, ma e’ pesante e scomodo. Lo do a mio figlio e io mi prendo un ebook reader piu’ pratico).

Bene, la segretaria amministrativa mi conferma che e’ proprio cosi’. Ma aggiunge: vuoi incazzarti di piu’? Ovvio. Eccheccazzo, mi devo privare della gioia di bestemmiare un po’ per validi e comprovati motivi?

Bene, mi dice. Anche i segretari amministrativi hanno dei corsi di aggiornamento. Ovviamente, trattando anche di bilanci ecc devono essere sempre al corrente delle variazioni legislative ecc ecc ecc. Tali corsi si svolgono 2 volte l’anno, tipicamente in gennaio e giugno.

Ora, lavoro una piccola cittadina da un paio di milioni di abitanti, con Dio solo sa quanti enti pubblici. Immagino che tali corsi si svolgano in un grosso salone affittato alla bisogna dove qualche tecnico racconti la rava e la fava delle novita’ legislative  (immagino che so… un cinema, un teatro, l’aula magna di una universita’…)

Si…si svolgono in effetti in un grosso salone, ma perche’ mai a Milano? In gennaio si va al sestriere e in estate in sardegna, o a pugno chiuso. Vuoi mettere?

Altra cosuccia molto simpatica: tutti gli anni vengono effettuati dei bandi per reclutare bassa manovalanza per lavori noioso-ripetitivo-rincoglionenti come riempire tabelle, preparare mailing list, sistemare archivi ecc. Tali lavori hanno durata di 150 ore e sono solitamente accaparrati (giustamente, per certi versi) da studenti economicamente svantaggiati. Il “per certi versi” e’ perche’ se fra 2 poveracci si scegliesse il migliore, sarebbe cosa buona e giusta. In effetti invece  il reddito e’ il solo metro di valutazione. Uno puo’ essere una capra e non parlare una parola di italiano e tanto basta. E vabbe’….c’e’ di peggio:

i dipendenti, hanno diritto di precedenza su chiunque ma:

1)      Serve l’autorizzazione del proprio capo struttura (e fin qui….ci puo’ anche  stare)

2)      Tale collaborazione puo’ essere svolta solo fuori dalle ore di lavoro. Ora, fino a prova contraria siamo tutti maggiorenni. Non siamo tenuti a chiedere il permesso a nessuno (mamma, papa’, fidanzata/o, moglie/marito, animale domestico ecc) se stiamo fuori anche tutta la notte e rientriamo la mattina  dopo una notte a troie e sbronzi come spugne (con creste di gallo e una pessima opinione del genere femminile. Cit). Fuori dall’orario di lavoro il capo struttura (che nel mio caso e’ comunque una brava persona) torna ad essere un emerito sconosciuto. Che cazzo gli frega di cosa faccio fuori dalle ore di lavoro, quando non e’ piu’  il mio capo?….cazzo, mi viene in mente ora che domani sera andro’ a farmi un paio di birre e non gli ho chiesto il permesso. Poi lo senti la mattina dopo che sgridata!….MA PORC#@]….

3)      Ultimo, ma non ultimo, perche’ e’ qui che veramente il legislatore ha dato il meglio di se’, il dipendente, non potendo fare un secondo lavoro, deve svolgere tale attivita’ senza beccare una lira.

Ora, come hanno detto esimie teste di….ehm….ministri, appartengo alla schiera dei bamboccioni e, ultimamente degli sfigati. Bene. Detto da gente che sfigura di fronte ad uno stronzo di suino seccato al sole la cosa mi lascia del tutto indifferente.

Saro’ anche bambiccione e sfigato, ma pirla proprio no. E gratis, per delle teste di ….ehm….quello che e’, non ci lavoro.

Pero’…un desiderio ce l’avrei. Vorrei vedere quel deficiente conclamato che ha cagato una norma simile, perche’ davvero mi domando chi possa aver partorito una pirlata cosi’ enorme: chiedere il permesso, per fare qualcosa fuori dall’orario di lavoro e per di piu’ gratis.

Come si dice da queste parti, rob de ciod. Ho davvero finito gli epiteti per etichettare questi tangheri che ci governano. Prima ci insultano e poi ci prendono per il culo.

Poi si lamentano degli statali. Per carita’ ce ne saranno tanti criticabilissimi (e ne vedo parecchi), ma onestamente non riesco piu’ a dargli interamente torto; tanto di meritocrazia non se ne parla: non c’e’ un metodo oggettivo per valutare l’impegno o il fancazzismo, quindi siamo tutti uguali di fronte alla busta paga, anzi chi si impegna e’ menuo uguale degli altri: ho appena ricevuto una mail che suona un po’ come una ingiunzione: devo consumare le ore di riposo oltre le 50 entro marzo. Devo finire le ferie residue dell’anno scorso entro il 30 giugno; devo usare almeno meta’ delle ferie dell’anno entro dicembre e il piano ferie deve essere comunicato entro marzo pena il divieto di usare il riposo compensativo a giornata intera, e la messa alla gogna ed  esposto al pubblico ludibrio reo di essere un lavoratore indefesso.

Ma dimmi te se vale la pena sbattersi tanto.

 

 

Zio


L’ufficio non è una jungla, è uno zoo…

In ogni ufficio ci sono varie specie di animali.

C’è il grillo parlante o “venditore di fumo”, non vende erba purtroppo, ma propina spiegazioni noiosissime su quasi tutto, quasi sempre basate su sue performance in carriere precedenti e sempre di un qualunquismo devastante.

C”è il topo da ufficio che per un caffè gratis ascolterebbe tutte la cazzate che il venditore di fumo ha da propinare. E’ disposto ad ascoltare tutto mentre beve il suo caffè, si sorbe tutte le spiegazioni su come viene tostato questo rispetto a quello, sul fatto che il caffè è la seconda commodities al mondo sul fatto che gli svizzeri lo fanno da schifo ma ne vendono di più… insomma, anche il topo deve sudarsi il suo caffè: non c’è nulla di veramente gratis.

Ci sono i pavoni che girano di ufficio in ufficio con la scusa di mostrare la “coda da capo” e poi chiedono l’agenda nuova e un caffè italiano “per sentirci tutti a casa”. Chiedono, ma non danno mai nulla… sarà che lo considerano poco nobile: da sempre i nobili non hanno mai dato nulla che non fossero bastonate e hanno sempre preso tutto, soprattutto se apparteneva ad altri.

E poi ci sono i somari, che ascoltano un po’ infastiditi le altre bestie e tirano avanti la baracca senza tanti se e tanti ma…


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: