Archivi categoria: Trasporti

Ah li taglia

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Veramente siamo ben oltre il secondo episodio della telenovelas Alitalia, che comunque vada finirà sempre allo stesso modo, saremo noi cittadini a pagare.

Il referendum che si terrà la prossima settimana vedrà la vittoria dei no, per cui lo stato si accollerà i costi di un ennesimo salvataggio in favore di una macchina mangiasoldi.
Molto interessante quello che dice la nota ANSA su un dettaglio della vicenda:
Invitalia, controllata al 100% dal Ministero dell’economia e delle finanze, ha come mission quella di salvare le aziende in crisi.“.
A parte che a questo punto anche la Bidoni & Toloni, che è in crisi, magari vorrebbe essere salvata, ma quello che deve fare Invitalia è in realtà questo:
Invitalia è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia.
Dà impulso alla crescita economica del Paese, punta sui settori strategici per lo sviluppo e l’occupazione, è impegnata nel rilancio delle aree di crisi e opera soprattutto nel Mezzogiorno.
Gestisce tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le startup innovative.
Finanzia i progetti grandi e piccoli, rivolgendosi agli imprenditori con concreti piani di sviluppo, soprattutto nei settori innovativi e ad alto valore aggiunto.
Offre servizi alla Pubblica Amministrazione per accelerare la spesa dei fondi comunitari e nazionali e per la valorizzazione dei beni culturali.
È Centrale di Committenza e Stazione Appaltante per la realizzazione di interventi strategici sul territorio.
Il tutto preso dal sito Invitalia… o in ANSA non sanno leggere, cosa di cui dubito, oppure siamo davvero nel mondo delle post-verità, Orwell aveva ragione, meglio affrettarsi a imparare la neolingua.

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Dieselgate, ovvero: mail più una Volkswagen nel mio garage

 

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E’ davvero tanto che non scrivo. Mi manca, ma è da un bel po’che sono di corsa. Di corsa al lavoro, di corsa a casa, di corsa in vacanza… ecco, l’unico momento in cui non sono di corsa è quando vorrei correre… non corro seriamente da almeno 15 mesi… e anche quello mi manca un casino.

Oggi sono andato (di corsa) dal concessionario VW per far fare il tagliando al mio Golf (che in 6 anni ha percorso meno di 55000 km…) e il capo officina mi ha guardato dicendo che il mio motore rientrava tra quelli “richiamati” dalla VW a causa “…dei problemi di centralina…”

Ho candidamente chiesto se si trattava del cosidetto dieselgate e lui a mezza voce: “sì, quella cosa lì”

Io ho risposto che non vedo come “quella cosa lì” debba interessarmi, visto che l’ultima volta che ho controllato non risiedo in California e la mia auto è in linea con le normative Italiane per gli euro5.

Mi risponde che “è obbligatorio” e che loro non ci possono fare nulla. Io rispondo (ancora piuttosto gentilmente) che non mi pare proprio che sia obbligatorio, altrimenti ci dovrebbe almeno essere una possibilità di scelta: o modfichi il motore o ti ricompriamo l’auto…

“guardi” mi dice il sempre più stupito meccanico “se non vuole la modifica mi deve firmare una manleva”

“Scherza, vero?” rispondo io

Mi mette sotto il naso un foglio dicendomi che la modifica fa consumare meno, andare più forte e mi farà anche ringiovanire di 10 anni.

Leggo “la manleva” che dice che mi assuno ogni responsabilità per non aver voluto effettuare la modifica che avrebbe migliorato tantissimo la mia auto e che mi avrebbe anche ringiovanito di 10 anni

Chiedo (ancora gentilmente, ma meno di prima): “e dove sta scritto che la modifica la dovrei fare perché VW mi avrebbe truffato al momento dell’acquisto vendendomi un mezzo differente da quanto dichiarato in sede di omologazione? Perché se questo non c’è scritto per me la mia auto è in perfette condizioni, se invece mi dici che non è perfetta così come descritta nel documento d’acquisto rivorrei i mie denari, almeno il valore residuo come da eurotax. Vorrei anche sapere, visto che ci siamo, com’è possibile che a Wolfsburg scoprano solo dopo esser stati presi a calci nelle palle che se fanno una modifichina al software non solo sono legali (negli USA, qui lo sono sempre stati) ma anche l’auto va meglio, consuma meno e il proprietario ha 10 anni di meno. Se questi ingegneri lavorassero per me probabilmente li avrei già licenziati, ma io non sono tedesco, quindi magari non capisco”

Il meccanico, stizzito, per tutta risposta mi incalza “allora la firmi o no?”

Risposta “stika”

“allora niente tagliando”

“allora ‘fanculo” (avevo già smesso di essere gentile)

Conclusioni

Non penso che le altre auto diesel abbiano una situazione differente (almeno non le altre euro5). Personalmente penso che tutta ‘sta manfrina puzza (peggio di un diesel scarburato) e dovremmo davvero cominciare a chiederci cosa ci sia dietro. Poi, che i motori a combustione interna comincino a denunciare i loro anni è un dato di fatto, ma ci andrei cauto a demonizzare solo il diesel senza avere in mano dei dati precisi, anche perché anche i motori a benzina sono delle belle camere a gas ambulanti. Per inquinare meno bisognerebbe utilizzare di più i mezzi pubblici che in Italia purtroppo fanno cag… schifo, ma tant’è

Se volete un’auto, diesel o benzina, ibrida o a pedali NON acquistate una VW. Io di sicuro non lo farò più e questa era la mia quinta VW!

 


Strane storie italiane

Credo che ormai non ci sia più molto da dire su quello che sta succedendo in Italia, siamo diretti verso la ripresa, la strada del rilancio è imboccata con decisione da almeno quattro anni, quindi il futuro sarà radioso e pacifico.
Il presdelcon Letta dice che attirerà gli investimenti esteri, e i fatti sembrano dargli ragione, per esempio gli spagnoli di Telefonica compreranno Telecom, e Air france diventerà padrona di Alitalia.

Bene, anzi aspetta, come mai gli spagnoli, che dovrebbero avere le pezze al culo, fanno shopping a casa nostra? E Air France non la voleva comperare anni fa, Alitalia, sborsando un pacco di quattrini?

Strano in effetti, gli spagnoli dove li hanno presi i 324 milioni di Euro necessari per arrivare al 66% delle azioni Telecom? Semplice, glieli prestano le banche spagnole, recentemente salvate con i soldi del fondo salvastati ESM, foraggiato anche dall’Italia, un cerchio perfetto, noi prestiamo i soldi all’ESM, che foraggia le banche spagnole che foraggiano Telefonica che compra Telecom.

Bello, un senso di armonia perfetto…. ma un momento, cosa se ne fa Telefonica di Telecom, un baraccone pieno di debiti?

Per esempio potrebbe licenziare senza pietà la pletora di dipendenti Telecom di troppo, e stiamo parlando di 12.000 persone, poi si farà cassa vendendo il pezzo pregiato della collezione, Tim Brasile, e poi Telefonica resterà padrona della rete telefonica fissa, che immagino sarà messa a frutto con il minimo possibile di manutenzione.

Ora che siamo tranquilli sul futuro di Telecom parliamo di Alitalia, nel 2006 il guru delle privatizzazioni Romano Prodi mise in vendita Alitalia con un’asta dalla quale i partecipanti, non appena capivano le condizioni di vendita, scapparono come conigli.

In pratica si poteva acquistare la società ma non cambiare nulla, come se io ti vendessi l’auto ma non puoi portarla dal meccanico… pazzesco, ma fu così.

Alla fine sembrava che Air France fosse comunque decisa, dopo una nuova serie di trattative, a comperare Alitalia, costo dell’operazione un miliardo, era il 2008 e Berlusconi, allora all’opposizione, disse che non bisognava vendere, che Alitalia doveva restare italiana.

I sindacati non firmarono l’accordo con Air France e questa ruppe le trattative, per una volta i sindacati ascoltarono Berlusconi, sino ad allora ritenuto il Demonio in persona. E Berlusconi trovò una soluzione brillante, una cordata di imprenditori italiani sborsò 300 milioni di Euro (come dite? Sono 700 milioni di Euro meno di Air France? Bravi, sapete far di conto) e divenne proprietaria non di Alitalia, ma della parte sana della società, perché la parte marcia venne messa in una bad company con tre miliardi di Euro di debito, che furono pagati da noi stessi.

Adesso la parte sana della società si è rivelata meno sana del previsto, e Air France si rifà avanti per comperala, spendendo la metà circa di quanto avrebbe speso nel 2008, e anche in questo caso preparandosi a tagli sul personale, stavolta si tratta di circa 2.000 persone.

Tranquilli, la ripresa è dietro l’angolo.


Il pifferaio magico

15_Pifferaio_Magico03Oggi ho letto un altro bel post su Far di Conto. E’ magnifico come basti fare due conti per avere una visione ben diversa della realtà e capire che siamo nel bel mezzo di una farsa nella quale siamo sia comparse sia vittime…

Partendo dai titoli dei giornali sulle polemiche sulla festa del 2 Giugno in quel blog trovate numeri ben chiari che danno l’idea ben precisa delle proporzioni dei costi della parata militare rispetto a quelle che dovrebbero essere le priorità per un risparmio reale. Nello specifico si parla di infrastrutture e di costi sostenuti da tutti i cittadini a causa della loro inadeguatezza. Io personalmente allargherei ancora di più il discorso. Infatti è verissimo che tutti noi paghiamo un sacco di soldi ogni singolo giorno per raggiungere il posto di lavoro usando la nostra automobile (quando ne abbiamo uno…), ma non ricordo nessuno in campagna elettorale che abbia detto che avrebbe lavorato per migliorare la qualità trasporto pubblico e per far si che treni, metropolitane leggere e servizi di autopulman coprissero con capillarità il territorio. Certo, qualcuno lo avrà anche citato, ma quel che conta è parlare di strade nuove e più larghe, terze e quarte corsie e tante tonnellate di asfalto con terrificanti livelli di impatto ambientale. La ragione è molto semplice: a ben pochi interessa veramente. Con la “scusa” della scarsità del trasporto pubblico noi italiani spendiamo una marea di soldi all’anno per la nostra amata (e costosisssima) scatoletta di latta e nessuno di noi (o solo pochissimi) si schiera veramente a favore di un trasporto sostenibile. Per me l’auto dovrebbe essere un piacere da fruire con saggezza, non il primario mezzo di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro, ma purtroppo siamo in pochi a pensarla veramente così, altrimenti le ferrovie sarebbero un gioiellino di funzionalità. Non ci credete? Provate un po’ ad immaginare 20 milioni di persone che fanno valere il loro voto in base alla qualità, costo e capillarità del trasporto pubblico e poi vedrete come cambierebbe lo scenario delle nostre strade ed autostrade. Ovviamente la medesima cosa vale per la sanità, per l’istruzione, per la politica fiscale…

Oggi se vi capita di viaggiare dal lunedì al venerdì sulle autostrade italiane potete farvi una cultura in quanto a targhe straniere e a ditte di trasporto su gomma dell’est europeo. File pressochè interminabili di autotreni solcano la nostra rete autostradale 24 ore al giorno mettendo in crisi la nostra mobilità ed aumentando in maniera esponenziale i richi correlati. Le statali sono messe ancora peggio dato il fiorire in ogni angolo di cenri di logistica, spesso scollegati dagli snodi ferroviari e dalla realtà locale. Il personale è quasi sempre assunto attraverso agenzie di lavoro interinale, a basso costo e a bassissima specializzazione. A fronte di un severo impatto sulla manutenzione ordinaria del manto stradale non più adeguato al carico sopportato, non si ha alcun beneficio reale in  termini di occupazione e sviluppo. Anche per questa affermazione le prove sono semplicissime da raccogliere, fatevi un giro in moto lungo la Pavia-Cremona ad esempio e poi sappiatemi dire in che stato sono le strade…

Le testate giornalistiche purtroppo non fanno informazione ma solo propaganda e le conseguenze sono un popolo ignorante e una classe politica inetta. La scuola è stata smontata in piccoli pezzettini e gli insegnanti sempre peggio pagati hanno perso prestigio. Ora solo pochi fanno questo importantissimo mestiere per vocazione e ancora meno si mantengono sempre ben aggiornati. Sono stati schiacciati e spesso diffamati: lavorano solo mezza giornata, fanno tre mesi di ferie all’anno. Tutti luoghi comuni che hanno concorso ad abbattere il valore della categoria. Poi troppo spesso sono finiti a fare questo preziosissimo mestiere persone che altro non avevano da fare, grazie alla tendenza tutta italiana di trattare il posto statale come un ammortizzatore sociale e come un serbatoio di voti, ma questo è un altro topic e ne tratteremo più avanti. Quel che conta ora è che a causa dell’ignoranza della popolazione un sacco di infomazioni vengono nascoste o semplicemente ignorate. Troppe persone ignorano la Costituzione, si fidano del vociare insulso dei politici e non afferrano la realtà nella sua interezza. Altrettante non vogliono avere a che fare con la realtà preferendo una finzione fatta di reality e di TV spazzatura… aspettando il messia da avanspettacolo che piace tanto ai poveri di cultura…

Verrebbe da dire che se ci fosse più gente a frequestare i blog dove si fa informazione (non questo, qui si fa solo un po’ di polemica… 😉 ) di certo si avrebbe un popolo più consapevole.


Grecia in caduta libera ed altre follie

Quelli di Pontifex non si smentiscono mai… purtroppo riescono a dare nuove sfumature al termine “bigotto” fino a farlo confondere con “pericoloso”. Leggendo il post sulla morte di Whitney Houston non posso che pensare che la mamma dei cretini sia sempre incinta! Ancora una volta questi ipocriti decidono che la libera scelta è peccato e che solo loro hanno le chiavi dello scrigno della verità.

Di ben altro parla questo blog su “il fatto quotidiano”. Anche se l’articolo tocca un argomento interessante come la globalizzazione ad ogni costo e vorrebbe sponsorizzare gli acquisti a chilometri zero, la parte più interessante sono i commenti. C’è chi si è sentito offeso per il tono, chi dice un semplice “chi se ne frega, se le fragole fuori stagione ci sono io me le mangio e non penso a cosa c’è dietro”. Intendiamoci, non credo che ci si debba privare di un cestino di fragole a febbraio, ma sarebbe corretto considerare che è quantomeno folle che costino meno delle fragole di serra prodotte in Italia pur provenendo dall’Australia. Credo che la base di discussione dovrebbe essere stata la pazzia di non considerare nel costo totale delle merci trasportate i danni alle strade e l’inquinamento (impatto ambientale) per far viaggiare le merci per mezzo mondo. Quello che intendo è che se le strade vengono distrutte dai camion il costo viene socializzato (tasse) mentre chi rompe le strade non paga, a mio avviso, il dovuto. E’ pur vero che questo costo sostenuto dai trasportatori si rifletterebbe sulle merci, ma per ragioni di mercato diventerebbe forse più competitivo produrre in loco… rendendo meno competitivo per le aziende produrre in Bulgaria e vendere in Italia.

Credo che però il focus vada mantenuto sulla Grecia. In questo post si dipinge uno scenario decisamente preoccupante, non solo per la Grecia, ma anche per noi. Se si accetterà di svalutare di molto il costo del lavoro in Grecia non vedo come potremo impedire di fare la medesima cosa in Italia con ovvie conseguenze. L’autore afferma, numeri alla mano che il salario minimo in Grecia sia effettivamente troppo alto, ma che è semplicemente folle imporre un calo del 22%. Propone anche alcune soluzioni per cercare di far recuperare competitività alla sua nazione. Forse quella più importante consiste nel recupero della legalità e nella giustizia sociale. Nessun lavoratore in nero e salari agganciati alla crescita nazionale. In un passaggio tratteggia anche il partito trasversale fautore del ritorno alla dracma.  Destra nazionalista e sinistra radicale, con il sostegno sentito di intestatari di conti bancari svizzeri, imprenditori offshore, evasori fiscali e speculatori vari. Una bella compagnia davvero!

L’Italia è in rotta verso la medesima tempesta? Forse si….


Copenhagen’s SUV

La foto che vedete è stata scattata in occasione di un viaggio che ho fatto a Copenhagen poco tempo fa (OK, non sono un gran fotografo, lo so).

E’ uno dei tanti SUV a tre ruote che circolano per le strade della capitale danese, questo è il modello a due posti, ma ci sono anche quelli che hanno due seggiolini per i bimbi, rigorosamente con cintura di sicurezza. Che i popoli nordici amino la bicicletta è un luogo comune, e Copenhagen lo conferma, piste ciclabili a doppia corsia dappertutto, biciclette di ogni tipo e forma, usate per andarci a spasso, in ufficio, a fare compere, e questo con un tempo non certo ottimale, quale sarà mai il motivo di tanto amore?

Parlando un po’ con colleghi danesi sono arrivato a capire che non di amore si tratta, piuttosto è un matrimonio di interesse… provate a pagare una Golf 30.000 euro, esattamente il doppio che in Italia, e improvvisamente la bicicletta assumerà un altro fascino ai vostri occhi. I politici danesi stanno perseguendo da decenni un programma che ha come obiettivo raggiungere il 50% di spostamenti inferiori agli 8 chilometri in bicicletta.

Per questo le auto sono tassate pesantemente, non si vedono molti SUV a quattro ruote o auto di lusso per le strade di Copenaghen, e le seconde auto sono poche. Ma non ci si è limitati a questo, 350 chilometri di piste ciclabili, semafori favorevoli alle biciclette, segnalazioni precise e puntuali per evitare incidenti sono tutti fattori che facilitano la circolazione in bicicletta, inoltre, per monitorare la situazione viaria, sono state predisposte delle colonnine contabiciclette, che permettono di valutare i flussi di traffico.

I vantaggi di una tale politica sono molteplici, innanzitutto il traffico e l’inquinamento sono ridotti, come pure le emissioni di CO2,  i danesi spendono meno soldi per acquistare petrolio e automobili e la salute dei cittadini, che fanno parecchia attività fisica, ne guadagna.
E le case automobilistiche? Semplice, vendono meno auto.


Stranieri licenziati per aver protestato “Alla Tnt di Piacenza calpestati i diritti”

Qualche tempo fa scrissi questo post sulla tav e in un passaggio descrivevo l’attuale situazione dei poli (o nodi) logistici in Italia. Affermavo che una delle cose estremamente negative del fiorire di poli logistici era costituita dalla bassa specializzazione delle stragrande maggioranza dei dipendenti e dal fatto che venissero presi “in affitto” da cooperative di lavoro interinale a salari imbarazzanti e praticamente senza alcuna protezione. Ne ho parlato su vari blog e vi lascio immaginare i cosiddetti liberisti cosa non mi han detto. Mi son sentito dare del comunista (!), mi han detto che affermavo cose assurde e che in Italia il lavoro è un diritto e che i poli di logistica e opere come la TAV, il ponte sullo stretto e la conversione della centrale di Polesine Camerini (Porto Tolle) avrebbero portato benessere ai cittadini di quelle zone.

Ora mi capita di leggere questo articolo e scopro che avevo colto nel segno. Gente che protesta (protestare è un atto legittimo garantito dalla Costituzione), per veder riconosciuti dei diritti o semplicemente per migliorare una situazione, si discute e  sembra che un accordo venga raggiunto per tornare al lavoro in attesa che venga aperto un tavolo di trattativa tra le parti… e poi “la security” pagata dalla TNT o dalle coop tiene fuori chi ha protestato dicendo che ha meno diritto al lavoro. Mi ricorda qualcosa successo negli USA davanti alle fabbriche della Ford quando i dirigenti dell’industria automobilistica americana facevano accordi con la mafia locale per smembrare il sindacato americano… anni venti se non sbaglio.

Signori, spiegatemi un po’ come impiegare manodopera a basso costo e da agenzie di lavoro interinale accresca la ricchezza di una zona. Se poi gli unici che riescono a vivere con i 4 soldi che ricevono da questi figuri sono degli immigrati abituati a sacrifici enormi io ho l’impressione che si avrà un proggressivo impoverimento della zona, trasformandola in qualcosa di molto simile ad una grande periferia degradata.

Spiegatemi come la conversione di una centrale che già ora funziona potrà garantire l’occupazione futura e lo sviluppo di un area rurale. Per info si veda questo post e magari anche questo: se in oltre vent’anni non siete riusciti ad attrarre industrie nella zona come pensate che un lavoro di per se a tempo determinato come la coversione di una centrale possa risolvere il problema del futuro di migliaia di giovani? Non è che anche voi come Tremonti scaricate i problemi su chi verrà dopo?

Una cosa comunque ve la spiego io: quello che si sta vedendo oggi a Piacenza è caporalato e i piacentini pensavano di essersene liberati da decenni, non so come reagiranno… sapete, sono gente rustica, abituata ad andare al sodo delle questioni


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