Archivi tag: Francia

La società multiculturale puzza

 

tnx-13978-fotonizza2-kzsh-u109539609101587-1024x576lastampa-it

Credo che anche chi non abbia un senso del fiuto molto fino inizi a sentire uno sgradevole odore provenire dalla cosa misteriosa chiamata società multiculturale.

Certo, secondo molti le società multiculturali ci sono sempre state, per esempio gli imperi russo, ottomano e asburgico, la Cina degli Han, l’India dei Moghul, Incas e Aztechi.

Tutte società libere e democratiche, finite con la dissoluzione o in un bagno di sangue come nel caso dell’India e della Russia.

Esempi più vicini a noi sono l’Unione Sovietica e la Jugoslavia, altre società democratiche che si sono dissolte, la Jugoslavia concedendosi anche lei i suoi bei massacri, i bolscevichi con qualche problema di terrorismo ceceno.

Le società multiculturali attuali sono parecchie, gli Stati Uniti, la Svizzera e diversi stati europei, ma funzionano davvero?

La Svizzera certamente si, mentre le cose negli USA sembrano prendere una brutta piega, con un conflitto razziale ancora vivo dopo 150 dalla fine della guerra civile. I paesi europei non sembrano messi meglio, anzi, le seconde generazioni di immigrati musulmani non sembrano disposte a integrarsi e nemmeno a coesistere con culture diverse.

A loro la multiculturalità non piace affatto, se devo essere sincero non piace nemmeno a me.

 


Cornuti e Maziati

Dunque… guardate un po’ Cameron in Parlamento, non solo noi italioti siamo dei pirla che si beccano un sacco di disgraziati, ma come se questo non bastasse siamo pure i coglioni che non li controllano… Sarà anche vero, ma direi che sarebe lecito aspettarsi un po’ più di aiuto da parte dei partner europei.

In Grecia intanto le istituzioni finanziarie europee affermano che il governo dovrebbe tagliare maggiormente le pensioni, tagliare la sanità, aumentare le aliquote i.v.a. e non rompere le palle alle aziende che fatturano più di 500k euro. Il debito creato ad arte alle banche facendo credere alla gente che potevano vivere di debiti dovrà essere pagato dai più deboli….

Questa non è l’Europa che ho sostenuto fin da ragazzino… questa è una merda governata dalle banche e dobbiamo uscirne il più in fretta possibile… solo l’Europa delle persone potrebbe salvarci… non questi miserabili in giacca e cravatta!

Non ho ancora sentito ne Francia ne UK dire se l’Italia non riesce a gestire l’influsso ci pensiamo noi… noooo ci pensino quei coglioni mangiaspaghettichitarraemandolino!


Idioti d’Europa: Francois Hollande

Non ci sono solo i nostri politici ad aprire bocca per dire idiozie, ora è la volta di François Hollande a spararla grossa:

“Abbiamo risolto la crisi” ha detto Hollande – ma alcuni Paesi, come l’Italia, “sono sempre fragili”. Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, ha spiegato il presidente francese, “sono in recessione”.

Ma anche la Francia, ha aggiunto, è “a crescita zero” e non crea occupazione. “Ho il dovere di ripristinare la crescita”. Il Paese, ha continuato, “non può più aspettare”. “La mia priorità è l’occupazione e il mio obiettivo è la crescita” ha detto il presidente ponendosi come obiettivo quello della fine dell’anno per invertire il trend negativo.

Un intervento molto interessante, peccato che la Francia sia messa malissimo, altro che crescita zero, ha fondamentali quasi peggiori dei nostri e il suo rapporto deficit/PIL sta schizzando verso il 5%., per non parlare di un tasso di disoccupazione che ha superato il 10%.

E resta il dubbio che la recessione sia stata evitata (sulla carta, ovviamente) taroccando un pelino i dati sul PIL, che nel primo trimestre del 2013 risulterebbe essere in aumento dello 0,1%, secondo la Banca di Francia, mentre secondo OCSE il PIL calerebbe dello 0,6% nello stesso periodo. Terribile poi il dato sull’indice PMI, dato a 43.9 punti (si cala sino a 50 punti, il che è tutto dire), indice di un declino più simile a un crollo.

Ma un presidente ha il diritto di essere ottimista, e magari anche di dire “c’è chi sta peggio di noi”, quello che fa attribuire a Hollande il titolo di idiota è la sedconda parte delle sua dichiarazione, dice cose che nemmeno La Palisse, certo che hai il dovere di ripristinare la crescita, questo lo sappiamo, quello che non sappiamo è come vorresti farlo.
Far rimpiangere Sarkozy sembrava un’impresa impossibile, ma Hollande ci sta riuscendo, complimenti.

 

 


Idioti d’Europa: Nicolas Sarkozy

 

Mentre in italia sta trascorrendo il tranquillo week end di paura prima della manovra montiniana possiamo aggiornare il catalogo degli idioti europei, e questa volta parliamo del presidente francese Nicolas Sarkozy.

Avvocato, una carriera politica che lo ha visto deputato, sindaco (della megalopoli di Neuilly-sur-Seine) e ministro, infine presidente della Francia, il primo nato dopo la seconda guerra mondiale.

Tre mogli, dalla prima, subito cornificata con la seconda, ha avuto due figli, uno sia dalla seconda che dalla terza, la modella Carla Bruni, questo matrimonio lo ha messo sullo stesso piano di statisti famosi come Pericle e Giustiniano.

Il suo modello di riferimento è però Napoleone, e non poteva essere diversamente, Nicolas è un decisionista, uno che ama guidare il suo popolo… peccato che, a differenza dell’illustre predecessore, le decisioni lui le prende sbagliate, e sta guidando il popolo francese verso una catastrofe, una Waterloo senza prima Austerliz.

Appena eletto si è presentato a una riunione Ecofin per chiedere che la Francia potesse rientrare nei parametri del patto di stabilità di Maastrich più tardi, lui doveva defiscalizzare… era il 2007, peccato che nel 2008 è scoppiata la crisi economica mondiale e la francia è ben lontana dai parametri del 3% di deficit (adesso è al 7%) e del 60% sul rapporto debito/PIL (81%, in aumento).

Tralasciamo l’intervento in Libia, non ripetuto in Siria per motivi misteriosi, parliamo invece della politica economica, il nostro ha condotto assieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel una politica discutibile, i due hanno costretto alle dimissioni del premier greco George Papandreuo, reo di aver indetto un referendum sull’accettazione del piano di austerity e la permanenza nella zona euro della Grecia, e si sono esibiti in un teatrino nei riguardi di Berlusconi davvero poco simpatico…. anche se il barzellettiere non meritava certo fiducia c’era un altro modo per dirlo.

Adesso Sarkozy non ride più, ha capito che la Francia è messa male, anzi malissimo, e che la Germania non lo aiuterà, e ha dichiarato che l’Europa «rischia di essere spazzata via», e ha aggiornato il suo slogan «Lavorare di più per guadagnare di più»: la nuova versione è «Tra guadagnare di meno e lavorare di più, sono convinto che la seconda soluzione sia preferibile».

Chissà se i francesi saranno d’accordo, il prossimo anno si vota, e a Sant’Elena c’è un posto libero.

 

 

 

 


VELO, DIVIETI E LIBERTA’

Diversi tipi di velo

Infine è entrata in vigore in Francia la legge che vieta il velo integrale nei luoghi pubblici. Non l’ho chiamato velo islamico perché in tutto il Corano se ne parla solo in due versetti:

(Cor., XXXIII:59

            « O Profeta! Dì alle tue spose e alle tue figlie e alle donne dei credenti che si ricoprano dei loro mantelli (jalābīb); questo sarà più atto a distinguerle dalle altre e a che non vengano offese. Ma Dio è indulgente clemente! »

 

e Cor., XXIV:31

            « E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare.  ») 

Il velo per le donne infatti e’ un’eredita’ ben più antica di quanto non sia l’Islam e arriva dalle culture (maschiliste) tipiche dell’oriente antico. Infatti fin dalla fine del secondo millenio A.C. in Mesopotamia vigeva l’obbligo per le donne di portare il velo quando si trovavano all’aperto. Questa “tradizione” non e’ mai morta e si e’ diffusa nel bacino del mediterraneo, anche in epoca bizantina era consuetudine per le donne mostrarsi in pubblico velate, abitudine che mostrava il loro status agiato.

Premesso questo credo che questa legge, che non vieta il foulard tipico della cultura Araba (hijab), ma vieta di circolare trafigurati (mascherati, irriconoscibili), sia assimilabile all’obbligo imposto alle donne occidentali e non mussulmane di portare il velo in Arabia o in Iran. Siccome non ho sentito proteste “ad alto livello” per questo obbligo non vedo perché si debba fare tanta confusione per questa legge francese.

In generale credo che le leggi in una democrazia debbano regolamentare invece che vietare qualcosa. Mi spiego: le regole del codice della strada vietano cose tipo viaggiare contro mano nei sensi unici, ma in generale regolamentano il nostro diritto alla mobilità per evitare che la legge della jungla prenda piede nelle strade. In questo caso non si vieta di dimostrare la propria appartenenza ad una religione, ma si cerca di far quadrare le tradizioni di un gruppo religioso con le tradizioni e le leggi di una Nazione tra le più antiche e libertarie d’Europa.

In pratica quello che si sta cercando di far passare in Francia e’ il diritto a essere quel che si vuole, ma imprescindibilmente cittadini Francesi, quindi soggetti ad un corpus di leggi che regolamentano la libertà senza realmente limitarla. Infatti una libertà indisciplinata finirebbe col creare attriti tra diversi gruppi, mentre una base comune, cioè l’appartenenza alla Francia e alle sue leggi, conduce (o almeno potrebbe condurre) verso la reciproca comprensione e l’integrazione delle culture.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: